In occasione del nono anno senza Bud Spencer lo celebriamo con il suo personaggio più famoso

Eppure, frugando tra i meandri della rete, inteso come quella sorta di tubo catodico dove c’è di tutto e dove noi andiamo a cercare di tutto, è impossibile non trovare la maggior parte dei momenti salienti della saga di Piedone. Ed è così che abbiamo deciso di aprire quella che è la penultima parte di questo viaggio, a metà strada tra il tipico approfondimento e i ricordi quelli più semplici, i quali ci riportano indietro nel tempo a quando esistevano tempi più spensierati per realizzare qualcosa di particolare.

Dunque, siamo partiti dalla megarissa, finale, di Piedone a Hong Kong, per poi passare a quella più sobria, nei toni e con atmosfere quasi cupe; è vero, sembra che stiamo esagerando con questo termine, ma osservate meglio le due scene finale e confrontatele, ulteriormente con gli altri due momenti finale di Piedone l’Africano e Piedone Lo Sbirro.

In effetti, nell’intervista pubblicata nello speciale di Free Podcast Variety il figlio di Bud Spencer, Giuseppe Pedersoli, ha confermato la sensazione che tutti quanti, in questi lunghi decenni, abbiamo avuto: ossia che il primo si avvicina più al tipico genere noir e poliziesco, con toni ed atmosfere leggermente più cupe, rispetto ai successivi capitoli.

Nelle leggere questa penultima parte, tra un paragrafo e l’altro abbiamo cercato di condividere varie scene della saga, non solo per un semplice tuffo nel passato, ma anche e soprattutto per completare la nostra disamina, composta da varie tappe non ordinate cronologicamente; semmai seguendo lo sviluppo naturale di ciò che sentiamo di scrivere.

È naturale credere che ogni nostro articolo, speciale o reportage sia comunque studiato a tavolino, in verità non è sempre così: la maggior parte delle volte è anche frutto dell’istinto e della volontà di non far mai disperdere la memoria di ciò che è stato per le nuove generazioni. Ciò vale anche per questa serie di appuntamenti interamente dedicati al Gigante Buono e al suo personaggio più iconico.

Quello stesso Piedone che stiamo cercando di raccontarvi per giungere a ciò che sarà domani e la scelta di condividere scene di scazzottate o altri momenti goliardici, sempre della saga, è il modo miglior per non celebrare Bud Spencer con tristezza o malinconia. Appunto, con quest’ultima parola ci immergiamo in un altro momento del primo e leggendario film dove il Commissari Rizzo ha un momento particolare con una persona di cui si prende cura.

La scena ha un finale, poi, mitigato dai cattivi che, nonostante siano in sella alle loro moto, prendono diversi schiaffoni per poi scappare accelerando il più possibile. Non solo, fino adesso non abbiamo mostrato ancora nulla, perché ci sarebbe anche da ricordare i duetti tra lo stesso Spencer e lo stesso Enzo Cannavale.

O ancora: qualche altro momento del tutto inverosimile in Piedone d’Egitto con un improbabile nano, appeso ad una corda, che fa l’urlo di Tarzan fracassando, a seguire, la finestra del proprio negozio. Senza dimenticare le due risse che si richiamano quasi a vicenda: quella di Piedone Lo Sbirro e quella di Hong Kong. D’altronde è anche naturale considerare che lo schema narrativo fosse per i quattro episodi un po’ ripetitivo; nulla di negativo, in fondo riguarda proprio il tipo di storia che si era messo in piedi, non solo per sfruttare al meglio il personaggio che lo stesso Spencer aveva portato nel corso degli anni.

Alcuni passaggi, alcuni dettagli, alcune scene, alcuni momenti ironici erano d’obbligo in un periodo cinematografico in cui tutto era più improntato alla leggerezza e alla ripetizione di escamotage vincenti. Infatti, ancora oggi ci ricordiamo alcune battute di Cannavale e quello che rappresentano, addirittura, una vera e propria chicca come questa.

La famosa battuta: ‘Commissario, sono buoni: ma un pochettino scotti’, in riferimento al piatto di spaghetti, è opera di un grandissimo attore napoletano Vincenzo Maggio. Senza dimenticare il personaggio di ‘Manomozza’, interpretato da… Per non dimenticare neanche il personaggio di Mani d’oro interpretato dallo sfortunato Francesco De Rosa, già ricordato in precedenza.

Ma è anche vera una cosa: che in questo lungo reportage apparirebbe anche saggio avere il coraggio, senza attirarsi degli strali o quantomeno una gran bella scaricata di schiaffi decretare, con mera curiosità, la miglior rissa, il miglior schiaffo o la miglior battuta di tutta la saga.

Allora iniziamo col dire che l’elenco è bello lungo. Possiamo anche dirvi di prendere carta e penna e segnarvi tutti i momenti salienti, parti che già vi stiamo indicando in maniera del tutto involontario. Alcune scene, condivise direttamente da Youtube, non sono state ancora menzionate in questa parte di reportage. Ciò che possiamo dirvi o quantomeno riportarvi sono anche delle dichiarazioni non tanto dello stesso Giuseppe Pedersoli, semmai di sua sorella Cristiana, ovviamente figlia di Bud Spencer, che avemmo il piacere d’intervistare diverso tempo fa. L’occasione? Fu proprio il libro che lei dedicò proprio a suo padre:

“Si, anche di più credo. Ed era successo anche quando era giovane e si trovava a nuotare, forse sul Tevere. Successe che cadde una balaustra con tutta la gente che guardava questa gara che facevano nel fiume e lui salvò varie persone che stavano affogando. E questo è stato un primo salvataggio che era stato riportato persino su un giornale che io non riesco a più a trovare dell’epoca. E poi è vero, durante le riprese di ‘Piedone a Hong Kong’, che poi ero anche lì, mi ricordo che fecero questa scena con questi stuntman che poi erano più che altro campioni di arti marziali. Quindi diciamo che non avevano molta familiarità con l’acqua. Li vestirono di tutto punto, fecero questa scena forse i vestiti troppo pesanti. Evidentemente non erano dei grandi nuotatori perché ebbero grosse difficoltà e lui prontamente li portò in salvo”.

Dalle dichiarazioni rilasciate in quell’intervistata datata 6 maggio 2021, Cristiana Pedersoli ci riportò un aneddoto particolare su suo padre, riportato proprio in quel libro per cui la intervistammo; ponendo in risalto, possiamo tranquillamente dirlo, anche una natura altruistica dello stesso Bud ed eroe non solo davanti alla macchina da presa, ma anche nella realtà…

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