Articolo diviso in due parti per introdurre l’ultimo giorno di questo fantastico europeo e dare la carica ai Nostri Azzurri e al Nostro Matteo Berrettini

PARTE PRIMA

Ultimo giorno di Euro 2020 e penultimo articolo dedicato a questo evento che ha tenuto incollato tanti tifosi, e non solo, in questo lungo mese. Semmai, si potrebbe anche dire terz’ultimo articolo, visto che questo testo è suddiviso in due parti e introdotto anche da due differenti storie e post sui social.

Domani, indipendentemente dal risultato, ci sarà l’ulteriore commento o approfondimento sulla finale Italia – Inghilterra. Questa volta non vogliamo dire nulla. Alle volte l’arma della scaramanzia aiuta di più nei confronti di una possibile beffa non preventivata. In questi 30 giorni abbiamo cercato di stemperare l’entusiasmo con una sola frase: Stiamo calmi. La riproponiamo anche oggi, anche in questa mattina datata 11 luglio 2021.

Un giorno che richiama ad un’altra finale, ma di un Mondiale, che si tenne l’11 luglio del 1982. La storia è conosciuta; continuamente tramandata alle nuove generazioni, le quali alcune di loro hanno avuto la fortuna di vedere alzare la quarta coppa del mondo nel 2006. L’Europeo?

Come molti sanno, anche questa è storia risaputa, il trofeo manca addirittura dal 1968. Lo vincemmo in casa e con una finale disputata due volte. Si, perché all’epoca non c’era ‘l’usanza’ dei calci di rigore. Vincemmo con un secco 2 a 0 contro quella che un tempo era un tempo la nazionale jugoslava; le reti furono di Gigi Riva e Pietro Anastasi.

In questo articolo non parleremo solo di calcio, non ci soffermeremo solo ad introdurre una partita di cui tutti quanti stanno parlando e di cui le formazioni, bene o male, saranno ampiamente confermate dai rispettivi Commissari Tecnici. Andremo oltre, puntando su un connubio particolare. Quello già analizzato, in maniera superficiale, ieri con la hit ‘Un’estate italiana’ di Bennato e Nannini, ovvero calcio e musica.

Sempre in questo mese la maggior parte delle nostre storie su Instagram sono state accompagnate da ‘We are the people’, la hit colonna sonora di questi europei di calcio. Intonata da Bono Vox, con l’inseparabile chitarrista ‘The Edge’, la canzone è frutto dell’intuizione del disc jokey Martin Garrix. Il suo brano, dal genere progressive house, sarebbe dovuto uscire nell’aprile dell’anno scorso.

Ma con il rinvio degli Europei di calcio a causa della pandemia il brano è iniziato a rimbalzare per le varie stazioni radio a partire dallo scorso 14 maggio. È inutile affermare che il successo è stato immediato ed è, contemporaneamente annoverabile, tra le migliori hit dedicate al mondo del calcio o comunque di quelle che hanno introdotto i vari tornei che si sono organizzati nel tempo.

Sia il testo che la musica rappresentano un perfetto inno di unità, non solo rivolto al continente europeo, ma all’intero mondo nell’affrontare le grandi sfide; metafora diretta per le squadre partecipanti a questa edizione celebrativa degli Europei.

Tanti sono gli episodi che ci indicano l’unicità di questo campionato europeo di calcio, tanti gli esempi, piccoli e grandi momenti fuori all’interno del campo di calcio che hanno veramente dimosstrao e sancito che il concetto espresso dal testo di ‘We Are The People’ è stato, non rispettato, ma applicato nella sua essenza.

Potremmo fare l’elenco. Di sicuro ne dimenticheremo qualcuno o magari sottolinearne uno al posto di un altro. allora vi lasciamo alla canzone, qui sotto, e nell’ascoltarla vi verranno sicuramente in mente i singoli eventi che hanno contrassegnato questo campionato europeo di calcio.

PARTE SECONDA

Con il secondo brano ci addentriamo ancor di più nell’atmosfera della finale di questa sera. Non si tratta proprio di un singolo dedicato dichiaratamente al mondo del calcio, ma è collegato ad esso per un riscaldamento prepartita in particolare avvenuto più di qualche anno fa. Ma andiamo con ordine: la hit in questione risale al decennio del 1980, esattamente al 2 settembre del 1984 durante un concerto.

Venne eseguito da un gruppo austriaco, per l’occasione, per festeggiare l’undicesimo anniversario di costituzione della band. Stranamente il singolo, però, ebbe successo nell’estate successiva, trasformandosi così in un vero e proprio tormentone estivo. Quattro anni più tardi questo stesso brano durante le fasi di riscaldamento prepartita di un match importantissimo passa alla storia.

Lo stadio era quello di Monaco e la partita, semifinale di ritorno di quella che un tempo si chiamava Coppa U.E.F.A., era Bayern Monaco – Napoli. L’allora numero 10 della squadra partenopea, il quale non ha bisogno di nessuna presentazione, si mise, letteralmente, a palleggiare mentre gli altoparlanti dello stadio facevano risuonare ‘Life is Life’ degli Opus, proprio la canzone al quale stiamo facendo riferimento.

Quello di Diego Armando Maradona fu il riscaldamento naturale, spontaneo e impreziosito dalla sua immensa tecnica sopraffina; forse al suono di quelle note si caricò non poco, prima di affrontare i tedeschi in quella contesa sportiva. Anni dopo affermò di aver agito in quel modo per caricare i suoi compagni di squadra.

Il motivo di questo articolo è semplice: caricare i nostri per la finale di questa sera e non solo loro: anche il tennista Berrettini, che a Wimbledon incontrerà il mostro sacro Djokovic per entrare nella storia. Si può, non è impossibile. Certo, è facile scriverlo su una tastiera di un computer mentre poi si guarda la partita di calcio e di tennis comodi sul divano. Ripetiamo: non è impossibile. Quello che hanno fatto vedere i nostri calciatori in queste sei partite è encomiabile.

Nessuno, semmai solamente pochi credevano che i ragazzi di Mancini sarebbero giunti fino all’ultimo atto e ciò vale anche per il tennista. Gli inglesi hanno dalla loro il fattore campo, che potrebbe rivelarsi un vero e proprio boomerang per due ordini di fattori: il primo è che giocano in casa, due: è che non possono sfigurare davanti al loro pubblico con l’intenzione di portarsi a casa il trofeo che manca nella loro bacheca.

Trofeo che manca a noi, ma dal 1968. Se giochiamo come abbiamo fatto vedere fino adesso con palla a terra, tenendo i nervi saldi e mettendo in conto di soffrire allora potremmo avere più di una speranza per trionfare.

Che Sterling e Kane sono i pericoli numeri uno della formazione di Southgate è assodato. Ma anche lo stesso ct ha detto che noi siamo l’avversario peggiore che gli potesse capitare. Già questo la dice lunga sulle sicurezze della nazionale dei tre leoni.

FORZA AZZURRI E FORZA MATTEO BERRETTINI, L’INTERO PAESE E’ CON VOI.

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