Lo scorso 1° Agosto il club di De Laurentiis ha tagliato il traguardo dei primi 100 anni

Mai come in questo periodo, cari lettori, non avete per nulla tutti i torti. Dopo il fischio finale degli ultimi mondiali la nostra intenzione era quella di fare una lunghissima pausa con il mondo del calcio, per poi riaprire con il classico podcast settimanale, In Campo con FreeTopix, per commentare i vari temi che ruotano intorno alla Serie A, anticipato con una sorpresa su cui, mai come adesso, non ci possiamo sbottonare. Eppure, come ben sapete, il giornale, segue, nella sua essenza, il calendario, ricordando e celebrando gli anniversari più rilevanti, quelli che non si possono tralasciare; anche se qualcuno ci è sfuggito stiamo cercando di rifarci e forse, mai come in questa caldissima estate, forse potremmo dire: missione compiuta. Ma è ancora presto nel cantare vittoria.

A parte questo, dicevamo del calendario: il quale, proprio tra il passaggio del mese che stava volgendo al termine, quello di luglio, e quello che è ormai iniziato da ben nove giorni, quello di agosto, ci siamo ritrovati a parlare di calcio non in due ma in ben tre occasioni, dopo gli ultimi mondiali ovviamente; senza dimenticare che più avanti torneremo anche a parlare della nostra nazionale italiana di calcio.

La prima occasione è quella dei sessanta anni dei mondiali inglesi, con il reportage terminato oggi; la seconda è quella relativa ai quarantacinque anni del film, diretto da John Huston, Fuga per la vittoria. Il cui reportage terminerà domani, anche se questo secondo appuntamento, come avete potuto appurare cari lettori, è stato pubblicato mediante diverse rubriche.

Dunque, il calcio, almeno in questo caso era sì una componente fondamentale ma non del tutto, comprendendo il cinema e la storia, visto che si ricordava o quantomeno celebrava, comunque, una storia realmente accaduta seppur romanzata. Invece, per quanto riguarda la terza occasione, purtroppo, non era quella prevista. Non era quella con la quale avevamo pensato e programmato di aprire il mese di agosto, seguita da una variante rispetto al nostro classico modus operandi.

Siamo rimasti sempre nel mondo del calcio. Questa volta, però, non era per celebrare il traguardo prestigioso dei cento anni dalla fondazione di un club. Storico, da un lato, e dall’altro prestigioso. No, purtroppo, sempre una settimana fa decidemmo di rinviare questo speciale per rendere omaggio al grande Franco Baresi, scomparso proprio venerdì 31 luglio.

La voglia, dunque, di celebrare con allegria, da parte nostra, il club che rese effettivo il suo prestigio nel maggio del 1987, di cui l’anno prossimo si celebreranno i 40 anni esatti dal suo primo storico e leggendario scudetto, sarebbe apparsa come inopportuna davanti alla scomparsa non solo di una figura istituzionale del nostro calcio ma anche per rispetto dell’uomo che è stato sia fuori che dentro il terreno di gioco.

Per quanto riguarda il club in questione stiamo parlando del Società Sportiva Calcio Napoli. È vero, avete ragione anche su questo dettaglio: non abbiamo mai e poi mai celebrato la nascita di un club nei nostri sei anni di vita e vi assicuriamo che questo speciale non rappresenterà un caso isolato.

Ma, da un lato, come si fa a resistere nel parlare dei primi cento anni del club o della squadra che, a partire dalla stagione 1984/1985 fu di Diego Armando Maradona? Dall’altro, invece, cercheremo di rifarci celebrando anche altri anniversari relativi alla fondazione di altri club della nostra massima divisione. Sennò quando parliamo di equilibrio rischiamo di contraddirci e non va bene.

Inizialmente la nostra intenzione era quella di dedicare un reportage più lungo, quello ormai classico di soli cinque parti. Nonostante tutto, sapendo che dalla stagione che vedrà il suo avviò il prossimo 22 agosto, quella che ormai conosciamo come stagione calcistica 2026/2027, la stessa società di Aurelio De Laurentiis, proprio a partire fra qualche settimana, inizierà a celebrare anche i quarant’anni di questa prima leggendaria e trionfale stagione.

Non solo, visto che di episodio in questo lunga annata calcistica ne avremo da ricordare tanti, seguendo sempre il nostro schema fisso per quanto concerne gli anniversari, non abbiamo voluto concentrare tutto su unico appuntamento, con il rischio, poi, di ripeterci anche inutilmente. Eppure, la base dalla quale volevamo partire non è mai mutata: da un volume in particolare.

Che sul Calcio Napoli si sono sviluppati e pubblicati innumerevoli testi, libri persino raccolta di articoli su questa o quella partita è ormai risaputo. La nostra attenzione, però, è stata catturata da un testo particolare. Non solo per la sua proverbiale copertina azzurra, che non poteva essere altrimenti, ma perché la sua uscita, relativa all’anno scorso, era già proiettato, da parte del suo autore, verso il centenario.

Per il momento vi sveliamo tutti i titoli dei capitoli per poi svelare su quale ci concentreremo maggiormente: Giorgio Ascarelli, sotto il segno del Leone; Attila Sallustro, il primo mito; Hasse Jeppson, il Vomero ai suoi piedi; Achille Lauro e Roberto Fiore, i giochi di potere del comandante; Bruno Pesaola, metà argentino metà napoletano; Luis Vinicio, il leone nella gabbia dorata; Omar Sivori, tu sì nà cosa grande; Antonio Juliano, totonno il più napoletano; Corrado Ferlaino, presidente nascondino; Ruud Krol, un fotomodello in campo; Diego Armando Maradona, non voglio essere un uomo comune; Antonio Careca e Gianfranco Zola, il clown ed il nano; Ottavio Bianchi, un iceberg sul vulcano; Il primo scudetto, i principi del primo scudetto; Il secondo scudetto, e quelli del secondo; la scuola di Bruscolotti, O’ Pal e’ fierr; Albertino Bigon, panchine vincenti e bollenti; I Grandi portieri, tanto te lo paro; I Bomber, El Tigre, El gringo, El Pampa e gli altri; Aurelio De Laurentiis, la ricompensa dopo venti anni; Ezequiel Lavezzi, il pocho elettrizzante; Marek Hamsik, Napoli tatuata sulla pelle; Edinson Cavani, Matador e idolo; Rafa Benitez, Rafa Revolution; Gonzalo Higuain, il tradimento del Pipita; Maurizio Sarri, la grande bellezza; Kalidou Koulibaly, il gol dell’Utopia; Dries Mertens, tu si pazz; Lorenzo Insigne, l’ultima bandiera; Gli scudettati, campioni per sempre; Kvicha Kvaretschelia, I sogni compiuti di Zizi; Victor Oshimen, il venditore di bibite e gol; Giovani Di Lorenzo, il bis del capitano; Luciano Spalletti, il contadino e il tatuaggio; Romelu Lukaku, la sentenza; Scott McTominay, il mondo di Mcfratm; Antonio Conte, ‘Veni, vidi, vici’…

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