Secondo dei tre reportage interamente dedicati alla tragedia dell’11 settembre 2001
Come ricordato ieri, in questo che doveva rappresentare il primo reportage, inaugurato ieri, ci soffermeremo sulla cronaca di quella mattina di 25 anni fa, senza tirarci indietro, senza giri di parole, con eventuali ipotesi o congetture finali su cosa sia realmente accaduto tra il World Trade Center, il Pentagono e il volo conosciuto come United 93. Tre situazioni di emergenza nazionale, per un unico attentato.
Due aerei contro le torri, un aereo o un missile contro il Pentagono ed un quarto velivolo diretto, chissà dove, caduto nello Stato della Pennsylvania. Era diretto al Congresso? Alla Casa Bianca? O peggio ancora: un’ipotesi che mai nessuno, in questi lunghi anni si è mai permesso di azzardare: un aereo contro un altro aereo, ovvero contro l’Air Force One?
In tale contesto le classiche espressioni di ‘mera fantapolitica’ o, quella più alla mano, ‘che tipo di film ti sei visto’ nella realtà dei fatti, di quella realtà, non troverà spazio e non hanno trovato più spazio. Sì, cari lettori: sembrava un film apocalittico e del genere ‘disaster movie’, in cui, però, gli eroi muoiono e non si salvano. Il riferimento, in questo contesto, è duplice, ovvero al corpo dei vigili del fuoco e della polizia di New York, intesa anche come polizia aeroportuale. Questa espressione, cari lettori, concedetecela: tutti quelli che fece ingresso in quei due edifici per salvare altre persone intrappolate, furono veramente degli eroi. No, non lo diciamo per retorica: basta rivedere quelle immagini, sia in un modo che in un altro.
Sul loro sacrificio, sulle loro piccole storie, collegate alla nascita delle Twin Towers, vi rinviamo alla seconda parte del reportage successivo e parallelo che sarà pubblicato, come ieri, allo stesso orario del crollo della prima torre. Mentre in questo ci concentreremo maggiormente, come già sottolineato, su quanto successe in tre punti diversi della nazione, seguendo l’ordine cronologico di ogni singolo attimo dei quella mattina, andando oltre i 102 minuti di terrore, richiamando il titolo di un famoso documentario realizzato qualche anno più tardi, con il tentativo di analizzare il più a fondo possibile alcune dinamiche, partendo, purtroppo da queste immagini che hanno fatto il giro del mondo. Dunque, mai come oggi, fermiamoci e andiamo con ordine.
Per venticinque lunghi anni, riguardo a quel giorno, si è sempre usata questa espressione, quasi come un mantra: l’11 settembre iniziò era un giorno come un altro, ed inizio in una mattina come tante. Un’altra bella giornata di fine estate che non lasciava presagire nulla di tutto quello che sarebbe accaduto. In fondo, neanche gli operatori di quella che fino ad allora era un’anonima, per il mondo intero, squadra appartenente ad un altrettanto anonima caserma dei vigili del fuoco.
L’operatore era tutto intento a riprendere un normale intervento per una fuga di gas proveniente da un tombino. Pochi minuti ancora e, in maniera inequivocabile, i presenti avrebbero ad udire uno strano rombo di motore che si avvicina sopra di loro. Si intuisce, comunque, quasi subito che è di un aereo e già al solo sentirlo lascia alquanto perplessi perché l’aereo di linea vola troppo basso ed è troppo vicino ai palazzi.
Il cameraman, istintivamente, sposta rapidamente l’inquadratura dai vigili del fuoco per mettere a fuoco l’aereo ed il suo strano percorso, seguendone la direzione. Se avete notato con estrema attenzione il breve filmato, l’operatore non sposta subito l’inquadratura, ma lo fa lui di persona quando si rende contro cosa sta per accadere, riprendendo, così, il primo impatto tra il primo velivolo e la cosiddetta Torre Nord, esattamente tra il 90° ed il 93° piano.
Tralasciando le imprecazioni, seppur in lingua originale ed anche perfettamente logiche e naturali, non tutti ebbero la percezione di quello che realmente per accadere. La maggior parte delle persone pensano, chiaramente, ad un incidente. Non può essere altrimenti e da quel momento in poi, pian piano, tutte i canali americani, iniziarono ad interrompere la loro regolare programmazione, tranne per uno in particolare.
Per essere più precisi tranne una sola trasmissione, paragonabile alla nostra ‘Unomattina’ che era in diretta, proprio da New York, con l’inviato che era pronto a raccogliere la linea da studio ma per tutti altri motivi. Dalle immagini si può tranquillamente notare come venne lasciata accesa e, anche in quel momento, si sente l’impatto del primo aereo, per poi andare in diretta in un momento successivo.
Per paradosso, quella trasmissione, è stata l’unica, rispetto a tutte le altre, di essere in diretta senza sapere di riprendere, indirettamente, fin dall’inizio la prima fase del terribile attentato.
Con il primo impatto è chiaro che a quel punto, per tutta la Grande Mela, l’unico vero suono che si fungeva da colonna sonora fino a quel momento fu il suono incessante delle sirene; sia di ambulanze, sia di forze di polizia e, appunto, sia dei vigili del fuoco. Frattanto ogni canale, non solo americano ma anche di tutto il mondo, interruppero la regolare programmazione per lasciar spazio ai singoli notiziari con lunghe dirette. All’epoca, almeno in Italia non esistevano i canali all news, in chiaro si intende. Molti anni più tardi sarebbero arrivati i vari Tgcom24 e Skytg24.
Rimanendo tra gli importanti notiziari che, man mano, iniziavano la loro lunga diretta, il nostro tg1 si collegò quando ormai era certo di ciò che in molti avevano già iniziato a sospettare; seppur ufficialmente circolava l’idea di un incidente. D’altronde nessuno avrebbe mai immaginato di un attento di quelle proporzioni. Proporzioni, semmai si potrebbe dire, viste solo nei film hollywoodiani.
Ma quello che le televisioni di tutti il mondo stavano facendo rimbalzare nelle nostre case non era affatto un film: era un incubo ad occhi aperti e nessuno di noi voleva crederci. Per quanto riguarda la nostra narrazione, in questa seconda parte, non giungeremo subito al momento del secondo impatto. Focalizziamo l’attenzione su un aspetto alquanto curioso e, molto probabilmente, anche un po’ inopportuno. All’epoca i cellulari esistevano, ma non con la capacità di realizzare video.
Ebbene, tutte le riprese che sono poi circolate su internet in tutti questi anni vennero realizzati da operatori amatoriali in possesso di una videocamera. Al di là di quello che si potrebbe dire o pensare, se non fosse stato per questo particolare dettaglio, per alcuni aspetti, non avremmo mai avuto più visuali, più punti di vista che permettessero di ricostruire tutto ciò che è accaduto quella mattina dell’11 settembre del 2001 a New York…