Le indagini molto casuali del giornalista e scrittore Saverio Lamanna, interpretato da Claudio Gioè, sono tornate, inaugurando il secondo ciclo di episodi di Makari, la fiction che va in onda su Rai1. Questa volta non ci soffermeremo sull’aspetto numerico, ovvero quello che rappresenta lo share. Non in questa settimana. Appare più rilevante esprimere una sorta di giudizio, non definitivo, su questa serie di storie che, nella scorsa stagione televisiva ha comunque raccolto consensi positivi, anche da parte nostra.

Nei precedenti articoli avevamo fatto menzione a delle problematiche dal punto di vista dello sviluppo degli episodi. Alcune trame sembravano non adatte per un film di un’ora e mezza. Questa sensazione, anche ieri, si era fatta strada seppur per poco tempo. Nonostante le indagini, appunto, siano casuali è apparso saggio, da parte degli sceneggiatori, non dilungarsi troppo su alcune situazioni prima che il protagonista principale entrasse in azione, quasi svogliatamente, per assicurare un assassino alla giustizia.

Anche se ne ‘Il delitto di Kolymbetra’, questo il titolo del primo episodio, Lamanna viene quasi chiamato in causa dal vicequestore Giacomo Randone, interpretato da Filippo Luna, e lui non se lo fa chiedere due volte. Lo schema, dunque, rimane invariato rispetto alla prima stagione.

Gli altri due personaggi, Piccionello e Suleima, non potevano mancare. Rappresentano il giusto completamento di trama e dello stesso personaggio principale. Claudio Gioè, in questa avventura televisiva, è affiancato da due attori che a definire due ‘spalle’ è assolutamente riduttivo. Ester Pantano e Domenico Centa non sono interpreti secondari, ma sono anche loro volti rilevanti di uno show televisivo, per dirla all’americana, che ci permette di trascorrere una serata in totale lontananza dai problemi di tutti i giorni.

Una menzione speciale va anche ad un grande attore di teatro, navigato e dalla lunga carriera. Il cui ruolo rappresenta la figura paterna, rassicurante di Saverio, stiamo parlando di Tuccio Musumeci. Ecco, sono questi piccoli particolari che rendono ‘Makari’ ciò che è. Certo, si può sempre dire che i panorami sono mozzafiato, che le storie sono allegre e che, ulteriormente, l’omonimo brano cantato dai ragazzi de ‘Il Volo’ più che piacevole da ascoltare è un vero capolavoro.

Ma in fondo si sa che tutto questo non basta. L’elemento principale, oltre che la trama e il modo in cui viene sviluppata, deve essere sempre abbinata alla capacità recitativa di chi viene chiamato in causa per ricoprire il ruolo di un personaggio chiave. E in questa serie televisiva, in un modo o nell’altro, sono tutti protagonisti.

Oltre non ci vogliamo dilungare, rischieremmo di essere ripetitivi. Attenderemo il secondo episodio e questa volta indicheremo anche noi il numero di telespettatori che hanno deciso di seguire, su Rai1, la seconda stagione di Makari.

FONTE FOTO: KINOWEB.IT

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