Il 22 agosto del 1986 usciva nella sale americane il leggendario e film cult ispirato da un racconto di Stephen King
A differenza del racconto, il film non rispetta l’ambientazione originale, ovvero lo Stato del Maine, ma bensì in quel dell’Oregon e più precisamente a Brownsville, la quale ha fatto da sfondo alla cittadina di Castle Rock. Brownsville apparve, fin da subito, la giusta scelta, non solo perché era situata tra Salem ed Eugene, ma conservava ancora quello sviluppo e quella ambientazione di città o piccolo centro anni ’50 che serviva alla produzione e al regista per trasportare, sul grande schermo, le descrizioni realizzare da Stephen King. Non tutte le scene vennero girate nella location principale, altre nella stessa Eugene, a Cottage Crove, a Veneta e a Junction City.
Alcune scene, entrate nell’immaginario collettivo, sono state realizzate tra la Pacific and Eastern Railway, fruendo di una McCloud River Road number 19, e in questo caso stiamo facendo riferimento quando il personaggio di Teddy, Corey Feldman, cerca di schivare il treno, e quella del bacino superiore idrico di Lake Britton, vicino a McArthur-Burney Falls Memorial State Park, nel nord-est della California. Con questa location si fa riferimento alla scena di quando i ragazzi devono evitare di venir schiacciati dal treno.
Scena che non fu semplice da girare: le cronache dell’epoca parlano di una settimana esatta per la realizzazione. Il vero motivo non era tanto nel ricercare il modo esatto di come mostrarla, dopo la fase di montaggio, al pubblico mondiale. Le idee, soprattutto del compianto Rob Reiner, erano abbastanza chiare. Il punto era che durante la fase di registrazione, tra un ciak e l’altro, i ragazzi stessi, come raccontarono anni più tardi, più ascoltare le indicazioni di Rob durante la scena, si ritrovarono a ridere e a prendere quasi sullo scherzo quel momento tanto drammatico, quanto adrenalinico, del film. Infatti, quello è forse il momento in cui si rimane col fiato sospeso rispetto alle altre scene che susseguiranno nel corso della pellicola.
Sempre le cronache dell’epoca, non sapendo quanto sia vera questa ricostruzione, ci riportano che al settimo giorno di lavorazione, di quella sola scena, Reiner, diciamo così, fu molto vicino a perdere talmente tanto la pazienza che se le sue giovani stelle non avessero rispettato le sue indicazioni, la scena sarebbe state realizzate con un treno vero.
Detto ciò, i quattro adolescenti riuscirono finalmente ad essere professionali e rendere quella scena unica e, ancora oggi, piena di tensione per la sorte dei quattro personaggi. Si dice anche che alla fine dell’ultimo ciak, sempre per questa scena, i quattro andarono ad abbracciare lo stesso regista. Che sia leggenda o verità, sta di fatto che l’aneddoto è ricordato, ancora oggi, non solo dagli stessi protagonisti, ma anche tra i fan più accaniti del film con molto affetto.
Non solo, il film è anche contraddistinto per alcune scene abbastanza particolari o quantomeno non proprio da vedere senza essere accompagnati dai genitori; ecco, forse spiegato il vero motivo della riluttanza a realizzare il film, in un primo momento, da parte di alcune produzioni. Forse per alcune sequenze o momenti che potevano rappresentare di forte impatto emotivo e non solo. Si pensi alla scena del lago, tanto per citarne qualcuna.
Nonostante quello che si potrebbe pensare, nonostante l’inserimento da parte dei critici, sia letterari che cinematografici, di riconoscere, sia l’opera letteraria e sia la trasposizione su grande schermo, nel vedere o rivedere il film non basta soffermarsi alle classiche etichette come: avventura e drammatico; si avverte la necessità di andare oltre, considerando il tutto come una mera opera di formazione e per diversi motivi.
Sia chiaro, però, con tale affermazione non la vogliamo estendere, in nessun caso, allo stesso geniale autore che dal 1976 al 1982 aveva già iniziato a regalarci dei capolavori irripetibili per la letteratura moderna. Semmai, l’espressione che abbiamo usato è da estendere a chi, quel racconto o quel film in modo particolare, l’ho legge o semplicemente lo vede. Lo sappiamo, cari lettori: vi sembra strano leggere un concetto del genere.
Eppure, sia nel rileggere l’originale e rivedere il film, in entrambi i casi, ci ha lasciato questa convinzione, portandoci, con la mente, alle nostre prime esperienze, ai nostri dodici anni e come sono stati vissuti da noi e cosa ci è successo dopo. Una sorta di formazione rivisitata, analizzata con più saggezza anni dopo. Non sappiamo, però, quanto ci sia di autobiografico di King ne ‘Il Corpo’, sta di fatto che nella sua performance letteraria riesce non solo a portarti con la mente in quei luoghi, suoi, ma riesce anche a trasportati con la mente a ciò che ognuno di noi è stato a quella età, come una sorta di psicologo letterario capace di leggere non solo nel proprio animo ma anche in chi legge; almeno nel suo caso.
Sta di fatto che lo stesso Rob Reiner è tra i pochi registi che hanno saputo realizzare una delle migliori trasposizioni sul grande schermo tratte dai suoi libri o racconti. Il primo in assoluto fu Stanley Kubrik, con Shining nel 1980, il secondo e pochi anni dopo, John Carpenter con ‘Christine – La Macchina infernale’. Grandi e piccoli capolavori che hanno impreziosito e non poco il lavoro letterario del Re del Brivido.
Soprattutto sono riusciti, in modi differenti gli uni dagli altri, ad intuire i messaggi diretti ed indiretti delle sue opere; operazione apparentemente semplice ma che non sempre riesce ad avere una sua completezza anche per una leggera eterogeneità di prospettive tra gli autori. Intesto tra scrittore, sceneggiatore e regista. Un trio non sempre vincente.
Per la maggior parte degli addetti ai lavori e non solo, ‘Stand By Me’ o più semplicemente ‘Il Corpo’, possiede una sua peculiarità da non sottovalutare. Una particolarità che non appartiene solo ed esclusivamente a questa pellicola del 1986. Un anno prima nelle sale di tutto il mondo approdò il leggendario ‘I Goonies’, i cui protagonisti erano un gruppo di adolescenti alla Indiana Jones e un anno dopo, appunto, il film tratto dal racconto di King.
Non vi dice nulla questo dettaglio? Semmai dovremmo essere ancor più pignoli, sempre nel 1986 uscì nelle librerie di tutto il mondo It e i protagonisti principali chi erano?