Ennesimo riavvio della rubrica legata al mondo della letteratura, ma questa volta con una prospettiva del tutto diversa

Forse, per certi versi è stato proprio questo il nostro punto dolente sul quale ci siamo soffermati ieri: mostrare una labile linearità, pressocché nulla sarebbe più corretto dire, senza avere nessun punto di appoggio alla base; senza avere, fin dal principio, un mero punto di contatto tra una pubblicazione e l’altra. Senza riuscire mai ad aggiustare il tiro in corsa, trovandoci sempre a ripartire dal principio, come in questa ennesima occasione.

Ecco, da oggi in poi, con la più volte rinnovata rubrica ‘Storie letterarie’, siamo finalmente entrati in una nuova fase: di quelle in cui, quando si ha una soluzione sottomano e non ci si rende conto che quell’idea non è che venisse scartata, ma neanche presa in considerazione perché rivolti verso altre direzioni, ecco che, se attuata fin dal principio tutto si sarebbe rivelato ancor più semplice e, appunto, logico e lineare. Partendo dalla classica domanda: perché in fondo nei racconti, nei romanzi, nei fumetti o, perché no anche nei saggi cosa si raccontano? Delle storie, per l’appunto; tutto all’interno di questa rubrica sarà completamente stravolto, persino una regola basilare sulle quali poggiano le fondamenta di questo giornale.

E questa volta, cari lettori, non dovrete temere se ci saranno alcune pause tra una pubblicazione e l’altra. Alcune rubriche hanno un ritmo differente. In fondo, anche questo dettaglio fa parte dell’evoluzione di FreeTopix Magazine e ciò vale anche per ‘Storie Letterarie’, la quale sarà, in determinati periodi dell’anno non solo settimanale ma anche bisettimanale.

Soprattutto dopo questo ennesimo lancio, con questa lunghissima introduzione, rivista per l’occasione, e con la consapevolezza, da parte nostra, che questa nuova strada tracciata per la rubrica sarà, in tutto e per tutto, quella definitiva. Certo, riaprire le pagine della nostra rubrica con un primo vero appuntamento interamente dedicato ad uno dei romanzi che aveva fatto la storia della letteratura moderna, per di più raccontando o meglio affrontarlo con la classica recensione non sarebbe stata una cattiva idea.

Eppure non ce la siamo sentita di aprire in questo modo il primo vero appuntamento con quelle che saranno le nostre, nel senso anche di vostre, ‘Storie Letterarie’.  Naturalmente c’era la convinzione da parte vostra che già da questa settimana, dopo il buio totale alimentato dalla discontinuità e senza un criterio ben preciso per le singole pubblicazioni, avremmo dovuto iniziare a parlare di un libro, di una storia, di una saga, di un saggio e magari, perché no, anche di un autore.

In fondo, come specificato più volte questa rubrica non ha mai mostrato una coerenza; una sorta di linea narrativa che rappresentava un perfetto continuum tra un appuntamento e l’altro, tra un articolo e l’altro. Allora da dove partire?

Aspettate, sarebbe meglio scrivere così: da dove ripartire a raccontare una storia letteraria? Soprattutto, come considerare questo primo vero appuntamento? Meramente introduttivo o che possa essere, fin da subito, una porta verso un argomento da trattare nell’immediato? La nostra intenzione è quella di buttarci a capofitto sulla seconda opzione proposta. Ma come? Vi chiederete voi.

Un modo c’è ed anche meno difficoltoso di quello che si potrebbe immaginare, ricordando quello che è stato pubblicato fin dall’inizio in questo spazio più volte modificato. Ossia quello di partire proprio dalle saghe, proprio da quella sorta di serie di romanzi che attirano non poco il lettore stesso.

È inutile realizzare, fin da oggi, un mini-speciale improntato sull’importanza della lettura, tirar fuori numeri e soffermarsi su di loro solo perché rappresentano un certo tipo di dato che forse non è neanche veritiero nelle motivazioni. Ovvero sul fatto che non si legge o quantomeno non si legge abbastanza. Non è questo il punto, anche perché risulteremmo essere meramente noiosi.

No, iniziare con una saga che si rispetti, ma soprattutto di quale genere? Fantasy o fantascienza? Di genere giallo o addirittura noir? Avventura o di spionaggio. Ancora: con un saggio? E di che tipo?  O perché partire con uno dei tanti personaggi inventati. Ma anche qui ci risiamo con il punto interrogativo: ma quali? Il rischio, dunque, è quello di perdersi; ovvero quello di far impantanare, già dall’inizio, la rubrica in una serie di inutili appuntamenti. E questo non lo faremo più accadere e nel frattempo soffermiamoci su alcune differenze.

Dunque, la saga. Parola piccola ma che attira, ma che di certo non può venir solamente esser considerata solo per il mondo prettamente letterario, ma anche fumettistico, in modo da rilanciare anche un’altra sotto rubrica. Qualcuno più attento, di sicuro, avrà notato che non è in ballo solo il ritorno, in maniera credibile della rubrica in sé, ma anche delle sotto rubriche: quindi sia quella relativa alle ‘saghe’, per l’appunto, ma anche quella dei fumetti.

Una sfida da vincere senza sé e senza ma. E a questo punto, senza perderci in chiacchiere, è bene puntualizzare una differenza tra un termine ed un’espressione che in molte occasioni, ancora oggi, si fa fatica a distinguere, ovvero quella tra ‘saga’ e ‘serie di storie’.

Per molti questi due grandi categorie letterarie sono la stessa cosa ma non è proprio così. Con saga si fa meramente riferimento alla successione di eventi, apparentemente sempre nuovi, che interessano, a differenza della serie il decorso storico di un personaggio. Nella saga i personaggi invecchiano, vanno incontrato a delle personali evoluzioni ed è, a conti fatti, una serie mascherata.

La serie stessa, invece, non è altro che la ripetizione di uno schema narrativo, in cui i personaggi medesimi non avrebbero nessuna evoluzione e neanche nelle storie che vengono in verità proposte. A questo punto dell’analisi qual è il nostro compito più arduo? Riconoscere, in via pratica, la serie di storie e appunto quelle che formano una saga.

Dunque, quali sono, in via pratica la serie di storie e la saga o le saghe? Partiamo proprio da questa espressione e, in maniera pratica, dalle differenze tra l’una e l’altra, cercando o frugando fra i titoli tanto famosi, quanto storici. Nel nostro piccolo, quando la stessa rubrica non portava ancora questo titolo e brancolavamo nell’incertezza più pura su cosa proporvi ogni settimana e soprattutto all’inizio, avevamo iniziato proprio da quella che deve essere considerata, in tutto e per tutto, una delle tante serie di romanzi…

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