Uscito il 16 gennaio sulla piattaforma streaming, il film con Matt Damon e Ben Affleck è un piccolo capolavoro del genere
Dicevamo delle atmosfere alimentate non solo dalle scene ambientate nelle ore notturne, sia interno che in esterna. È tutto un insieme di dettagli, di scelte degli autori e, perché no, anche del direttore della fotografica. La cupezza dei toni, però, emerge anche grazie a dialoghi, come abbiamo accennato sempre ieri, che non si udivano da tempo o anche parole come ‘cowboy’ o fumare la sigaretta in un ufficio, dove si sa che da diversi decenni è ormai vietato.
Certo, qualcuno potrebbe credere che lo stesso film sia ambientato, originariamente, proprio nel decennio 1980, periodo in cui si sono svolti i fatti; ma sia i produttori che gli sceneggiatori hanno optato per rimanere nella nostra epoca; quasi come a dire che anche in questi anni certe storie possono esser raccontate in un certo modo?
Forse, eppure sta di fatto che The Rip – Soldi sporchi non ruota tutto, almeno direttamente, proprio a quell’enorme cifra per la quale si scatena una vera e propria guerra. Un vero e proprio scontro che non vede il classico bene contro il male, non è solo tra gli agenti di polizia e i malviventi. No, c’è di più; un di più che non possiamo spoilerare fino in fondo, onde evitare di svelare troppi dettagli per chi, ancora, non ha avuto la fortuna di vedere il film.
Una storia sviluppata in maniera serrata, senza pause, dove l’attenzione del pubblico viene mantenuta alta, in cui i vari generi non si accavallano tra loro, semmai fondono in un’opera cinematografica che potrebbe essere intesa come un mero ibrido tra il giallo, il drammatico, il thriller, il poliziesco e l’azione.
Più o meno è questa la vera indicazione nei vari siti internet riguardo all’esatta classificazione a cui apparterebbe The Rip; non c’è il noir, menzionato soprattutto da parte nostra. Una scelta doverosa per ciò che si vede fin dalle prime immagini: una storia di immoralità, marciume, vizio, malcostume e vizio.
The Rip scava oltreché nell’animo umano, scava soprattutto, nell’essenza di essere un poliziotto mediante le frustrazioni che gli stessi si portano per un caso andato a male, per un collega scomparso tragicamente o per situazioni in cui si rischia di rimanere incastrato. Ciò emerge durante un dialogo iniziale tra i due personaggi principali.
Ma la trama, nella sua essenza, non ruota allo stesso tempo, solo ed esclusivamente su Matt Damon e Ben Affleck, nonostante siano i due perni sul quale fare affidamento. Dicevamo, all’inizio di questo speciale di altri interpreti, di altri nomi che, per un motivo o per un altro, sono finiti un pò nel dimenticatoio, per diversi motivi, ma pur sempre capaci di attirare una certa attenzione.
Si parte con Sasha Calle, la sfortunata Supergirl vista nel fallimentare ‘The Flash’ di un triennio fa; Steven Yeun, il mai dimenticato Glenn delle prime stagioni di The Walking Dead e, addirittura, la presenza di Kyle Chandler, l’attore che divenne famoso per una serie televisiva di quasi trenta lunghi anni fa: Ultime dal cielo, il cui protagonista si vedeva recapitare, al mattino presto da un gatto, l’edizione di un quotidiano del giorno successivo.
Un cast apparentemente poco attraente che invece sa il fatto suo, dando vita e spessore ad una trama ed una storia dura, cruda, appunto cupa, forse anche senza alcuna speranza, senza alcuna redenzione neanche per i protagonisti; in cui il male, il malcostume e la corruzione stessa sembrano trionfare in maniera ineluttabile.
Gli stessi protagonisti portano avanti un gioco sporco, sporco quanto gli stessi soldi che devono difendere per ironia della sorte. Un gioco pericoloso in cui la vita stessa rischia di essere persa in un batter di ciglio. The rip, nella sua essenza, non vuole essere un’opera cinematografica in cui la morale la fa da padrona e neanche il solito action movie di mero intrattenimento.
Semmai, vuole essere entrambe le cose senza andarle a sbandierare in maniera diretta, chiara, limpida, dove tutti gli elementi ed i dettagli funzionali alla creazione della stessa storia vengono incastrati seguendo lo sviluppo naturale degli eventi narrati visivamente.
Un poliziesco o comunque un thriller capace di tenerti incollato dal prima fino all’ultima scena, in cui le quasi due ore volano senza sosta e con la certezza che, una volta terminata la visione, si rimane ampiamente soddisfatti dell’opera del lungometraggio, come si diceva un tempo.
Sarebbe anche ingiusto scegliere tra Matt Damon e Ben Affleck, ovvero chi supera l’altro. Non sarebbe neanche corretto da parte nostra e non solo perché, in questi film, nessuno supera l’altro; ma anche perché il loro sodalizio è talmente ultratrentennale che, non solo questa occasione, il loro talento si unisce fino a diventare un’unica persona; fino a dar vita ad un unico personaggio.
Una collaborazione dello stesso genere, quasi dello stesso spessore, seppur in modo del tutto differenti, lo si potrebbe ritrovare anche tra i due leggendari Robert Redford e Paul Newman. Sì forse avete ragione, abbiamo esagerato e non poco. In fondo, però, ci sta e non tanto il paragone diretto; quanto l’accostamento ai due fuoriclasse del cinema di qualche decennio fa.
The Rip – Soldi sporchi, dunque, è composto, nella sua essenza da un cast d’eccezione, è un poliziesco di altri tempi, girato in chiave moderna, e il quale, purtroppo, non è uscito direttamente nelle sale cinematografiche, ponendo l’accento, seppur in via del tutto indiretto, sull’acquisizione della stessa Netflix della Warner Bros. Nonostante il tutto diverrà ufficiale da aprile in poi.
Di fatto, che se alcune opere cinematografiche escono direttamente nelle piattaforme e non più sul grande schermo allora il problema non solo si pone, ma si dovrebbe cercare di intuire se è in atto la mera scomparsa del cinema o è solo una naturale evoluzione?
Ma vogliamo chiudere in maniera positiva, una convinzione che portò avanti lo stesso regista nostrano ed internazionale Sergio Leone. Ovvero, che il cinema avrà sempre modi per esistere e per rinnovarsi e in fondo questo non potrebbe essere un segnale?