Il 18 Marzo del 1981 venne lanciato in tv un supereroe davvero particolare
Avete ragione, cari lettori: ieri ci siamo fermati sul più bello, interrompendo il discorso mentre stavamo svelando un dettaglio fondamentale riguardante le origini dello show televisivo e che riguardava, dunque nella sua essenza, la principale fonte di ispirazione. Per anni, diffusa anche da una convinzione errata solamente a metà, molti hanno collegato l’idea originale, del telefilm, ad una serie di storie a fumetti pubblicate molto tempo prima. Ripetiamo questa convinzione non è del tutto errata.
Infatti, con il successo della serie tv, anche dopo la fine della produzione degli stessi episodi, lo stesso William Katt ed altri produttori si mossero in quella direzione proprio per poter continuare le avventura del personaggio su carta stampata. Quindi, si potrebbe desumere che in questo caso non c’è stata la classica operazione dal fumetto al piccolo schermo, ma semmai tutto al contrario e con un discreto successo, bisogna dire.
Operazione, come già precisato, volta a proseguire la serie di avventure interrotta bruscamente in televisione. Ma complessivamente, quanti episodi vennero realizzati? Dunque, iniziata, come detto, nel 1981, furono prodotte altre due stagioni per un totale di 45 episodi, non divisi equamente. Solamente nove nella prima stagione, i classici 22 episodi nel secondo ciclo di episodi e 14 nel terzo ed ultimo ciclo di episodi. Puntata tutte autoconclusive, sviluppate tra il genere action e fantasy, con una morale inclusa e il momento finale spensierato che sanciva che tutto è bene quel che finisce bene. Un vero classico di quegli anni. Ma in quelle che si rivelavano essere come delle vere e proprie avventure tragicomiche, Ralph non era completamente solo.
Era accompagnato, per non dire supportato, da due personaggi altrettanto simpatici: la fidanzata, poi moglie, Pam Dawson, nonché suo avvocato divorzista anche in primo momento; personaggio che aveva il volto dell’attrice Connie Selleca, e l’agente della Cia Bill Maxwell, che aveva il volto del ben più navigato Robert Culp; diventato famoso per un’altra serie televisiva: ‘Le spie’, insieme a Bill Cosby e non solo. Lo stesso Robert Culp, venuto a mancare nel 2010, ha avuto una lunghissima carriera sia nel mondo della tv che nel mondo del cinema.
Una curiosità non proprio spensierata. Tenendo sempre presente la data di avvio dei primi passaggi televisivi ufficiali, quella del 18 marzo del 1981, inizialmente il cognome del protagonista doveva essere Hinkley. Qualcuno di voi, cari lettori, penserebbe anche che forse, al pronunciare il nome per esteso, avrebbe suonato meglio di Ralph Hanley. Purtroppo la prima scelta venne scartata per un semplice motivo: era lo stesso cognome dell’attentatore del Presidente Ronald Reagan.
A trainare il successo del telefilm, oltre alle storie dei vari singoli episodi, c’era anche il tema musicale principale della serie tv. Intonato da Joey Scarbury, ‘Believe It or not’ divenne fin da subito riscosse un enorme successo, entrando di diritto nella billboard hot 100 il 9 maggio dello stesso anno dell’esordio in tv del serial, rimanendoci per diciotto lunghe settimane. Inoltre, tra il 15 ed il 22 agosto di quello stesso anno, la canzone raggiunse anche la seconda posizione.
Avvenimenti non negativi ma positivi, seppur troppo grandi anche per noi.
Leggendo la traduzione del testo, il verso che viene ripetuto spesso non è il titolo, come si potrebbe pensare; semmai è, nel riportare la traduzione per intero, ‘Che tu ci creda o no, non avrei mai pensato di essere leggero, volando via su un’ala, chi potrebbe essere? Che tu ci creda o no sono io.
A questo punto, semmai volessimo trovare le parole giusto, nel tentare di spiegare il testo, collegandolo anche con alcune sequenze, molto ironiche di quando Ralph si libra in volo, quasi maldestramente, per poi andare a sbattere contro qualcosa non si sta facendo solo riferimento ad una scena prettamente comica.
No, è la metafora di tutti quanti noi quando ci capita qualcosa più grande di noi e abbiamo paura, nel vero senso del termine di volare perché non sappiamo atterrare quando la situazione diventa incontrollabile. Un po’ quello che Sam Raimi, venti anni più tardi, riesce a spiegare meglio con il suo personale Spiderman, con il volto di Tobey Maguire, con la massima, diventata per tutti un vero e proprio modo di dire, ‘da grandi poteri derivano grandi responsabilità’.
Anche questa serie cult anni ’80, come già ricordato, venne interrotta bruscamente. La serie sarebbe dovuta proseguire con una quarta stagione, anche senza William Katt che si era stancato del ruolo. Dunque, non fu solo un problema dei costi troppo alti, ma sussisteva da parte dello attore protagonista la volontà di chiudere quella sua esperienza televisiva. Purtroppo, il pilot, di quello che avrebbe dovuto essere il quarto ciclo di episodi, non sortì l’effetto sperato e il progetto naufragò. Proprio da questo progetto fallimentare iniziarono a venir lanciati la serie a fumetti sul personaggio. Un po’ con Smallville molti anni più tardi, con l’undicesima stagione che è tutta a fumetti.
Negli ultimi anni si sono rincorse delle voci, a partire dal 2008, secondo cui riportavano la volontà di realizzare, addirittura, una possibile trasposizione cinematografica della serie. Ma l’idea non si è mai concretizzata. Dieci anni più tardi, nel 2018, la rete americana Abc avrebbe dato luce verde all’avvio di un nuovo reboot sempre al femminile. Eppure, neanche questo tentativo ha sortito effetti positivi. Tant’è che si parla di un pilot bocciato dagli stessi dirigenti della rete americana.
Per il momento rimane ancora la versione degli anni ’80, originale ed inimitabile ma con i tempi che corrono non si può mai dire.