Il 31 ottobre avrebbe compiuto 91 anni

Quando il 27 giugno 2016 abbiamo letto la notizia circa la morte del grande Bud Spencer, abbiamo sentito il nostro cuore perdere un battito, anzi due: uno per Bud e l’altro per Terence Hill, l’inseparabile compagno di avventura nelle numerose pellicole e grande amico, grande fratello nella vita.

Tuttavia, non dobbiamo essere qui per piangere una scomparsa, ma per celebrare la nascita di un grande mostro sacro che abbiamo avuto la fortuna di conoscere e amare. Non pensiamo dunque al 27 giugno, ma al 31 ottobre 1929, giorno in Bud Spencer nasceva. Partiamo da qui e riprendiamoci, seppur per poco, quei battiti che abbiamo perso, ricordando un uomo dai mille talenti. Grazie anche alla biografia scritta da Cristiana Pedersoli, secondogenita di Bud, abbiamo la possibilità di conoscere sue nuove sfumature, che non possono fare altro che farci sorridere.

Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, nasce la notte di Halloween, mostrando sin da giovane, una propensione non solo per il mondo della recitazione, ma anche per quello sportivo. Difatti, prima ancora di essere conosciuto come attore, Carlo era già noto in altri ambiti. Grande amante del nuoto, prende parte agli Europei di Vienne e può vantare una notevole bravura anche nel gioco del rugby. Si dice che il suo allenatore tendesse a rimproverare la sua dedizione a diverse attività non legate al nuoto.

Il suo parere era che se si fosse dedicato solo a una disciplina, avrebbe ottenuti i migliori risultati possibili. Bud Spencer era un uomo che amava godersi la vita e non avere rimpianti. Infatti, contemporaneamente allo sport, si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza di Roma e di Sociologia poi.
Mentre il suo fisico massiccio lo portava ad avere dei ruoli in diverse pellicole, quali ad esempio ‘Quo vadis’, (1951) o ‘Un Eroe dei nostri Tempi’, celebre pellicola di Monicelli, che lo vede affiancare il grande Alberto Sordi, Bud Spencer continua a praticare sport. Gareggia ai Giochi olimpici di Helsinki nel 1952, mentre vince la medaglia d’oro come pallanuotista ai Giochi del Mediterraneo. Insomma, un’anima instancabile, che non voleva rimanere rinchiusa in una solo passione, ma provare ogni cosa.

Nel 1967 avviene il fatidico incontro sul set di ‘Dio perdona…io no!‘ con Mario Girotti, il nostro Terence Hill. Fu un successo assicurato che segnò la nascita di una serie di pellicole cult da vedere e rivedere. Al tempo delle loro prime produzioni insieme, ai due fu consigliato di adottare dei nomi d’arte di stampo internazionale, in modo da dare più forza commerciale ai film. Mentre Mario scelse da una lista di nomi, preferendo Terence Hill, Carlo volle inventarlo da sé, scegliendo Bud Spencer. “Spencer” in onore di Spencer Tracy, mentre “Bud” nasce sia dal nome della birra Budweiser, commercializzata in Italia come Bud, sia dal significato stesso della parola “bud”, ovvero “bocciolo”, un qualcosa di delicato ironicamente contrapposto alla sua stazza.

Bud e Terence hanno girato insieme 18 film, 16 dei quali come coppia protagonista, raggiungendo ogni tipologia di pubblico. Chi non ha mai voluto cavalcare e sparare colpi di pistola nel west insieme a Trinità e Bambino? Fu la nascita del grande sodalizio di una coppia che segnerà il cinema nostrano e non solo. Uno belloccio e scattante, l’altro grande, grosso e cattivo, che poi davvero cattivo non poteva mai esserlo. Difatti per Bud Spencer la priorità quando doveva accettare un ruolo, era capire l’anima del suo personaggio e non dare mai messaggi negativi. I suoi personaggi si ribellano spesso contro le ingiustizie e i soprusi dei più forti. Era importante che i ruoli di Bud riflettessero quello che egli era anche nella realtà, leale, in difesa dei più deboli e che mostrassero quella che era la sua visione di vita.

Le storie di Bud Spencer e Terence Hill portano un panorama conosciuto come quello western, in una dimensione comica completamente nuova, fatta di scazzottate grottesche e rumorose, ma mai violente, e di sparatorie con pallottole che fischiano all’eccesso. Insomma, nessuno si fa mai male per davvero, nessuno muore, tutti coloro che cadono, in modo anche goffo, poi si rialzano. Celebri sono le scene che hanno a che fare con il cibo, fortemente legate alla passione che Bud Spencer aveva per la cucina. Secondo i racconti di Cristiana, questa passione è da ricondursi proprio all’amicizia che legava il nostro gigante a Terence Hill. Il sodalizio della coppia si rafforzò proprio durante i pranzi a casa Pedersoli, dove Terencce Hill era spesso ospite.


“Mangiavano gli Spaghetti alla Maria e i Fagioli alla Bud nella roulotte di papà, dove si rinchiudevano a discutere le sceneggiature e a costruire le scene dei film che avrebbero interpretato. Il cibo li ha uniti. Mio padre amava mangiare, mentre Terence già all’epoca seguiva una dieta salutista.” Cit. Cristiana Pedersoli. Un’amicizia senza dubbio sincera e vera e, per questo motivo, tanto vicina al loro pubblico, perché reale anche fuori dallo schermo. Bud Spencer, a dispetto delle apparenze, un uomo mite e tranquillo, Terence Hill forte ma buono.

Due personalità che hanno avuto la fortuna di trovarsi e completarsi, creando un’amicizia a cui tutti ambiamo. Ciò che davvero fa riflettere, è vedere come nonostante i suoi mille talenti e la celebrità raggiunta, Bud Spencer sia rimasto sempre ancorato alla sua realtà, umile e schietto, disposto sempre a insegnare ciò che aveva imparato. E’ proprio questo che manca al cinema e che il cinema ricorda di lui: l’umiltà di un mostro sacro, un gigante buono. Infatti, l’ultima parola pronunciata dal nostro omaccione, prima di spegnersi, è stata proprio “grazie”. Bud, siamo noi a doverti dire “Grazie!”: grazie per il tuo talento, grazie per i tuoi insegnamenti, grazie per averci fatto sorridere, grazie per la tua umiltà

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