Tra l’11 ed il 19 agosto del 2026 usciva nelle sale di tutto il mondo l’ultimo capolavoro di John Wayne
Vero, cari lettori. Qualcuno più attento ci ricorderebbe che abbiamo mancato un nome in particolare. No, non è una dimenticanza. Nonostante il dettaglio sia chiaro, anche grazie alla locandina, rimaniamo ancora nel mistero per poi soffermarci molto su questa parte della storia, il quale ci narra un passaggio di testimone molto indiretto nella sua essenza.
Riprendendo dal punto interrogativo, d’altronde la conseguente risposta, questa volta, è tristemente positiva. Una risposta legata ad un dettaglio relativo alla stessa trama sia del romanzo che del film. Ossia, che J.B. Books, questo il nome del personaggio principale, era un cowboy, un uomo d’altri tempi e quindi un pistolero non solo sul viale del tramonto ma gravemente malato.
Un ulteriore dettaglio, questo della malattia, comune, purtroppo, anche allo stesso John Wayne. Tant’è che ad un certo punto, in fase di preproduzione, il suo nome, proprio per le sue condizioni di salute o quantomeno per delle voci che circolavano su di lui, non venne neanche preso in considerazione. C’è da credersi, vero? Eppure, come scopriremo più avanti non fu solo quello il motivo per cui non venne preso subito in considerazione.
In fondo non si stava parlando del primo arrivato o di un attore che era riuscito comunque ad avere una carriera dignitosa. No, si parlava semplicemente di colui che era denominato The Duke, il duca e che non ha aveva fatto solo la storia del cinema. Lui era il cinema. Ma come vi diciamo spesso, nel raccontarvi questa storia di cinema fermiamoci e andiamo con ordine.
Dunque, tutto inizia, come vi abbiamo già lasciato intendere nell’anno 1975 con l’omonimo romanzo di Glendon. La storia, per fortuna dello scrittore, attira fin da subito le attenzioni di alcuni produttori i quali, come logico che fosse, hanno intenzione di realizzare una trasposizione cinematografica.
Il primo a fiondarsi sul progetto, fiutando l’affare, si chiama Mike Francovich, il quale non perse tempo nell’acquisire i diritti del romanzo. Non solo, lo stesso produttore si era avvicinato al romanzo dopo che lo stesso volume ottenne, dalla Western Writer Of America, un premio. La Western Writer è un’associazione culturale fondata nel 1953 avente lo scopo di premiare le opere, letterarie, con trame ed ambientazione western. La medesima riunisce diversi tipi di autori come scrittori, sceneggiatori e cantautori e, al momento, conta tra i 600 ed i 700 membri complessivi.
Tornado al film, ‘Il pistolero’, in quello stesso anno conquistò il cosiddetto spur award of western writers of America. tale riconoscimento venne istituito nello stesso anno di fondazione dell’associazione.
Con questa sorta di biglietto da visita, Mike Frankovic, dunque, non perse ulteriore tempo e, per certi versi, chi si propose per ricoprire il ruolo fu proprio lo stesso John Wayne, il quale venne scartato, diciamo così, per il ruolo di J.D. Book, era identico ad un altro personaggio che Wayne, anni prima, stranamente, rifiutò di ricoprire. Infatti, Books era simile a Jimmy Ringo, personaggio ad un altro film omonimo del 1950. Attenzione, su questo dettaglio ci soffermiamo ancora per qualche riga e per un semplice motivo. Durante la prima parte avevamo lasciato intendere che i personaggi di John Wayne che rappresentano sia l’inizio che la fine della sua carriera sono furono essenzialmente due. Il primo risale agli anni ’30, esattamente nel 1939, e l’ultimo proprio cinquanta anni fa. Dunque, il personaggio che rifiutò egli stesso ventisei anni prima non era al quale stavamo facendo riferimento in maniera indiretta.
Conseguentemente, come specificato in precedenza, il non ingaggiare Wayne per il film era ugualmente dovuto anche alle condizioni di salute mostrate da quest’ultimo durante l’ultimo film realizzato nel 1975, dunque un anno prima. Per un paradosso, Frankovic e Don Siegel, iniziarono a pensare ad attori come: Paul Newman, George C. Scott, Charles Bronson, persino Gene Hackman e Clint Eastwood.
A sensazione, tra questi quattro nomi, chi poteva sostituire John Wayne in quel ruolo poteva essere tranquillamente Charles Bronson. Hackman ed Eastwood appartenevano ad una generazione diversa, ma non solo. erano stati lanciati da un cinema che stava già cambiando rispetto a quello in cui John Wayne si era fatto le ossa a partire dal suo primo film da protagonista del 1926, per poi ottenere la sua consacrazione finale nel 1939. Ma non è ancora il momento di menzionare il nome di quel personaggio.
Accanto allo stesso attore nato il 26 maggio del 1907, venne costruito un cast davvero eccezionale. Interpreti a metà strada della Hollywood che fu, di quella che era ancora in auge seppur per poco e quella che stava per nascere. Rimanendo sempre in tema di nomi forti, di nomi che ci fanno ancora emozionare al solo pronunciarli ricordiamo, in quel film, la presenza della leggendaria Lauren Bacall.
E ancora: Robert Carradine, padre dell’indimenticato attore protagonista della celebre serie tv ‘Kung Fu’, terminata solamente l’anno successivo, ovvero David Carradine. Ancora: Bill McKenny, Richard Boone, Harry Morgan e il leggendario James Stewart. Quest’ultimo recitò insieme a John Wayne, nel 1962, nell’iconico film western ‘L’uomo che uccise Liberty Valance’.
Arrivati a questo punto dovremmo indicare la giovane leva che sul set divise la scena con il leggendario The Duke. Non è ancora arrivato il momento, proseguendo su altri dettagli relativi alla fase di preproduzione. Una volta che gli interpreti menzionati rifiutarono il ruolo e la scelta ricadde, fortunatamente, su The Duke, l’ambientazione della storia venne spostata da El Paso a Carson City, proprio su suggerimento di John Wayne. Infatti, quest’ultimo, firmò un contratto con la Paramount, per la lavorazione del film, con la possibilità di apportare delle modifiche, sia minori che maggiori. Compresa la scelta di modificare l’ambientazione originale, la quale era prevista anche dal romanzo originale di Glendon Swarthout.
Eppure, nel trasformare le pagine del libro in sceneggiatura venne contatto Miles Swarthout, come già anticipato in precedenza. La scelta su tale nome non ricadde semplicemente perché quest’ultimo era figlio d’arte. Ma per il semplice motivo che Miles si era specializzato nel trasformare romanzi in sceneggiatura. Compito che gli venne ancor più semplice visto che si trattava del romanzo del proprio genitore…