Il 30 luglio del 1966 la nazionale inglese di calcio vinse il suo unico mondiale e trofeo della sua storia

In merito alla composizione del primo girone, ricordato in chiusura di prima parte, possiamo pacificamente affermare, considerando i valori in campo di oggi, un raggruppamento come il girone A del 1966 sarebbe stato considerato di ferro e, dunque, alquanto complicato per una qualsiasi altra prima fase di un mondiale. Continuando la carrellata dei vari gruppi proseguiamo con quello successivo.

Nel girone B: Germania Ovest, Argentina, Spagna e Svizzera; nel terzo girone, invece, Portogallo, Ungheria, Brasile e Bulgaria. Nell’ultimo raggruppamento erano state inserite: l’Unione Sovietica, la Corea del Nord il Cile e ovviamente noi. Quindi il nostro lo si poteva considerare un girone facile, un girone per il qual non avremmo dovuto correre nessun pericolo di eliminazione, vero? Appunto, è stato proprio quello il problema.

Purtroppo, in quella coppa del mondo del 1966, quello che per noi diventerà sinonimo di fallimento sarà rappresentato da un match in particolare e da una nazionale in particolare. Ma come sempre, andiamo con ordine, facendovi scoprire tutti i risultati e qualche curiosità di quella prima fase che si tenne, appunto, a partire dall’11 luglio fino al 20 dello stesso mese.

Senza troppi giri di parole vi diciamo che la partita d’esordio, giocata dai padroni di casa contro la nazionale dell’Uruguay terminò con un pallido 0 a 0. Diciamo che non rappresentò, fin da subito, un ottimo biglietto da visita per qualsiasi tifoso appassionato di calcio e per di più proprio nella terra del calcio per antonomasia.

Eppure, anche il secondo match, non consecutivo del mondiale, ma sempre del girone A, sembrò seguire la scia degli inglesi e degli uruguagi. Difatti, Francia e Messico, le due nazionali che giocarono nel 1930 la partita inaugurale della prima edizione, per paradosso, terminarono anche la loro gara in parità, ma con un ben più vivace 1 a 1. Francesi che, a loro volta, furono sconfitti per 2 a 1 dalla nazionale uruguaiana; mentre i messicani persero il loro secondo match proprio contro i padroni di casa, con un secco 2 a 0.

Gli ultimi due impegni finali per tutte e quattro le nazionali furono Messico – Uruguay, che finì in parità, un altro 0 a 0; mentre gli inglesi ebbero la meglio contro i francesi con un altro 2 a 0 che non ammetteva repliche. Mattatore della partita fu l’attaccante Hunt, il quale con la sua doppietta si era già portato a tre marcature dall’inizio del torneo.

Nel girone B, invece, a partire a razzo sarà proprio la rappresentativa nazionale che sfiorerà il trionfo contro i padroni di casa. Stiamo parlando della Germania la quale, con una cinquina, distrusse la Svizzera; il secondo match del girone, invece, era rappresentato dal primo vero incontro, ufficiale, tra le nazionali che hanno giocato la finale dell’ultimo mondiale: Argentina e Spagna.

Ad avere la meglio furono i sudamericani, i quali piegarono gli spagnoli con il punteggio di 2 a 1. Spagnoli che si riscattarono nella partita successiva, contro la Svizzera, con lo stesso risultato subito nel primo match. A seguire, a scontrarsi nel girone furono i tedeschi e gli argentini, in quello che era, per quanto riguarda la storia dei mondiali di calcio, la loro seconda partita. Un altrettanto pallido e noioso 0 a 0 che non restituì il fascino della prima volta avvenuta al mondiale di otto anni prima, Svezia 1958, e che forse non fece immaginare a nessuno quello che sarebbe accaduto dopo, nel corso dei decenni successivi, fra le stesse due nazionali.

Argentini e tedeschi che vinsero, comunque, la loro terza partita del girone, rispettivamente contro la Svizzera, per 2 a 0, e contro la Spagna, per 2 a 1, garantendosi, così, il passaggio del turno alla fase successiva, quella ad eliminazione diretta.

Ad aprire il girone C spettò al Brasile, campione del mondo in carica dal 1958 e confermatosi anche per il 1962, contro la Bulgaria. Nonostante il risultato di 2 a 1 per molti ci fu la sensazione che i due volte ‘campeon’ non sarebbero andati lontano. In quello stesso girone c’era un’altra spina nel fianco e si chiamava Portogallo. No, erano lontanissimi i tempi di Cristiano Ronaldo; ma erano quelli di Eusebio, centravanti dalle falcate che anticiparono di gran lunga quelle di un altro Ronaldo, brasiliano, e conosciuto anche come Luis Nazario Da Lima.

Il Portogallo schiantò per 3 a 1 l’Ungheria nella partita d’esordio. Mentre a sorpresa, nel secondo match il Brasile, gli stessi campioni in carica persero con pesante 3 a 1 ad opera dell’Ungheria. Non solo, i ‘verdeoro’ furono sconfitti persino anche dal Portogallo con un perentorio 3 a 0, dopo che la stessa nazionale lusitana aveva riservato lo stesso trattamento alla nazionale bulgara.

Morale della favola: Portogallo ed Ungheria alla fase ad eliminazione diretta, mentre Pelè con la sua nazionale a casa. Ma sappiamo benissimo, come abbiamo visto durante i singoli speciali dedicati ai mondiali messicani del 1970, che O’Rey, quattro anni più tardi si rifarà alla grande; purtroppo anche contro di noi.

Parlando di noi, siamo arrivati al nostro girone, il quale venne inaugurato dalla partita Unione Sovietica e Corea del Nord. 3 a 0 per i sovietici e dunque tutto lasciava presagire che i russi sarebbero comunque passati, non sapendo ancora se come primi o come secondi visto che avrebbero dovuto giocare contro di noi nel secondo match di quell’ultimo raggruppamento di Inghilterra 1966.

Frattanto il nostro esordio si rivelò comunque positivo contro il Cile. Sandro Mazzola e Barison si ripresero la rivincita di quattro anni prima, quando furono proprio i cileni, nei mondiali di casa loro, a farci un brutto scherzo. Brutto scherzo, appunto. Quatto anni più tardi ce lo facemmo sempre noi e in grande stile, se così si potrebbe dire. Dunque, nel frattempo che i cileni ed i coreani si divisero la posta in gioco con un bell’1 a 1, così nessuno rimaneva scontento, noi perdevamo contro l’Unione Sovietica e fu proprio lì che terminò il nostro mondiale.

Si, perché, mentre gli stessi sovietici battevano i cileni noi avevamo, apparentemente, un impegno molto, ma molto semplice; almeno così pensavamo tutti…

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