Da Tom Welling a Christopher Llyod: star, cosplay e passioni senza età

Il polo fieristico Lariofiere di Erba, in provincia di Como, si è trasformato, per un intero fine settimana, in un grande punto d’incontro per gli appassionati di fumetti, anime, videogiochi, cinema, serie televisive e cultura pop. Como Fun ha proposto un programma articolato tra incontri con ospiti, spettacoli dal vivo, workshop, competizioni, aree tematiche e occasioni di socialità, confermando il ruolo delle fiere del settore come spazi in cui l’intrattenimento si intreccia con la creatività e la condivisione. A caratterizzare la manifestazione è stata soprattutto la varietà delle proposte.

Non soltanto stand dedicati al collezionismo e allo shopping tematico, ma anche momenti di approfondimento, laboratori pratici e attività pensate per coinvolgere pubblici differenti, dai più giovani agli appassionati cresciuti con i grandi classici dell’animazione e della televisione. Tra gli appuntamenti più attesi del fine settimana, il palco principale ha ospitato personalità capaci di attraversare generazioni e linguaggi. L’energia di Cristina D’Avena ha portato al centro della scena l’universo delle sigle dei cartoni animati, un patrimonio musicale che continua a unire chi è cresciuto davanti alla televisione e chi scopre oggi quegli stessi personaggi. Spazio anche al doppiaggio, professione fondamentale nella costruzione dell’immaginario audiovisivo italiano.

Letizia Ciampa e Giulia Franceschetti hanno raccontato il proprio percorso professionale attraverso due personaggi femminili di grande rilievo nel panorama delle serie fantasy: Daenerys Targaryen di Game of Thrones e Rhaenyra Targaryen di House of the Dragon. Un’occasione per avvicinarsi al lavoro che si cela dietro le voci dei protagonisti e comprendere quanto interpretazione, sensibilità e tecnica contribuiscano a rendere credibili personaggi diventati fenomeni internazionali. Il viaggio nel doppiaggio è proseguito con Marco Vivio, voce italiana associata a Tom Welling, protagonista di Smallville, oltre che interprete vocale di personaggi appartenenti all’universo Marvel, tra cui Capitan America e Spider-Man.

Il suo incontro ha offerto l’opportunità di ripercorrere una carriera legata a produzioni che hanno segnato l’immaginario di milioni di spettatori. La domenica ha alzato ulteriormente il livello della nostalgia con due ospiti internazionali particolarmente amati. Christopher Lloyd, indimenticabile interprete del dottor Emmett Brown nella trilogia di Ritorno al futuro, è stato protagonista di un’intervista con domande e risposte, mentre Tom Welling, il Clark Kent della serie Smallville, ha incontrato il pubblico raccontando il proprio legame con uno dei personaggi più riconoscibili dell’universo dei supereroi. Due appuntamenti capaci di collegare epoche e generazioni diverse, riportando sul palco personaggi che, attraverso il cinema e la televisione, sono entrati stabilmente nella memoria collettiva.

La componente musicale ha accompagnato entrambe le giornate, alternando sonorità differenti e coinvolgendo pubblici con gusti diversi. Dopo Cristina D’Avena, il sabato ha visto esibirsi L’Officina della Camomilla, mentre la domenica il palco principale ha accolto The Rumpled, Baby Beard e Giorgio Vanni. Proprio le sigle e le canzoni legate al mondo dell’animazione hanno rappresentato uno dei fili conduttori della manifestazione, trovando spazio anche nelle attività partecipative. Karaoke, Disney Song Battle e sfide musicali hanno trasformato il pubblico da semplice spettatore a protagonista, invitandolo a misurarsi con brani conosciuti e melodie legate ai propri ricordi.

Accanto ai concerti, non sono mancati momenti dedicati ai nuovi linguaggi digitali e ai creator. Lollo Lacustre, conosciuto per i contenuti legati a Minecraft, ha portato sul palco il mondo delle piattaforme online e delle community digitali, dimostrando come la cultura pop contemporanea si sviluppi ormai attraverso una pluralità di mezzi, dai videogiochi ai social network. Tra gli spazi più vivaci della manifestazione, l’area dedicata al cosplay ha dato risalto al lavoro di chi trasforma personaggi immaginari in costumi, interpretazioni e performance. La gara ufficiale della domenica ha rappresentato uno dei momenti centrali del programma, mettendo in primo piano l’impegno creativo dei partecipanti. Dietro ogni costume si nascondono progettazione, ricerca dei materiali, abilità manuali e attenzione ai dettagli. La valutazione dei concorrenti ha tenuto conto della somiglianza con il personaggio, della qualità e della complessità della realizzazione, dell’interpretazione e del valore artistico dell’esibizione. Un insieme di competenze che restituisce al cosplay la sua dimensione più autentica: non una semplice imitazione, ma una forma di

espressione personale. La musica coreana ha animato parallelamente l’area K-pop, curata da KST – K-Pop Show Time. Showcase, contest di danza e Random Play Dance hanno scandito le due giornate, offrendo agli appassionati uno spazio in cui esibirsi, condividere coreografie e partecipare a un fenomeno culturale che negli ultimi anni ha conquistato un pubblico sempre più ampio anche in Italia. A completare il programma, karaoke, quiz e attività interattive hanno contribuito a mantenere costante il coinvolgimento, favorendo l’incontro tra persone unite dagli stessi interessi. Anche l’universo dei manga e degli anime ha trovato spazio negli incontri dedicati a One Piece, con un’attenzione alle ispirazioni, ai riferimenti storici e agli omaggi disseminati nella saga.

Una delle anime più interessanti della manifestazione è stata quella dedicata alla partecipazione attiva. L’area workshop ha offerto attività che spaziavano dalla scrittura creativa al character design, dalla concept art per videogiochi e animazione al fumetto, fino alla progettazione di personaggi originali. A fare da cornice agli appuntamenti sul palco, gli stand commerciali hanno offerto un ampio percorso tra fumetti, action figure, Funko Pop, videogiochi, gadget, accessori per il cosplay e giochi da tavolo. Il programma di Como Fun ha restituito l’immagine di una cultura sempre più trasversale, capace di mettere in relazione generazioni differenti e di superare i confini tra intrattenimento, arte e partecipazione. Il pubblico ha potuto passare dalle voci dei grandi personaggi televisivi alle coreografie K-pop, dalle costruzioni artistiche ai videogiochi, fino ai laboratori dedicati alla creazione di storie e personaggi.

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