In occasione del 25° anniversario dell’11 settembre vi celebriamo i 35° di Fuoco Assassino

Non è la classica ed istituzionale apertura settimanale a FreeTopix Magazine. No, non lo è questa volta. Il calendario ci ricorda l’avvicinarsi di un anniversario in particolare. Non uno dei tanti. Ma quell’anniversario. Relativo a Usa Stories, miscelato per l’occasione a Storie di Cinema e La canzone del lunedì, con l’ulteriore precisazione che questo primo reportage è interamente dedicato ad uno dei film più epici ed emotivamente più forti che possa essere stato dedicato al corpo dei vigili del fuoco.

Dicevamo del calendario, dunque. Ci ricorda che oggi è lunedì 7 settembre e venerdì prossimo ne avremo 11. Si, proprio quell’11 di settembre di cui, in questi lunghi sette giorni, si celebreranno i venticinque anni dalla tragedia ed al molteplice attacco subito dagli Stati Uniti d’America.

Se il primo reportage è interamente dedicato ad un film ritenuto comunque speciale da noi, gli altri due, che saranno inaugurati stesso oggi, avranno il loro inizio in orari particolari. Il secondo all’orario del primo impatto di uno degli aerei di linea contro la torre del World Trade Center; mentre il terzo allo stesso orario relativo al crollo della prima torre.

Da questa mattina, quindi, tre reportage interamente dedicati a quel giorno che ha cambiato per sempre la nostra storia. Lo sappiamo cari lettori, nell’osservare la locandina del film vi chiederete cosa mai possa centrare questo immenso capolavoro di Ron Howard, per di più diretto e realizzato ben dieci anni prima la tragedia?

 Semplice, come sottolineato in precedenza, oltre a ‘Ladder 17’ e l’omonimo ‘World Trade Center’ di Oliver Stone e uscito nelle sale solamente cinque anni dopo; troppo presto, aggiungiamo noi, il film diretto da uno dei protagonisti della leggendaria serie ‘Happy Day’, possiede, in via del tutto indiretta, tutte le vere caratteristiche dell’epicità e di celebrare, nella sua essenza, il vero sacrificio di uomini comuni che rischiano, tutti i santi giorni, la loro vita per salvare le persone negli edifici in fiamme. Quel giorno, quella mattina a Manhattan, morirono per l’esattezza ben 341 vigili del fuoco. Questo primo reportage, insieme al terzo che partirà oggi pomeriggio, è interamente dedicato a loro.

Una scelta, da parte nostra, più di cuore che di mera opportunità; una scelta sentita, perché nelle nostre intenzioni c’è la mera volontà di omaggiare quegli uomini che non tornarono mai più dai loro cari; per un sacrificio davvero estremo e che non verrà mai dimenticato.

Dunque, abbiamo deciso di aprire in maniera solenne e con l’adrenalina a mille per un’opera cinematografica che approdò nella sale cinematografiche il 24 maggio del 1991. Quasi due mesi fa, tra i due speciali dedicati interamente al compleanno di Kurt Russell, avevamo lasciato intendere, in maniera diretta, che, nel corso di questo 2026, in cui l’attore hollywoodiano ha festeggiato non solo il suo compleanno, avvenuto nel marzo di quest’anno, non solo che c’erano due film, degli anni ’80, che rispettivamente tagliavano il traguardo del 45° e 40° anniversario, e che sarebbe stato seguito da un terzo film, la cui celebrazione è stata, da noi, volutamente posticipata in occasione del 25° anniversario dell’11 settembre 2001.

Da parte nostra, una celebrazione ed un collegamento non forzato ma voluto, sentito, per un omaggio, si spera, non venga scambiato per retorico. Non ci teniamo affatto alimentare questo tipo di operazione. Dunque, era il 24 maggio del 1991 e nelle sale cinematografiche statunitensi uscì un film che, a distanza di trentacinque anni e dieci anni prima il crollo delle torri gemelle, non ha mai avuto, secondo il nostro umile pensiero, la giusta considerazione.

Non ha meritato tutte le attenzioni per un film il quale, molto probabilmente, era stato solo ed esclusivamente scambiato per il classico blockbuster. Accade sempre così: ma anche il film più fracassone è portatore di valori e di messaggi.

Ciò vale anche per il film Fuoco Assassino, in patri conosciuto come ‘Back Draft’, ovvero fiammata di ritorno. A questo punto, nel gergo dei vigili del fuoco, cosa vuole realmente significare questa espressione?

E’ un fenomeno della combustione. Durante un incendo in un luogo chiuso è possibile che si raggiunga una marcata carenza d’ossigeno e ciò comporta la formazione di grosse quantità di composti volatili incombusti, fumi d’incendio, talora anche a temperature superiori a quelle di autoaccensione. Quando l’ossigeno è reintrodotto nel locale, per esempio aprendo una porta o una finestra, la combustione riprende con un effetto esplosivo, il che prende il nome di fiammata di ritorno.

L’incendio si origina e sviluppa in quattro fasi: ignizione, ovvero temperatura alla quale il combustibile inizia a bruciare; propagazione, ovvero combustione progressiva dei materiali combustibili presenti; flashover o incendio generalizzato; decadimento, ovvero quando esauriti i combustibili la temperatura dell’ambiente scende sotto i 200 °C.

Il backdraft si verifica quando nell’ambiente si raggiungono le condizioni di un flashover ma questo non può avvenire per carenza di comburente (ossigeno). Si è in presenza quindi di una combustione definita “asfittica”.

Nonostante si tratti della prima parte di un primo reportage alquanto particolare, non svuotiamo, nella sua essenza, la rilevanza di tale appuntamento. In alcune occasioni, non tanto per fare scena, semmai per integrare ulteriori discorsi, ulteriori pensieri, la musica diventa di fondamentale importanza. di certo, in questo caso, non è tanto per accompagnare alcune immagini o addirittura le nostre stesse parole.

Si tratta di chiudere, da un lato, questa prima parte di questo primo reportage, e dall’altro, di rappresentare un mero passaggio verso ciò che arriverà domani; un passaggio verso ciò su cui ci soffermeremo: l’analisi della trama e del film nella sua complessità, che in maniera diretta, ripetiamo, non ha alcuna attinenza diretta con quanto accadde a New York venticinque anni fa, ormai.

Ma che ci permette di entrare, neanche tanto in punta di piedi, in quello che è nei fatti il loro mondo: il fuoco. Elemento e parola su cui si basa tutto il lavoro dei pompieri. Il brano scelto, per paradosso, venne selezionato per accompagnare i titoli di coda del film, dopo un finale emozionante ma condito di tantissima speranza, misto a gran dolore e malinconia.

Sentimenti di cui, domani, saremo ancor più precisi in merito. Soprattutto per una particolare tradizione sempre tramandata. Ma adesso vi lasciamo a ‘Set Me in Motion’, con la promessa che alcuni brani che menzioneremo saranno analizzati…

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