Come nacquero le torri gemelle e i corpi di polizia e dei vigili del fuoco di New York

Se prima del 1845 i poliziotti venivano rappresentati da gruppi diversi di sorveglianza, nelle singole zone della città, applicando in maniera del tutto involontaria il concetto ed il principio di giurisdizione tra i singoli stati e competenze fra i rispettivi organi, per quanto concerne la nascita, la fondazione e l’istituzione del corpo dei vigili del fuoco, come abbiamo detto a ieri, sul finire della terza parte, ebbe uno sviluppo più lineare e meno frammentato. Se per il corpo di polizia la data ufficiale è quella del 23 maggio del 1845, per i vigili del fuoco è il 31 luglio del 1865.

Giorno, mese ed anno in cui vennero sostituiti, per sempre, un unico e nutrito gruppo di volontari attraverso la figura di personale specializzato e retribuito. Cinque anni più tardi, quindi nel 1870, venne istituito il Fdny. Ma anche in questo caso mettiamo un bel po’ di ordine tra le varie informazioni storiche.

Come detto quando a New York una zona, un palazzo o comunque una sola abitazione era interessata dalle fiamme si formavano gruppi di volontari i quali, passandosi, secchi d’acqua e pompe a mano facevano di tutto per spegnere il fuoco. Vero, cari lettori: sembra che ci siamo contraddetti ma non è così.

In effetti abbiamo ripetuto la parola ‘gruppi’ anche per i pompieri ma non è quello che si potrebbe pensare. Se il Fire Department of New York venne ulteriormente ufficializzato cinque anni dopo all’istituzionalizzazione del corpo, vuol dire che quei gruppi avevano già dato vita ad un’unica formazione. Infatti, prima del 31 luglio del 1865, quelli che venivano definiti semplici volontari vennero riconosciuti mediante il nome di ‘Guardiani del fuoco’.

Con questa espressione siamo nel 1648 e la città di New York, all’epoca, era ancora sotto il dominio olandese; anzi in quel periodo non si chiamava neanche con il nome che tutti conosciamo ma bensì come New Amsterdam, ovvero Nuova Amsterdam. Il passaggio da un nome all’altro si ebbe tra il 1625, anno della fondazione originaria di quella che ancora oggi è considerata la capitale simbolica del mondo, ed il 1664, pochi anni prima che gli Stati Uniti d’America divennero una nazione indipendente.

Il cambio di nome per il semplice motivo della conquista da parte degli inglesi i quali, in onore al proprio Duca, di York, optarono per questa scelta che resiste ancora oggi. Tornando a quei primi volontari che operavano come pompieri il numero era molto esiguo, 8, che con il tempo crebbe a dismisura fino a permettere la creazione del Metropolitan Fire Department, ovviamente istituito il 31 luglio del 1865.

Una menzione speciale la merita anche la polizia portuale della città. No, la data di fondazione di quest’ulteriore settore delle forze di polizia newyorkesi non combaciano con quelle del 1845. Nel suo caso non si parla neanche di gruppi operanti per la sicurezza del porto della futura Grande Mela. Semmai, la polizia portuale venne fondata quando la figura dell’agente in divisa esisteva, già, da quasi ben ottanta anni. Difatti, le cronache dell’epoca ci riportano al 30 aprile del 1921.

Proprio così, quest’anno la polizia portuale ha compiuto i suoi primi centocinque anni. Dunque, in quel maledetto 2001, gli agenti di polizia portuale avevano festeggiato gli ottanta anni del corpo. Ma attenzione, come sempre dobbiamo andare con ordine. La data del 30 aprile del 1921 è solo antesignana a quella in cui, di fatto, verrà istituzionalizzato il primo vero corpo di polizia portuale della grande mela.

Le informazioni in nostro possesso non ci riportano il giorno preciso, ma il mese e l’anno sì: nel giugno del 1928. Dunque, fra un paio di anni ci sarà un secondo centenario da celebrare a New York e chissà che anche noi festeggeremo questa particolare ricorrenza. Eppure, la triste realtà storica ci impone di continuare il racconto storie che, nei fatti, sono collegati alla tragedia dell’11 settembre ma che si sono solamente incrociate con quel giorno tragico.

Di certo potremmo anche soffermarci a ricordare i nomi, uno per uno, di tutti coloro che perirono quella mattina; ma risulterebbe essere un qualcosa di tremendamente forzato, visto che anche gli ulteriori reportage posseggono il loro bel carico di immagini condivide da Youtube. No, l’unica che possiamo fare, in questo scorso di reportage e continuare a raccontare delle storie, a ricordare di quanti di loro, per un motivo o per un altro scamparono alla propria morte e salvarono anche altre persone da morte certa.

Non solo, potremmo anche indicare solo ed esclusivamente due nomi tra le 23 persone, in totale, che vennero estratte vive dalle macerie. Si pensi a Genelle Guzman McMillan. La donna lavora al 64° piano della torre nord, quella che fu colpita per prima. Non riuscendo a scendere in tempo, rimase incastrata per ben 27 lunghe ore prima che i soccorritori udissero le sue grida.

La seconda storia di salvataggi ci ricollega nuovamente alla figura degli impiegati dell’autorità portuale. Pasquale Buzzelli, italo-americano. Anche lui, quella mattina era sulla torre nord al momento del primo impatto. Nonostante le difficoltà riuscì a scendere fino al pian terreno. Accadde, però, che venne travolto dal collasso di uno dei due edificio, molto probabilmente quello della torre sud. svenuto per un po’ di tempo, si risvegliò in cima ad una pila di detriti e miracolosamente illeso.

Non solo, ci sono anche altre storie di salvataggio provenienti sempre dalla cosiddetta torre nord, tra cui un gruppo ristretto di persone, più alcuni vigili del fuoco, i qualui riuscirono a salvarsi scendendo per la scala B. difatti, la tromba delle scale rimase miracolosamente intatta nonostante l’impatto con il primo aereo. Da quel punto preciso si salvarono ben 18 persone. Ancora: la storia di Welles Crowther. Quasi sicuramente pochi conoscono questa parte della storia. Welles era un operatore di borsa e sia un vigile del fuoco volontario che, in quella stessa drammatica mattina, riuscì a compiere la missione di portare in salvo altre diciotto persone. Purtroppo rimase ucciso nel crollo della Torre Sud. perché tra le tante la sua storia merita di esser ricordata in modo particolare? Basta un dettaglio. Non quello già precisato, ricordato delle 18 vite salvate. Ma proprio grazie a quelle diciotto persone si riuscì a ricostruire i suoi movimenti all’interno della torre sud.

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