La partita della morte: leggenda o realtà? Di certo ciò che si vede nel film ‘Fuga per la vittoria’ è fortemente costituito da licenze poetiche che hanno funzionato e contribuito, come logico che sia, al successo dell’opera cinematografica diretta da John Houston. Ma cosa in verità successe in quella partita e come si giunse a quel 9 agosto del 1942 e perché, purtroppo, questo episodio è tristemente ricordato con questa espressione?

Le cronache riportate nel corso di questi quasi ottanta lunghi anni confermano l’avvenuto svolgimento della partita. Si giocò al cosiddetto ‘Stadio della Repubblica’. All’epoca esisteva ancora l’Unione Sovietica e lo stadio era ubicato nell’attuale capitale dell’Ucraina. Una Nazione allergica alle due piaghe d’Europa: il nazismo ed il comunismo. Con quest’ultimo la voglia di non tornare al retaggio della rivoluzione di Lenin risale al 2015, in cui il governo filo – occidentale aveva progettato una riforma per scongiurare che il paese potesse ritornare sotto i dittatori comunisti; come la nostra ‘apologia del fascismo’.

Tornando, però, a quel 9 agosto del 1942 in quel rettangolo di gioco non c’erano gli ‘Alleati’ a ‘guerreggiare’ contro i tedeschi; non c’era un ‘Pelé’ con la sua rovesciata memorabile, che piacque addirittura a qualche componente dei vertici del furher; non c’era un portiere come ‘Silvester Stallone’, il quale si rese protagonista della parata del penalty a pochissimi secondi dal termine del match. La realtà fu diversa, facendovi scoprire che alcuni momenti dell’incontro di calcio sono stati ugualmente riportati, ma in maniera diversa.

Dopo la partita nessuno fuggì, anzi. In una delle due versioni il risultato stesso provocò la brutta fine dei calciatori della squadra locale di Kiev. L’elemento in comune tra la finzione e la realtà è che veramente venivano organizzati dei tornei di calcio per tenere alto il morale. Nel film i tornei erano organizzati nel campo di concentramento nazista, nella realtà, come inteso, nella città di Kiev. Le squadre locali, dunque, giocavano contro i tedeschi. Questi ultimi, invece, avevano lo scopo di spegnere ogni tipo di speranza dei cittadini di Kiev anche sul campo da calcio.

Tra le squadre partecipanti ce n’era una che si chiamava Start Fc ed era stata fondata da un ex-calciatore che, a sua volta, era padrone di un panificio. Il suo nome era Iosif Ivanovic Kordik. Nel suo team giocava anche un ex estremo difensore della Dinamo Kiev.

Prima della famosa data, negli altri matches i tedeschi furono sempre sconfitti e per quell’occasione decisero di rinforzarsi con alcuni giocatori provenienti dall’esercito nazista, la Flakelf. Ebbene tra la Start Fc e la Flakelf il risultato finale fu un perentorio e leggendario 5 a 3 da parte dei padroni di casa e non di parità, 4 a 4, come si vede nel film Houston. Bisogna dire che il numero dei goals è stato rispettato dagli sceneggiatori e dallo stesso regista.

Sempre tenendo presente come punto di riferimento il film sembra che gli autori della sceneggiatura abbiano, in realtà, tenuto fede alla di più alla prima che alla seconda versione. I tedeschi furono estremamente violenti contro gli avversari, con tanto di calcio alla testa al portiere degli Start Fc; mentre nel film il portiere riceve un calcio in faccia. Arbitraggio nettamente in favore dei nazisti e tre reti in rapida successione, realizzate non come nel film dai tedeschi ma proprio dalla squadra di Kordik.

Durante l’intervallo, sul risultato di 3 a 1 e non sul 4 a 1 in favore dei nazisti, non ci fu nessun tentativo di fuga da parte della squadra del padrone del panificio. Non erano prigionieri in un campo concentramento. Quello che, sempre secondo la prima versione, successe è che la Start Fc venne minacciata dagli ufficiali tedeschi, affinché perdessero la partita per evitare delle tragiche conseguenze.

Come detto il match terminò sul 5 a 3 e a pochi minuti dal fischio finale venne sfiorato il sesto gol, per un altisonante punteggio tennistico. Una serpentina in aria di rigore da parte di un giocatore ucraino che si fermò sul più bello: a porta letteralmente vuota e sulla stessa linea di porta, decise di non buttare dentro la palla e girarsi per scagliarla sul cerchio di centrocampo. Gesto che in base a questa versione avrebbe realmente provocato la rivolta all’interno dello stadio. In verità i giocatori ucraini si resero conto di aver firmato la loro condanna a morte.

Dopo quel 9 agosto del 1942 le stesse squadre s’incontrarono un’altra volta e non ci fu storia: 8 a 0 per il team di Kordik. Ma i calciatori vennero arrestati e poi fucilati a causa di quanto accadde il 9 di agosto. La cosiddetta seconda versione, invece, smentisce quasi del tutto il contorno del match. Il risultato, però, è confermato sempre sul 5 a 3 e fu una partita in cui non ci fu il gioco violento dei tedeschi, il pubblico era presente ma non era minacciato dai soldati, che durante l’intervallo nessuno andò a minacciare la Start Fc, non ci fu nessuna rivolta alla fine dell’incontro di calcio e che, sempre al fischio, finale le due squadre si fecero immortalare insieme sul prato attraverso un’istantanea che proverebbe, a quanto sembra, la seconda narrazione riportata nel corso degli anni.

I successivi arresti e le fucilazioni, secondo alcuni storici, furono causati non dall’umiliazione subita dai tedeschi sul campo da calcio, ma a causa di un tentativo di omicidio da parte di alcuni giocatori dello Start che, lavorando nel panificio, sbriciolarono del vetro nel pane destinato ai nazisti. Ancora altre fonti sostengono che la vendetta tedesca giunse per la fallita offensiva alla città di Stalingrado e che, lo stesso esercito tedesco, intensificò il controllo sul commissariato del popolo e, sempre per la seconda versione, tra i fucilati non tutti presero parte al match del 9 agosto del 1942.

Come detto in precedenza alcuni momenti del match sono stati riportati in maniera diversa. Oltre al già citato episodio del portiere, bisogna precisare e ricordare che le serpentine in aria di rigore furono due, quella del finale di gara che per la prima versione è la causa scatenante della rivolta all’interno dello stadio, e un’altra che effettivamente è stata ricostruita attraverso l’allora Campione del Mondo di calcio Osvaldo Ardiles.

https://www.youtube.com/watch?v=s8SCwASOslU

Non viene menzionata nel film una punizione di trenta metri che diede il via alle marcature della partita. Ritornando però all’azione rigiocata da Ardiles nel film, il vero autore di quel gol era Goncharenko il quale, qualche minuto più tardi, si rese protagonista di una mezza rovesciata. Il gesto tecnico è stato rielaborato, non solo dal punto di vista cinematografico, dalla sopraffina tecnica e dall’immensa atleticità di Edson Arantes Do Nascimento Pelé.

La chiamarono ‘La partita della morte’ per la prima versione. Ma forse il tutto fu ingigantito per propaganda comunista. Ciò che è importante, ciò che è veramente rilevante è l’episodio storico quasi sconosciuto che ha per protagonisti un gruppo di uomini anonimi che distrussero più volte i tedeschi e che, forse, pagarono per questo. Ripetiamo, realtà o no, la vicenda non può e non deve essere dimenticata grazie anche al film-capolavoro di John Houston.

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