L’allenatore portoghese ha firmato fino al 2024 con la società giallorossa

Josè Mourinho…il nome ufficializzato improvvisamente dalla proprietà giallorossa ridà entusiasmo ad una piazza fin troppo depressa in seguito al brutto ko patito in Europa League contro il Manchester United. Sorge spontaneo un parallelismo, a questo punto. E la mente corre a quando il Presidente Sensi annunciò l’ingaggio di Mister Fabio Capello: fu il preludio allo Scudetto del 2001. Paragone azzardato, ma non azzardato.

Oggi come allora il comunicato, stringato e di poche righe, della dirigenza romanista ha avuto un effetto deflagrante su stampa (non solo sportiva), tifosi (giallorossi e non), addetti ai lavori.

In un mondo fatto sempre più di simboli, immagini e comunicazione questa notizia “bomba” ha il potere di incidere ben oltre le qualità tecniche (seppur enormi e conclamate) del tecnico portoghese.

Quello che conta maggiormente è che il suo nome risulti associato indissolubilmente (ormai da un quindicennio) al concetto stesso di vittoria.

La dirigenza romanista con tale mossa ribalta il tavolo di un andamento sportivo fin qui alquanto deludente. Lo ribalta ingaggiando un uomo che appartiene da tempo all’èlite del calcio mondiale. Assicurandosi, di fatto, una copertura mediatica globale. E’ una mossa geniale che travalica l’aspetto strettamente sportivo per colpire il cuore dei propri sostenitori e per dir loro: “Ci siamo e ci saremo”. Vale, in sostanza, quanto e più di una vittoria.

Quest’ultima, infatti, può essere occasionale e frutto del caso, altro è un’impostazione societaria strutturale che mira, da questo momento e con dati di fatto, ad entrare prepotentemente e stabilmente nell’Olimpo dello calcio globale. Da non trascurare è, poi, la particolare indole del tecnico portoghese. Questi ha, infatti, sempre avuto un particolare stile di gestione per le proprie formazioni, più da “condottiero” che da mero tecnico.

Ha sempre mostrato enorme maestria nel rapportarsi con stampa, tifosi, avversari, mondo arbitrale e  “Palazzo”. Ha spesso utilizzato la tecnica del “fortino assediato” per galvanizzare ed ottenere impegno ed abnegazione dalle sue squadre. Oltre ogni misura: un “noi contro il mondo” che ha portato moltissimi calciatori a dare il meglio de se stessi proprio sotto la guida dello “Special One”.

E’, in sostanza, un personaggio estremamente complesso che incarna in sé diverse figure per le società in cui milita… un po’ tecnico… un po’ psicologo… ma più di ogni altra cosa “condottiero”, non solo degli undici calciatori che scendono sul rettangolo verde ma dell’intera società. E’ una persona, infatti, di tale carisma da riuscire, probabilmente, ad indirizzare scelte e strategie ben oltre il campo da gioco.

Rappresenta, in definitiva, il meglio che i Friedkin potessero assumere per ridar slancio e vigore al complesso mondo giallorosso. Un mondo in cui squadra e piazza sono caratterizzate da un legame profondo e da una passione enorme. Di seguito le prime dichiarazioni di Josè Mourinho come nuovo allenatore della Roma: ‘Ringrazio la famiglia Friedkin per avermi scelto a guidare questo grande Club e per avermi reso parte della loro visione”.

“Dopo essermi confrontato con la proprietà e con Tiago Pinto ho capito immediatamente quanto sia alta l’ambizione di questa Società. Questa aspirazione e questa spinta sono le stesse che mi motivano da sempre e insieme vogliamo costruire un percorso vincente negli anni a venire. L’incredibile passione dei tifosi della Roma mi ha convinto ad accettare l’incarico e non vedo l’ora di iniziare la prossima stagione. Allo stesso tempo, auguro a Paulo Fonseca le migliori fortune e chiedo ai media di comprendere che rilascerò dichiarazioni solo a tempo debito. Daje Roma!”.

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