Lo scorso 1° Agosto il club di De Laurentiis ha tagliato il traguardo dei primi 100 anni

Sul finire della prima parte di ieri, avete compreso, cari lettori, del perché è completamente impossibile raccontare tutti i cento anni del club partenopeo? A questo punto vi starete chiedendo ‘cosa farete quando vi ritroverete a celebrare la fondazione di una società ancor più titolata’?

Bella domanda, ma anche per questo abbiamo già una semplice risposta: faremo la stessa identica cosa, come già sottolineato durante la prima parte di ieri. Uno speciale con lo scopo di ricordare brevemente tutti i temi più importanti per poi, sempre nell’anno del centenario o di una celebrazione successiva, come questa che si prospetta per il Napoli, di andare a ripescare, singolarmente, alcuni aneddoti rilevanti ed allo stesso tempo curiosi.

Tornando all’intero indice del saggio di ieri e ripartendo da quel lungo elenco dobbiamo premettere che in maniera del tutto volontaria non avevamo menzionato, ancora, al titolo di questo particolare volume da non sottovalutare se, cari lettori, tifosi e non tifosi di calcio, avete voglia di approfondire l’epopea storica del Napoli Calcio.

Innanzitutto, il volume si intitola, molto semplicemente, ‘Le leggende del Napoli – Una città, un popolo, una squadra’ di Angelo Rossi, un cronista sportivo che, dal 1988, scrive prevalentemente di calcio, collaborando con le più grandi testate italiane: da ‘Il Mattino’ a ‘Il Giornale’, da ‘Il Corriere della sera’ a ‘Repubblica’, tanto per citarne qualcuna. Inoltre, se avete buona memoria, cari lettori, non è la prima volta che celebriamo la squadra della città, sviluppata ai piedi del vulcano più famoso del mondo, con un libro.

Già in occasione dello scudetto conquistato da Antonio Conte ci soffermammo su una sorta di diario che ne raccontava la quarta cavalcata storica, dopo quella firmata dall’uomo di Certaldo, Luciano Spalletti, nel 2023. Diario di un sogno azzurro, è questo il titolo scritto dalla cronista sportiva Silva De Martino, pubblicato nel 2025.

Due vittorie che interruppero un digiuno lungo trentatré anni; una sorta di maledizione che durava da troppo tempo, che durava dall’estate del mondiale italiano del 1990, l’ultimo vero acuto di Maradona prima della fine della sua carriera ufficiale.

Di certo quattro titoli nazionali in cento lunghi anni sono pochi, considerando anche per i nomi che il club è riuscito a tesserare nel corso del tempo.

Quattro coppe Italia, due supercoppe italiane e senza dimenticare quel prestigiosissimo trofeo, internazionale, alzato nel 1989. Da qualche decennio a questa parte quel torneo in particolare è conosciuto come Europa League, ieri era conosciuta come la vecchia Coppa U.E.F.A contro lo Stoccarda, dopo esser riuscito ad eliminare, rispettivamente, ai quarti di finale e alle semifinali, la Juventus e il Bayern Monaco, in quattro partite leggendarie, considerando che all’epoca ogni sfida, per questo tipo di torneo, prevedeva i match ad andata e ritorno.

Dunque, cento anni che non possono in alcun caso essere riassunti alla buona. Non possono esser ricostruiti in soli tre parti, figuriamoci in due, e per la cronaca non sarebbero bastati neanche cinque di parti, nel momento in cui avevamo pensato al reportage. Cento anni in cui, che secondo alcuni, sarebbero molti di più.

D’altronde la storia, nel venir riportata nel modo corretto, che sia in modo orale o anche scritta, parla molto ma molto chiaro. Infatti, la leggenda, vera e certificata, vuole che la questa squadra sia stata fondata proprio il 1° agosto del 1926 e su questo, ripetiamo, non sussistono dubbi in merito. Eppure, qualcuno vocifera, non tanto per malignità, semmai per dati oggettivi alla mano e cronache dell’epoca che ci riportano delle formazioni che fungono da mero embrione per quello che poi diventerà realtà per tutti.

I primi tentativi di dotare la città di Napoli di una squadra che la rappresentasse in tutto e per tutto non risalgono proprio ai primi del ‘900, anzi in quel caso si parla di mera prosecuzione di un processo, involontario, che raggiungerà proprio il suo culmine nella data più volte indicata. Nonostante ciò, venti anni prima nacque la Naples Football Club. Era il 1906 e quindi qualcuno conterebbe, giustamente, ben centoventi anni.

Purtroppo, quel primo tentativo non andò a buon fine e alcuni soci dissidenti diedero vita ad un’altra società che venne ufficializzata nel 1911: l’Unione sportiva Internazionale e per ben undici anni le due società rappresentarono la città ubicata all’ombra del Vesuvio. Dopo questo ennesimo periodo, i soci dissidenti si pentirono e tornarono sui loro passi, a tal punto che, nel 1922, le due società si fusero in una formando la Internaples.

Premettendo che non c’è nessun collegamento con l’Inter che conosciamo, quattro anni più tardi e in via definitiva, proprio il 1° agosto del 1926, venne mutata la denominazione come tutti quanti noi la conosciamo oggi, grazie anche al visionario di Giorgio Ascarelli, il primo nome indicato nel libro di Angelo Rossi. tre anni più tardi, esattamente nel 1929, il primo patron azzurro realizzò il primo stadio in cui la squadra avrebbe giocato le partite in casa.

Quella prima struttura venne denominata: Stadio Vesuvio. Solo nel 1959 si decise per la creazione di un altro impianto sportivo, comunale, conosciuto prima con il nome di Stadio del Sole, poi dedicato a San Paolo, in onore della zona della città e per poi esser conosciuto oggi come lo Stadio Diego Armando Maradona. Tornando alla parte letteraria, ovvero ai testi che hanno tramandato fino alle nostre generazioni, le gesti dei singoli calciatori, campioni e fuoriclasse che hanno vestito l’azzurro della squadra è inutile ricordare che in questi dieci decenni, compreso anche i singoli articoli di giornale, hanno fatto la loro parte.

Come è inutile precisare che diversi volumi, proprio per celebrare il centenario, sono stati pubblicati negli ultimi anni con maggior frequenza rispetto al passato. Oltre al volume che ha raccontato l’ultimo titolo nazionale conquistato e, appunto, quello di Angelo Rossi, ci sarebbe anche da ricordare, proprio di ultima pubblicazione, anche il testo del noto giornalista sportivo e inviato Rai, Gianfranco Coppola, con il suo ‘Indimenticabili’.

A tener banco, in questo caso, non sono tanto i migliori giocatori che si sono susseguiti nel tempo e neanche le migliori partite ufficiali. Semmai, l’attenzione del cronista sportivo, è rivolto alle singole amichevoli che in questo cento anni lo stesso Napoli ha disputato. Tra cui una famosissima ed entrata nella storia: Napoli – Argentina, in cui Maradona, per tempo, giocò con entrambe le maglie. Ma di questo e di tanti altri aneddoti ci soffermeremo nel corso della stagione calcistica che sta per iniziare. Dunque Stay Tuned!!!

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