Come nacquero le torri gemelle e i corpi di polizia e dei vigili del fuoco di New York
Ce ne sarebbe una diciannovesima, ma in quel caso si parla di sua madre, la quale avvertita proprio da lui pochi secondi dopo al secondo impatto dell’aereo nella torre in cui operava.
Avvertita sua madre, non perse tempo nel tentativo di scendere ma incontrò alcune persone, diciassette secondo alcune prime informazioni. La sua discesa, con il gruppo di persone, e avendo sulle proprie spalle una donna ustionata partì dal 78° piano dell’edificio. Una volta arrivati al 17° Welles decise di lasciarli per poi ritornare sopra, per andare a prendere altre persone, sempre al piano da dove era iniziata la sua discesa.
Fece scendere ancora un altro gruppo di persone per poi rimanere accanto ai pompieri aiutandoli a spegne alcune sacche di incendio. Quella fu l’ultima volta che lo videro vivo, perché alle 09.59 la torre sud crollo su sé stessa. Venne riconosciuo anche grazie ad una bandana che usava per coprirsi il naso e bocca, in modo da non respirare il fumo.
Qualche giorno dopo la sua morte, qualche giorno dopo il crollo del World Trade Center, a casa di Welles venne ritrovata la copia di una domanda per far parte del corpo dei vigili del fuoco. La sua è solamente una delle tante storie, aneddoti in cui persone, quel giorno, aiutarono altre persone. Ciò che nel corso degli anni è emerso fin da subito è che nonostante si trattasse di etnie diverse ognuno di loro fece la propria parte verso il prossimo. Questo dettaglio, proveniente da quel giorno tragico, lo si deve considerare come l’unico vero momento di speranza in tanta oscurità che avvolse il mondo intero in quella tragica mattina.
Ci sarebbe anche da ricordare, e non potrebbe essere altrimenti, persino l’episodio del volo United 93. Oggetto di diverse ipotesi, fantasiose e no, oggetto persino di una trasposizione cinematografica qualche anno più tardi. La storia, ormai, è risaputa, soprattutto se si tiene conto che gli aerei dirottati non erano semplicemente due, ma bensì quattro.
L’ultimo, lo United 93, appunto, si schiantò sui territori dello Stato della Pennsylvania. Secondo alcune e diverse ricostruzioni i passeggeri a bordo, una volta capito cosa stava succedendo, decise di ribellarsi diventando loro i kamikaze contro i veri terroristi kamikaze, facendo cadere l’aereo. Semmai fosse rimasto ancora attivo, quel velivolo verso quale obiettivo sarebbe andato a schiantare, secondo la volontà degli stessi terroristi?
Tra le tante ipotesi, due furono quelle più accreditate: il Campidoglio o la Casa Bianca; noi, invece, abbiamo tentato di avanzare l’ipotesi, nella prima parte del secondo reportage, che forse il quarto obiettivo era, direttamente, il Presidente degli Stati Uniti d’America che, in quelle stesse ore era rimasto in volo nell’Air Force One.
Nel corso degli anni, considerando che si tratti ancora di una ferita irrimediabilmente aperta, molti cineasti non si tirarono indietro nel raccontare storie più o meno vere intorno a quella maledetta mattina. Prima di arrivare ad un film, in modo particolare, e che non ha alcuna attinenza con quello che viene celebrato nel primo reportage, dovremmo prima ricordarvi un nome in particolare: Victor Wong.
Nonostante scritto in questo il suo nome non vi possa dire nulla, possiamo assicurarvi che Victor, attore americano, ma di origine cinesi, era famosissimo negli ’80 ed oltre per aver ricoperto dei ruoli in due dei film più bizzarri di quel decennio. A questo punto vi starete chiedendo cosa centra la sua figura con quella tragedia? Anche in questa occasione, purtroppo, la risposta che ne deriva è molto semplice.
Le cronache dell’epoca ci riportano non tanto in che modo venne a conoscenza degli attacchi alle Twin Towers, ma il modo in cui morì. No, non si era fiondato nelle torri per qualche atto di eroismo. All’epoca dei fatti aveva già settantadue anni e chissà se avesse mai avuto qualche anno in meno se si sarebbe avvicinato alle due torri per cercare di dare una mano.
D’altronde, Wong, era conosciuto per il ruolo di Egg Shen in ‘Grosso Guaio a Chinatown’, del 1986. E sempre lo stesso anno divise il set con Eddie Murphy ne ‘Il bambino d’oro. Infatti, una volta edotto di quello che stava accadendo a New York, pare che iniziò una lunghissima maratona televisiva. Certo, la sua storia ha davvero dell’incredibile. Come tutti quel giorno, il famoso attore rimase incollato alla poltrona per seguire l’evolversi di quei drammatici eventi. Ebbene, pare che effettuò una maratona delle dirette per poi avere un infarto. Venne trovato il giorno dopo privo di vita.
Non solo, anche un altro pezzo grosso di Hollywood, quello stesso giorno, rimase sconvolto. Da diverso tempo circola una leggenda secondo cui l’altrettanto attore leggendario Jack Nicholson, si avete letto bene, cari lettori, proprio lui. Leggenda vuole che quello stesso giorno, l’attore hollywoodiano, come seppe degli attentati, decise di cancellare tutti i suoi impegni, trincerandosi in un silenzio che, per molti versi, dura tutt’ora, nonostante qualche anno più tardi prese parte, ancora, ad un film importante come ‘The Departed’, del 2006.
Una volta rinchiusosi nel suo silenzio, secondo alcuni, il buon vecchio Jack, avrebbe effettuato diverse donazioni di molte migliaia di dollari proprio alle caserme dei pompieri maggiormente colpite dagli attacchi. Una storia, questa, rilanciata mediante i social da diversi anni. Certo, qualcuno potrebbe persino ipotizzare che non sia vera, ma se lo fosse?
Di certo, in questo terzo ed ultimo reportage non vi siamo riusciti a raccontare tutte le storie. Alcune le abbiamo solamente sfiorate, altre, per mera mancanza di spazio, non le abbiamo neanche potuto menzionare. Tra i tanti aneddoti ci sono anche coloro che non sono mai stati aiutati ad uscire vivi, ma lo hanno fatto per puro miracolo. Una tragedia, quella dell’11 settembre che ha segnato molto di più di una generazione, ha segnato un’epoca, chiudendola, e aprendone un’altra completamente diversa e, ancora oggi, a distanza di ben venticinque anni, difficile da decifrare per la sua direzione storica intrapresa proprio quello stesso giorno.