Una non completa panoramica su quello che vi aspetta tra le nostre pagine virtuali, per una piccolissima anticipazione.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare quest’anno, cari lettori, non abbiamo seguito lo schema classico: ovvero quello rappresentato dal classico ed istituzionale articolo introduttivo e, dunque, inaugurale del nuovo anno. No, in questo 2026 abbiamo optato per qualcosa di diverso.

Siamo prima partiti con il botto e in tutti i sensi: non solo per chi abbiamo celebrato a partire proprio dal 1° gennaio. Ma anche per ciò che è successo due giorni più tardi tra Stati Uniti d’America e Venezuela. Eppure, questo particolare appuntamento lo avevamo già messo in conto, soprattutto, in occasione di questo giorno di festa, quello dell’Epifania, che ogni festa porta via, approfittando per fermarci, solo in apparenza però, per mantenere una delle tante promesse, sbandierate, nell’inaugurazione di quello che è stato il primo reportage dell’anno: quello interamente dedicato a Robert Duvall; non solo, con l’ulteriore promessa di seguire anche e soprattutto la continua evoluzione internazionale nelle tre situazioni cardini, rivoluzionando in parte, come avete visto, le varie rubriche di attualità.

Dunque, cosa dobbiamo aggiungere in merito a quella premessa inaugurata nella prima delle cinque parti dell’appuntamento con l’ormai attore novantacinquenne? Le solite parole di circostanza? No, quelle no. Semmai, ci soffermiamo immediatamente su un punto ben preciso; un punto che da parte nostra, dovrà essere mantenuto fino all’ultimo giorno di questo 2026. Come avete ben notato dal 13 giugno del 2024 non abbiamo saltato neanche un giorno fino adesso in merito alle nostre pubblicazioni.

Una continuità annunciata e promessa a suo tempo; diventata realtà nel corso di questo lungo anno e mezzo. Sappiamo, però, che c’è ancora un dettaglio, un’altra questione sulla quale ogni tanto ci perdiamo. Si, anche questo elemento avrebbe a che fare ancora con la continuità e non come la si potrebbe intendere.

Ma di quella continuità che non possiede alcuna attinenza con la profondità, intesa come il pubblicare un giorno sì e due no. Questa volta è diverso ed è fortemente connesso alla nostra intenzione nel cercare di riuscire a non saltare e quindi di ricordare o anche di celebrare, al presente, se non tutti, la maggior parte degli eventi, tra passato e presente, che si susseguiranno da questo mese di gennaio al prossimo dicembre.

Qualcuno sottolineerebbe di non dimenticare anche quegli eventi che si terranno in futuro. Giusta osservazione, ma per il momento diciamo: una cosa alla volta. D’altronde per scoprire il futuro, non bisogna mai perdere d’occhio il passato, non crediate?

Lo sappiamo, questa è un’altra bella sfida? E per onestà intellettuale vi possiamo già dire che due anniversari, due piacevoli ricorrenze, le abbiamo già saltate. Eh già: non è bastato neanche Robert Duvall a salvarci da questa piccola mancanza. Di chi si tratta? Di sicuro di due simpaticoni: Rick Hurst e Mel Gibson.

Se per il secondo non ci sarebbe alcun bisogno di presentazione, sul primo, invece, solo i fan più accaniti della leggendaria serie televisiva ‘Hazzard’ oltre a riconoscerlo, lo possono benissimo ricordare anche con molto affetto. Rick, nello show televisivo, era uno degli simpatici vicesceriffi dell’immaginaria contea dello stato della Georgia, sotto l’altrettanto guida rappresentata dalla stella di latta Rosco P. Coltrane, interpretato da James Best, il quale proprio quest’anno avrebbe raggiunto ben cento anni di età.

Rick Hurst prestava il volto a quel simpaticone di Cletus e proprio allo scoccare del 1° gennaio, cioè una settimana fa, l’attore nato Houston, nello Stato del Texas, avrebbe compiuto ben 80 anni. Purtroppo, ci ha lasciato il 26 giugno dell’anno appena trascorso a Los Angeles; ed era il padre dell’attore Ryan Hurst. E per quanto riguarda Mel? Beh, il Marty Riggs di ‘Arma Letale’ due giorni dopo, dunque il 3 di gennaio, ha tagliato il traguardo dei 70 anni. L’attore australiano, classe 1956, non è il solo ad esser venuto al mondo in quell’anno. In questo lunghissimo 2026 ne andremo a celebrare molti altri. Senza dimenticare quelli nati nel 1921, 1926, nel 1931, nel 1936, nel 1941, nel 1946 e così via.

Una carrellata di celebrazioni, positive, in cui la vita stessa regna sovrana che si troverà a fare a cazzotti con quella in cui, il più delle volte, è stata la dura realtà. Infatti, dopodomani ci sarà il primo speciale dedicato al maledetto anno del 2016. Riportando indietro le lancette dell’orologio di soli dieci anni andremo a ricordare altre personalità che in quei lunghi dodici mesi ci lasciarono improvvisamente, rimarcando, soprattutto, su un particolare non proprio di poco conto.

Un particolare legato, a sua volta, ad una premessa dalla quale non si può transigere: la morte d’altronde fa parte della vita; rappresenta quell’attimo ineluttabile contro il quale nessuno può uscire indenne. Quindi alla scomparsa di personaggi famosi, per quanto ci è possibile, non sempre siamo pronti. Sono quelle notizie che, più di altre per un paradosso, portano più tristezza e malinconia.

Non che le news di cronaca o, peggio ancora, di attentati terroristici ci lasciano indifferenti, anzi il contrario. Ma la scomparsa di un cantante, di un attore, di uno sportivo o, perché no, anche di uno scrittore porta sé la certezza della fine di sogni personali; quelli che ci portiamo dentro e che coltiviamo anche in silenzio per evitare di incappare in tremende delusioni o anche per non sentirci dire che è impossibile da realizzare.

Questa sensazione, di sicuro, l’avranno avuta anche tutti quei personaggi famosi e di qualsiasi settore dell’intrattenimento e dello sport che dieci anni fa, quindi nel 2026, ci hanno purtroppo lasciati. La lista, ahinoi cari lettori, è tremendamente lunga ma mai come l’anno che ci ha appena salutato, il 2025. Dunque, sarà una serie di appuntamenti tutti all’insegna della malinconia di cui, senza rivelare troppo, abbiamo persino trovato, purtroppo, anche il titolo a questa malinconica serie di speciali e reportage.

Per il momento ci fermiamo qui, con questo unico articolo che potrebbe essere il primo vero editoriale dell’anno? Chissà, forse sì o forse no. D’altronde, abbiamo intuito una cosa: che FreeTopix Magazine arriva subito al dunque. Quindi, senza perdere ulteriore tempo, vi lasciamo fin da subito ai nostri articoli, speciali e reportage per farvi vivere la doppia dimensione temporale del passato e del presente, con uno sguardo verso il futuro, senza tanti altri troppi proclami e lasciando spazio, solo ed esclusivamente, alle pubblicazioni: per quello che sarà il nuovo anno di FreeTopix Magazine…

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