Quentin Tarantino riceve il premio alla carriera da Dario Argento alla sedicesima festa del cinema di Roma. Durante l’incontro ravvicinato il direttore artistico Antonio Monda pone una serie di domande al cineasta, il primo quesito: “Tra il mestiere di sceneggiatore e regista quale dei due mestieri lo sente più suo? Quentin risponde:

“Innanzitutto, sono un dialoghista e sceneggiatore, ma ho sempre saputo di voler fare cinema e dire questo film è mio. Sin da tenera età vedevo film di ogni genere, il mio film preferito è Il buono, il brutto e il cattivo di Sergio Leone, in futuro se ci sarà occasione girerò un film a Cinecittà. Ho intrapreso a lavorare nel cinema come attore, ma il mio curriculum era vuoto così ho inserito dei finti “lavori”, ma è andata bene per iniziare. Ho lavorato con il grande Ennio Morricone che ha fatto le musiche del film The Hateful Eight , vincendo nel 2016 il premio Oscar per la colonna sonora”.

Guardando i film di Tarantino non si può non rimanere colpiti dall’enorme flusso di elementi che ci passano davanti agli occhi. Indubbiamente Tarantino prende dal passato vari elementi di consumo e li riutilizza a suo piacimento, in un certo senso come la Pop Art degli anni ‘60 che prendeva cose, oggetti della cultura bassa e li elevava a forma d’arte.

Non dovremmo sorprenderci a vedere nei film di Tarantino hamburger giganti o ascoltare lungi dialoghi a proposito del Big Kahuna Burger. Basta citare Pulp Fiction ogni argomento di discussione non verte sulla realtà, ma su segni da essa derivata. Nei film di Tarantino si comunica attraverso la cultura pop, un linguaggio universale da parte di chi consuma i prodotti della cultura di massa. Le continue citazioni danno luogo ad apprezzamenti da parte di chi conosce le pratiche comuni della popolazione, Tarantino ricostruisce un patrimonio personale, ma anche collettivo, fatto di immagini e suggestioni tratte da film, canzoni e fumetti, riallacciandosi alla tradizione americana.

Il cinema per Quentin è una fonte inesauribile di ispirazione. Riporta alla contemporaneità i vecchi generi cinematografici. Generi che più lo influenzano: i film commerciali e pellicole B-movies. Le iene (1992) si notano temi generali come il cameratismo, la fiducia, il tradimento e la redenzione. Questo film è ritenuto un vero e proprio cult del cinema indipendente, ed ebbe il merito di introdurre i temi identificativi dell’opera del regista.

Fra essi ci sono l’ambiguità morale dei personaggi, i dialoghi dalle oscenità elaborate e dal forte black humor, la violenza grottesca e, in particolar modo, la sperimentazione di un nuovo espediente narrativo della storia. Le scene, infatti, non seguono un ordine perfettamente cronologico, in quanto le vicende si snodano in tre episodi che si intrecciano. La musica sta al centro del film così come la violenza. Ciò che rende la sequenza efficace è che la violenza avviene in tempo reale ed è portata avanti fino al termine della musica.

Pulp Fiction (1994) gangster movie spaghetti western storia e personaggi. Sequenza del Jackrabbit Slim’s: qui appare evidente il debito di Quentin nei confronti della cultura pop: le pareti del locale sono tappezzate di manifesti cinematografici di film di serie B degli anni Cinquanta, i camerieri del locale sono i sosia dei divi del cinema. il menù del locale condensa la storia del cinema in icone di puro consumo, ad esempio i frappè “Martin & Lewis”.

Il film è noto per la particolare presentazione della sua trama, che viene mostrata senza rispettare l’ordine cronologico degli eventi. Una pellicola autoreferenziale fin dai suoi momenti di apertura, con la schermata del titolo che dà due definizioni di dizionario per il vocabolo “pulp”. Molto tempo è dedicato a monologhi e conversazioni casuali con dialoghi eclettici che propongono le idee di ogni personaggio su vari argomenti.

Qui il regista richiama alla memoria il Travolta de La febbre del sabato sera. La musica, è utilizzata per dare vita ad un episodio che non è importante in chiave narrativa, ma lo è in chiave stilistica. L’episodio ha un valore esclusivamente citazionistico che contribuisce a creare l’atmosfera surreale che permea l’intera pellicola. Jackie Brown (1997) tratto dal romanzo Punch al rum (Rum Punch) di Elmore Leonard.

Nel film si evince una caratterizzazione dei personaggi. Un universo di piccoli criminali in lotta per la sopravvivenza. Kill Bill vol. 1 & vol. 2 (2003/2004) Commistione di generi popolari in basato sui B-movies. Vol. 1Spirito di contaminazione Vol. 2GiapponeCinaspaghetti western. La musica kill Bill: la sequenza dell’ospedale Elle Driver è introdotta da un inquietante tema a fischio.

La musica è l’elemento portante della sequenza: traina il dispositivo filmico, conferisce senso alla sequenza, scandisce il ritmo. Sono le immagini che fanno da contrappunto. La musica si appropria del ruolo diegetico, le immagini di quello stilistico. I fumetti sono fonte di ispirazione per il regista. Rappresentazione della violenza, manga giapponesi.

Kill Bill vol. 1 una sorta di tributo al Giappone, con uno stile dei cartoon anime giapponesi. Mostrare la storia di O-Ren mediante l’animazione rappresenta un modo di rendere la sua deriva verso il male qualcosa di irreale, un cartoon appunto. Il dispositivo musicale è sfruttato da Tarantino in modo totale, la musica è un elemento centrale nella costruzione dei film, un regista post–modernista della contemporaneità, rivisitando iconografie del passato con il suo marchio d’autore.

Da subito è riuscito ad avere un riscontro favorevole da parte del pubblico e successivamente dalla critica specializzata, un regista “DJ” che solo lui è in grado di combinare stili diversi nelle sue opere originali. Tarantino cultura popolare americana Tarantino, come un post – modernista contemporaneità fascinazioni iconografiche del passato: Cinema-Musica-Fumetti Tarantino è riuscito ad avere un immediato riscontro di pubblico Nuovo wonder boy della cultura del divertimento.

FOTO DI SERENA LAMOLINARA

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