Una storia oscura in cui i segreti del passato non danno tregua ai protagonisti del romanzo

Il thriller nel mondo della letteratura odierna è ormai un dato di fatto. Tutti, per non dire chi più e chi meno, cerca di cimentarsi in questo particolare genere che tanto ha dato alla storia di questa particolare tipologia di storie, attirando ogni anno milioni di appassionati. Forse viene ritenuto il mezzo più efficace per farsi un nome? O è solamente il frutto del trend del momento, anche se quando si tratta di narrativa gialla, thriller o noir non si può mai parlare di moda del momento, ma di un evergreen adatto per tutte le stagioni.

È anche questo è il caso dello speaker radiofonico Massimo Cotto? Famoso per la sua trasmissione su Virgin Radio, il conduttore radiofonico comunque non è nuovo alla pubblicazione di libri. Come normale che sia le sue prime opere sono tutte incentrate sul mondo musicale, tra cui uno realizzato nientepopodimeno ché con il rocker di Correggio Luciano Ligabue.

Eppure, il suo ‘Il Re della memoria’, romanzo edito da Gallucci, rientra nella casistica dei libri appena menzionati. Una storia a tinte forti, in un mondo oscuro in cui l’innocenza non ha più modo di esistere e dove i segreti affollano le vite dei protagonisti. Una trama incalzante dall’inizio alla fine in cui le pause non hanno spazio, attraverso una scrittura asciutta, agile e senza troppe espressioni complicate.

Con descrizioni che ti permettono di vedere non solo i personaggi e le loro azioni, ma anche i luoghi in cui la storia è ambientata. Il romanzo segna il più che ottimo esordio dello speaker radiofonico nel genere noir. Una trama che sembra uscita, quasi dalle pagine realizzate da Joe Lansdale, e con uno stile quasi vicino ad un altro grande della letteratura mondiale non sempre ricordato come meriterebbe: Giorgio Faletti.

I protagonisti principali sono Ariel e Linda, due personaggi che sono legati da un passato che ritorna a galla quando tutto sembrava dimenticato; quando tutto era finito in un’altra dimensione. Nella vita di Ariel, però, c’è anche un’altra donna, Astrid, dalla quale non riesce tanto a staccarsi.

La storia, suddivisa in ben sessantasette capitoli, in cui il mistero non viene svelato fin dalle prime pagine, ma bisogna attendere un bel po’ senza trovare il modo di annoiarsi. Difatti, Massimo Cotto riesce a tenere molto alto il ritmo e, di conseguenza, anche l’attenzione del lettore, il quale sarà incuriosito fino alla fine per scoprire cosa si cela nel passato di questo uomo e di questa donna. Un dettaglio che non vi sveliamo in questa recensione.

Ricordando ulteriormente che il suo mondo è quello delle sette note, Cotto sorprende per come ha sviluppato la trama: con grande padronanza. Non significa che non avesse le idee chiare; quelle ce le hanno tutti gli scrittori quando decidono di stabilire i punti salienti di un racconto, anche se di getto. Semmai di svilupparli come se in quel tipo di genere, il noir o comunque il thriller, Massimo Cotto ci scrivesse da sempre. Come se avesse realizzato solo storie di questo genere.

Invece no, la sua competenza musicale non lo ha ostacolato in quella che sembrava un progetto abbastanza avventato; abbastanza fuori portata per un giornalista che ha sempre parlato e ascoltato musica, esordendo in maniera più che convincente con la speranza che, molto probabilmente non si fermerà qui, ovviamente nel genere noir s’intende.

FOTO DI VINCENZO PEPE

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