Qualche giorno fa, esattamente lo scorso 19 febbraio, sarebbe stato il suo 68° compleanno. E chissà se fosse sopravvissuto a quel maledetto 4 giugno del 1994, una volta fatto anche il trapianto, cosa avrebbe detto o come avrebbe festeggiato il quarantesimo anniversario del suo primo film: ‘Ricomincio da tre’? Già, chissà. Perché quando si parla di Troisi, di Massimo Troisi, o lo si pensa solamente, alcune domande fantasiose prendono sempre piede. Domande dettate dalla nostalgia e dall’amarezza per aver perso un talento così straordinario.

Non abbiamo mai digerito il fatto di perderlo così giovane, non ci è mai andata giù che nessuno è riuscito a riempire quel vuoto che lui ha lasciato. Un vuoto che, diciamo la verità, è completamente impossibile da colmare. Impossibile da sostituire. Massimo Troisi dopo gli esordi con ‘La Smorfia’, il trio comico insieme a Enzo De Caro e Lello Arena, decise di fare il grande salto: il cinema.

Il suo esordio sul grande schermo è ormai storia, con quel titolo che rappresenta le tre cose nella vita che sono riuscite al suo personaggio. Gaetano, questo il nome, decide di lasciare Napoli e viaggiare e conoscere gente e la risposta che riceve, spesso  ha il sapor agrodolce per il pregiudizio che i meridionali erano costretti a subire quando si recavano nel Nord Italia: ‘Ah Emigrante’.

Il suo viaggio lo porta a Firenze, ma non per lavoro. L’occupazione, lui, ce l’aveva già, come anche gli amici e addirittura la fidanzata. Si ferma a Firenze e li conosce il personaggio di Fiorenza Marchegiani, con la quale inizia a fare amicizia e non solo. A distanza di quarant’anni esatti, il film uscì nelle sale cinematografiche esattamente, il 5 marzo del 1981, definire questa commedia solo romantica appare un po’ riduttivo e deludente. Nella comicità di Massimo Troisi c’è tutta un’immensa filosofia da scoprire.

Di scrivere una recensione di una pellicola così simbolica ci sembra, oltremodo, da presuntuosi Il personaggio di Troisi ricominciò pure da tre, ma Massimo iniziò la sua avventura cinematografica con un incasso record: 15 miliardi delle vecchie lire di quella stagione cinematografica 1980-81.

In più non bisogna nemmeno dimenticare i due David di Donatello che lo stesso film conquistò, su quattro nominations: miglior film e miglior attore protagonista; mentre i riconoscimenti mancati riguardarono le categorie del Miglior produttore e la miglior sceneggiatura.

La sceneggiatura, appunto, quella realizzata in coppia con Anna Pavignano e con la quale ne realizzerà diverse per i suoi film, tutti rimasti nell’immaginario collettivo. Ma ‘Ricomincio da tre’ non ottenne solamente quei due David di Donatello, conquistò diversi premi. Come per esempio 4 nastri d’argento; 2 Globo d’oro; 2 Grolla d’oro; 1 Antonio De Curtis tanto per citarne qualcuno.

A distanza di quattro decenni cos’altro si può dire, cos’altro si potrebbe aggiungere senza apparire troppo retorici o ripetitivi? Forse il ricordare i vari momenti diventati, quasi, mito nel cuore di tutti. E da dove partire? Dall’incessante urlare di Lello Arena, ad inizio film, con il suo memorabile ‘Gaetano, Gaetano’? Oppure la scena Marco Messeri? O ancora, l’apoteosi, con Renato Scarpa?

Per non dimenticare le musiche. Tutte composte dal suo inseparabile amico Pino Daniele. Vi lasciamo con le scene più iconiche del film e la soundtrack.

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