Uno degli eventi più famosi della storia del west tra mito e leggenda
Ci sono storie che vengono tramandate nel tempo. Aneddoti legati a luoghi, eventi e persone che rimangono scolpite nella mente di ognuno di noi; e quando sembra che si perda la memoria di ciò: c’è sempre qualcosa che allunga il tempo del ricordo. Non è solo dovuto grazie a qualche libro di storia, da qualche film o da qualche serie televisiva, per non parlare, soprattutto, dei singoli documentari televisivi.
Alle volte, ha resistere nel corso degli anni, per non dire dei decenni, è anche il fascino del racconto medesimo, che ci colpisce e ci diventare curiosi e, magari, ci porta a chiederci: ma è successo veramente o è solo un mito o è solo una leggenda? In questo contesto, per questo nuovissimo appuntamento con ‘Usa Stories’, connesso ad altre rubriche, non possiamo usufruire l’espressione ‘leggenda metropolitana’ e per un semplice motivo.
Queste ultime prendono forma e vita nei meandri più particolari della città stessa. La vera ambientazione di questo aneddoto risale a molto tempo prima e quando le città medesime si stavano solamente espandendo e il termine ‘metropoli’ non era ancora previsto.
Vi dice qualcosa il nome della città di Tombstone? Crediamo che la risposta sia alquanto positiva. Comunque, è una città che si estesa nello Stato dell’Arizona, al confine con il Messico. Ma, come suggerito prima, non immaginatela al giorno d’oggi; provate a chiudere gli occhi e a tornare indietro nel tempo e di molti anni, per non dire di molti decenni. Provate ad immaginare la classica cittadina in via di sviluppo e dove intorno a quei pochi caseggiati, ravvicinati ed edificati in legno, ci sono solo vaste distese di terreno e praterie. Dove cavalcare verso mete sconosciute e verso i tramonti più affascinanti rappresentava, ancora, qualcosa di romantico.
Provate ad immaginarvi, cari lettori, che siete lungo le singole pedane in legno, coperti dal sole, che costeggiano quella che sia chiamava, un tempo, Fermont Street, ovvero la via principale di quelle che, inizialmente, era solo una cittadina in via di sviluppo. Magari non ci avete fatto caso, magari siete stati distratti da qualcosa o dall’arrivo di qualche diligenza, perché, indipendentemente dal lato in cui vi trovate, di sicuro non avete fatto caso a quattro uomini appena usciti dal saloon principale della città. Dopo qualche breve scambio di parole, si incamminano risalendo la stessa strada, avviandosi in fondo per raggiungere un luogo ben conosciuto a Tombstone, ritenuto uno dei tanti punti di riferimento.
I quattro indossano abiti scuri, eccetto per uno che indossa un cappotto di un colore più chiaro. Sono tutti muniti di pistole e solo uno di loro ha in mano un fucile, il classico winchester. Camminano con il passo deciso, attirando l’attenzione della stragrande maggioranza dei cittadini che, da qualche tempo a questa parte, non rimangono completamente scioccati per quella scena; ma di questo ve ne parleremo più avanti, nel corso di questo lungo reportage.
Le cronache dell’epoca non sono precise sull’orario in questione. Qualcuno afferma che il tutto si concretizzò intorno alle 2 e 30 pomeridiane, qualcun altro semplicemente una mezz’ora dopo all’orario già indicato. Per non fare un torto a nessuna delle due versioni sull’ora: in totale equilibrio, diciamo che ciò che vi stiamo per riportare e ricordare avvenne a partire un quarto d’ora dopo alle 2.30 pomeridiane.
A questo punto, cari lettori, semmai qualcuno di voi non sia a conoscenza della vera storia del far west americano, non quella riportata attraverso i romanzi, film e telefilm leggendari, vi starete chiedendo del motivo per il quale quei quattro pistoleri si stavano recando, con il passo decisivo, in fondo alla strada. Ma soprattutto alla fine di Fermont Street cosa c’era di preciso? Anche in questo caso ci fermiamo, lasciando momentaneamente quei quattro uomini mentre avanzare, senza saperlo, verso l’eternità storica, e, nel frattempo, mettetevi comodi perché andremo con ordine nel raccontarvi questa storia in ogni piccolo dettaglio.
Dunque, che cosa c’era di preciso alla fine di quella strada? Alla fine di Fermont Street? Come abbiamo espressamente lasciato intendere, verso la fine del 1800 l’allora cittadina di Tombstone era una realtà in via di espansione. L’epoca non era quella della corsa all’oro ma quella relativa all’argento e, nella terra che diverrà conosciuta per essere quella dei sogni, tutti quanti, logicamente, volevano arricchirsi o al massimo trovare una vita migliore, spostandosi dall’est all’ovest di quel territorio scoperto da almeno quasi quattro secoli. Ovviamente stiamo facendo riferimento alla scoperta degli Stati Uniti d’America.
Al di là delle leggende di quei tempi e che sono state, in seguito, tramandate nel tempo, a piombarsi nella nuova parte di territorio per cercar fortuna erano in molti; gente di ogni tipo: avventurieri, ladri di bestiame e di cavalli, cowboy, uomini di Dio, ruffiani e prostitute e così via. Ma tra di loro erano presenti anche persone che in altre realtà cittadine, anche queste in espansione in quei tempi, iniziavano ad impegnarsi in determinati lavori; ma persino questo dettaglio lo sveleremo più avanti.
Dunque, se a Tombstone iniziavano a concentrarsi una moltitudine di persone, mosse comunque dal tentativo di arricchirsi o quantomeno di migliorare la loro condizione economica, come già ampiamente sottolineato, tre uomini d’affari dell’epoca decisero di creare una sorta di punto di riferimento per tutta la città o almeno per coloro che orbitavano a Fermont Street.
Un posto in cui alcuni viaggiatori potevano lasciar riposare, dopo lunghi ed estenuanti viaggi, i propri cavalli in mezzo al bestiame e, perché no, anche ad altri puledri di proprietà di “Honest John” Montgomery, Edward Monroe Benson, anche se in altre informazioni appare anche solo con il nome di Ed Dye, e di un certo John Kindersley. Rimaniamo su questo nome. Perché è così importante scoprirlo e perché, rispetto agli altri due, sia quello più iconico? E soprattutto che cosa c’entra con quei quattro uomini che stavano risalendo Fermont Street?
Precisando ulteriormente che questo luogo apparteneva ad uno dei tre soci fondatori, il luogo menzionato fino adesso in maniera indiretta prese il nome, proprio, di uno dei tre fondatori. Secondo le cronache dell’epoca ci riportano che uno dei tre si rivelò essere una sorta di investitore, privato, ma ‘fantasma’…