Parte oggi una novità assoluta: la prima vera rubrica di calcio che racconterà la stagione calcistica che sta prendendo il via
Più che con il classico fischio d’inizio, inauguriamo questa nuovissima serie di appuntamenti con un inizio interrogativo; nonostante la settimana scorsa, per la coppa Italia, e grazie alla nostra Lia Piccirillo, ci siamo leggermente anticipati in merito ai temi calcistici che terranno banco per tutta questa lunga stagione: la 2026/2027. Una stagione da seguire per tanti motivi e che a partire da questo speciale inizieremo a scoprire insieme, cari lettori. Dunque, riprendiamo il discorso dalla parola ‘interrogativo’, da cui ci vien da chiederci e da chiedervi, anche a voi, se dopo tutti questi anni ha ancora senso parlare di calcio romantico?
Ovvero: esistono ancora o è ancora facile trovare storie epiche o epopee di club o squadre e di giocatori che entrano nel mito o nella leggenda o, persino, che possono essere ancora considerati come bandiere o come aspiranti tali? Esiste ancora questo calcio o forse non siamo riusciti ad apprezzare la sua evoluzione e dunque non siamo riusciti a cogliere, forse, il nuovo romanticismo?
Ogni settore e fenomeno culturale della società e nella nostra vita ha un proprio percorso e nulla rimane come tale; semmai lo fosse si direbbe che sarebbe superato. Quindi il calcio di una volta lo è? E allora perché se così fosse: per quale motivo ci affanniamo a ritrovarlo nelle squadre di oggi, nel modo di giocare di oggi, nei campioni di oggi e nei fuoriclasse di oggi?
Fuoriclasse. Che parola obsoleta; che vocabolo di altri tempi. È come indicare quei uomini di altri tempi, di sani principi sia chiaro, che non vestivano più di una casacca in una sola ed intera carriera; magari né indossavano una sola o addirittura una sola per rimanere nella storia e non solo dal punto di vista personale. Uomini che sposavano progetti e sposando il progetto si diventava, in alcune occasioni, delle vere e proprie bandiere, per non dire anche delle vere e proprie leggende, alle volte. Con ciò non vogliamo in alcun modo denigrare coloro che hanno cambiato più volte club, nonostante abbiano spezzato a più di una schiera di tifosi.
Eppure, la lista degli esempi è davvero lunga. Vale per tutti i casi che abbiamo menzionato in maniera diretta. Senza fare nomi, però; perché non c’è alcun bisogno. Chi conosce la storia del calcio, chi più e chi meno, insomma, è ben consapevole di chi siano stati coloro che hanno costruito non solo la loro personale carriera in mezzo al campo, non solo sono stati esempi di rettitudine da seguire, ma rimanendo con la stessa maglia hanno scritto pagine importanti, alle volte, non solo della squadra che li ha lanciati, credendo nelle qualità, ma, sempre alle volte, hanno firmato pagine importanti della storia del calcio in generale.
Ogni giocatore, ogni allenatore, ogni presidente, ogni match è un piccolissimo frammento di un unico ed immenso racconto, difficile da ricordare dall’inizio. Dal fischio di inizio, appunto. A sua volta ogni match, ogni protagonista dentro e fuori il campo non sono mai stati dimenticati da chi segue questo sport, diventato, in un primo momento, tradizione istituzionale e a seguire business.
Ma oggi è solo questo? E’ solamente un affare e nulla più? Siamo veramente lontani dalle favole che alle volte il mondo del calcio ci donava con tanta semplicità? Si pensi anche a coloro che riuscivano a far ottenere il salto di qualità ad un club che nella sua storia non aveva mai alzato trofei importanti o tagliato altrettanti traguardi storici?
Di esempi e storie del genere nel mondo del calcio ne è pieno. Ma quello di oggi sa ancora sorprenderci veramente o è diventato una pallida rappresentazione di un tempo che fu?
La risposta non possiamo trascriverla adesso, oggi in questa prima parte di questo speciale introduttivo e neanche domani, dopodomani e nei giorni a seguire. La scopriremo insieme seguendo i singoli eventi, le singole partite, di questa lunghissima stagione calcistica che, per quanto riguarda noi, inizierà dopodomani. Mentre in altre parti sia del vecchio continente, e non solo, il fischio di inizio si è già fatto sentire in quel d’Olanda, con il campionato nazionale, con la liga spagnola e la premier league, la quale sta iniziando anch’essa proprio in questi giorni.
Sappiamo cosa state pensando, cari lettori: cosa avete in mente voi di FreeTopix Magazine, visto che per diversi anni l’unico modo di seguire il calcio è stato solo con il podcast settimanale? Non ci vogliamo perdere in chiacchiere. Com’è che si dice in questi casi? Qual è la frase più gettonata di ogni giocatore: sarà il campo a parlare.
Ecco, appunto. Lasciate che sia la nostra continuità a parlare, lasciatevi conquistare dalle nostre pubblicazioni con la stessa ed identica formula che abbiamo usato durante i mondiali di calcio. Anche se, dobbiamo dirvelo, non sarà l’unico modo: tra brevi commenti, tra podcast, tra speciali e reportage tra presente, passato e perché no anche il futuro, con la consapevolezza di non avere la palla di vetro; ma ci proveremo partendo subito a spron battuto con i primi risultati del campionato olandese e così via; per poi iniziare l’introduzione alla nostra prima giornata di Serie A di dopodomani.
Dunque, abbiamo detto che il primo campionato a prendere il via è stato quello olandese e senza perdere ulteriore tempo vi riportiamo, qui per filo e per segno, i risultati delle prime due giornate, tenutesi a partire dal 7 agosto e dal 14 agosto: Cambuur – Excelsior 0 a 4; Nec – Telstar 1 a 2; Go ahead Eagles – Willem II 4 a 1; Psv Eindhoven – Fortuna Sittard 2 a 2; Az – Den Haag 2 a 0; Sparta Rotterdam – Feyenoord 0 a 1; Gronigen – Utrecht 2 a 1; Zwolle – Ajax 0 a 2; Heerenveen – Twente 1 a 0. Questa la prima giornata.
La seconda giornata: Telstar – Sparta Rotterdam 1 a 3; Willem II – Nec 1 a 4; Utrecht – Az 1 a 4; Excelsior – Psv Eindhoven 1 a 2; Fortuna Sittard – Cambuur 3 a 1; Den Haag Gronigen 1 a 4; Feyenoord – Go Ahead Eagles 2 a 2; Twente – Zwolle 3 a 1; Ajax – Heerenven 2 a 2; i gol saranno condivisi da youtube più avanti…