La carriera dedicata al cinema d’impegno civile dopo i successi con Sergio Leone

Sul grande schermo è stato un pistolero, un rivoluzionario, un partigiano, idealista ed un anarchico. Molti lo considerano, addirittura, come l’attore più completo del cinema italiano del Novecento. Nacque a Milano Gian Maria Volonté, nel 1933, in piena epoca mussoliniana; suo padre, appartenente nella milizia fascista, al termine della guerra finì in prigione con l’accusa di aver assassinato alcuni partigiani.

Fu un duro colpo per lui che, inizialmente e causa di problemi economici e per fare fronte alle limitate disponibilità economiche della famiglia, lasciò gli studi dedicandosi ai diversi più disparati lavori. Ecco svelata la sua convinzione che il cinema fosse solo ed esclusivamente impegno civile.

Il 6 dicembre di 26 anni fa ci lasciò improvvisamente a causa di un infarto mentre era impegnato nella realizzazione di un film. Tra i suoi ruoli più iconici, molto probabilmente quello che gli diede maggior soddisfazione fu quello che gli valse, nel 1968, il Nastro d’argento come miglior attore protagonista per il film del 1967, e tratto dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia, ‘A ciascuno il suo’.

Eppure l’exploit l’ottenne tre anni prima nel 1964 con ‘Per un pugno di dollari’ di Sergio Leone. L’anno seguente partecipò anche a ‘Per qualche dollaro in più’. Come detto, però, la sua carriera, iniziata nel lontano 1960, è composta da film di mero impegno civile e ricordarli tutti sembra quasi impossibile: Il Caso Mattei, Aldo Moro, Le quattro giornate di Napoli, Lucky Luciano, Sacco e Vanzetti, Sbatti il mostro in prima pagina, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Cronaca di una morte annunciata, La classe operaia va in paradiso e tanti, tanti altri ancora.

Nel partecipare in questi lungometraggi ha collaborato, oltre che con Sergio Leone, in particolar modo con Elio Petri, Francesco Rosi e Giuliano Montaldo. Nel 1980 si improvvisò sceneggiatore per la pellicola ‘Stark System’. Di lui, a distanza di un quarto di secolo, ci rimangono tutte le sue interpretazioni che, a nostro modesto parere, sono tutte iconiche. Nessuna supera l’altra per rilevanza. Appare logico, comunque, fare una mini selezione di quelli che sono rimasti indelebili. Ne abbiamo scelto solamente tre:

Il primo: Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

Il secondo: Per qualche dollaro in più:

Il terzo: le quattro giornate di Napoli:

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