Il 31 luglio del 1981 usciva nei cinema americani il leggendario film diretto da John Huston: tra storia, cinema e calcio

Sylvester Stallone, Paul Van Himst, Michael Caine, Co Prins, Russel Osman, Bobby Moore, John Wark, Osvaldo Ardiles, Mike Summersbe, Edson Arantes Do Nascimento Pelè, Soren Lindstead; Kazimierz Deyna, Hallvar Thoresen, Kevin O’Calloghan. Ecco, cari lettori dopo aver letto tutti questi nomi vi state per chiedere di che formazione si tratta? Soprattutto, di quale match stiamo facendo riferimento. Avrete notato, quasi sicuramente, che in mezzo a nomi di alcuni dei più grandi calciatori di tutti i tempi ci sono due intrusi.

Si, è un po’ come quel gioco ironico di Paolo Bonolis nella trasmissione ‘Avanti un altro’. Eppure, siamo sicuri che chiunque di voi non solo mastichi di cinema ma anche di calcio avrà certamente inteso di quale film, da oggi in poi, inizieremo a celebrare. Una leggendaria pellicola che fra non molto compirà ben quarantacinque anni, la cui ispirazione, però, non è dovuta ad una improvvisa folgorazione di qualche sceneggiatore talentuoso e geniale di Hollywood.

C’era qualcosa di più, qualcosa che porta questo reportage ad esser pubblicato su quattro rubriche totalmente differenti tra di loro: storia, storie sportive, storie di cinema e forever 80s. Una lunga celebrazione che ci permetterà, mai come adesso questo termine ci sta tutto, palleggiare tra due epoche diverse e tra realtà e finzione. La realtà, dunque: quella che ha per sinonimo la parola, la rubrica e la materia dal nome inequivocabile: storia. La finzione? Beh, quella è tutta legata al mondo del cinema.

Eppure, già in passato, sia di questa vicenda e sia come trasposizione cinematografica, ce ne siamo già occupati considerando i due diversi anniversari. Il primo è quello oggetto di quest’anno, considerando l’anno del 1981. Il secondo, invece, è quello fortemente connesso al periodo della Seconda Guerra Mondiale, secondo cui, le cronache dell’epoca ci riportano e ci raccontano la vera esistenza di ciò che nel film venne ampiamente romanzato.

Ma come sempre andiamo con ordine, precisando tra l’altro, che in questo lungo appuntamento andremo ad ampliare parti di due articoli, relativi, il primo alla storia vera e l’altro fortemente connesso con il film. Il primo dei due lo aprimmo in questo modo: succede che tante storie si concentrano in una sola, fondendosi in qualcosa di unico. Un qualcosa che ha il sapor di leggenda e non solo squisitamente ed esclusivamente cinematografica; storie che travalicano l’immaginazione per assumere, nel corso del tempo, ancor più valor attraverso racconti realmente accaduti. Eventi poco conosciuti e che, una volta resi noti, ti fanno domandare se quello che hai letto, visto o comunque sentito o che ti è stato raccontato appartiene, veramente, alla sfera del reale per poi, in seguito, venir mitizzato attraverso la sublime magia della settima arte?

Nelle rare occasioni che ci eravamo occupati della vicenda ci eravamo persino permessi di consigliarvi proprio questo film; una delle opere cinematografiche più famose della storia del cinema, che approdò sul grande schermo nel lontano 1981; una di quelle pellicole entrate inevitabilmente nella storia del cosiddetto mondo in celluloide, come veniva denominato un tempo. Un’opera cinematografica ispirata da un episodio risalente ai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Un evento particolare relativo ad una sfida che si consumò non nei cieli o per mare o per battaglia su terra, ma su un campo di calcio. Sembra strano, ma vi ripetiamo: è la verità.

Il particolare match si giocò, realmente, il 9 agosto del 1942 e vide opposte due squadre composte dall’esercito tedesco e l’altra dai soli giocatori ucraini. L’episodio è conosciuto come ‘La Partita della morte’ ed è stata riportata nel corso degli anni attraverso due differenti versioni. Il film è, in lingua originale, ‘Victory’, in italiano, ‘Fuga per la vittoria’ e più avanti vi racconteremo la vera storia di quel 9 agosto di oltre 80 anni fa.

Diretto dal maestro John Houston e, accompagnato dalle indimenticabili e trionfali musiche composte da Bill Conti, il film è una rilettura romanzata di ciò che avvenne in quel giorno di agosto di tre anni prima che il secondo conflitto terminasse. Il cast di attori presenti è, a sua volta, da sogno e non solo per l’epoca. Mescolare pezzi grossi di Hollywood con i veri fuoriclasse del mondo del calcio di sicuro non capita tutti i giorni.

Ecco la formazione, ve la riproponiamo: Silvester Stallone, Paul Van Himst, Micheal Caine, Co Prins, Russel Osman, Bobby Moore, John Wark, Osvaldo Ardiles, Mike Summersbe, Edson Arantes Do Nascimento Pelé e Soren Linsted. A parte O’Rey è normale che i giovani non si possono ricordare degli straordinari calciatori che parteciparono a questa insolita avventura davanti alla macchina da presa, senza neanche sfigurare tra l’altro; sapete fa sempre bene precisare certi dettagli.

Una storia, come detto in apertura, che è andata oltre sia la storia vera sia oltre al rettangolo di gioco. Fondata essenzialmente sulla sfida al limite dell’impossibile, quindi un film indirettamente motivazionale; sulla voglia insopprimibile di libertà e di raggiungerla ugualmente anche nel modo più improbabile possibile e nei fatti in quell’occasione, la modalità era veramente improbabile.

Appare naturale dunque, oltre che sottinteso, che tutta la trama, tutta la storia scritta da più mani, è un’unica attesa crescente dall’inizio fino al momento culminante: la partita. Il lavoro di Houston è epico per l’abilità, la maestria e la saggezza con cui affronta la trama, senza mai far annoiare lo spettatore con un solo escamotage che sembra addirittura fuorviante per come venne ideato dallo stesso leggendario regista.  Infatti, ad un certo punto del film la trama sembra ruotare tutta intorno ad un unico elemento dominante che non è la partita in sé nella sua essenza; semmai la fuga e la stessa organizzazione ed il modo in cui i prigionieri tentano di per portarla a termine.

Ma questo, come detto, è il film. Nella realtà le cose andarono diversamente. Per questo motivo, dopo questa doverosa introduzione, la quale ci ha permesso comunque, di anticipare alcuni dettagli, ritorniamo ancora di più indietro nel tempo con lo scopo di raccontarvi, in tutte le sue fasi più importanti, quella partita. Un match, nella sostanza, seppur nella realtà, ci dona lo stesso un barlume di speranza…

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