L’attore conosciuto universalmente per la serie Hazzard, degli anni ’70 e ’80, avrebbe compiuto il prossimo 26 luglio 100 anni
L’episodio a cui stiamo facendo riferimento da ieri, sul finire della seconda parte, era relativo della terza stagione e con una trama dai risvolti, come sempre per quella serie televisiva, ampiamente drammatici. Purtroppo ci ritroviamo anche nello scomodo ruolo di spoileratori, semmai ci è consentito di riportarlo in questo modo il termine in inglese, per specificare al meglio che lo stesso James Best ricoprì in quell’occasione. Il titolo dell’episodio era ‘Blues, sweet blues’ ed era incentrata sulla riapertura dell’indagine sulla morte, mai chiarita, dello zio di uno degli agenti aglio ordini sia dell’ispettore Virgil Tibbs e sia del capitano Bill Gillespie, il cui cognome è proprio Sweet.
Durante le indagini il nipote viene a conoscenza della triste realtà: suo zio venne ucciso e a compiere tale delitto, avvenuto molti anni prima, fu un ex sceriffo impersonato proprio da Best, mostrando anche notevoli doti drammatiche, rispetto a quello che aveva mostrato fino a sei anni prima. Quella fu l’ultima sua apparizione di un certo rilievo per poi, come sottolineato sempre ieri, sparire a poco a poco dedicandosi, così, ad altre attività.
Attività che portò avanti nello Stato della Florida, sua ultima dimora in cui avviò, tra l’altro, un’interessante carriera da scrittore. Non solo. Si, diciamo che di questa espressione ne stiamo abusando parecchio nel suo caso, ma in fondo ci sembra del tutto normale. D’altronde, per il mondo intero, James Best sarà sempre lo sceriffo goffo e simpatico, ma oltre ad Hazzard, oltre a quell’immagine di cui, ormai, tutti quanti noi siamo cresciuti, la sua carriera, come abbiamo visto, non era solo quel ruolo.
Ma non è stato solo un attore; uno scrittore come già ricordato, ma anche un insegnate di recitazione. La cui attività risalirebbe ancor prima dell’arrivo del progetto seriale di Hazzard. Le cronache dell’epoca ci riportano che ebbe, tra i suoi studenti, gente come: Roger Miller, un cantautore molto famoso negli Stati Uniti; Regis Philbin, un noto conduttore e comico americano; Glen Campbell, un notissimo cantante ed attore. Per poi arrivare ai due nomi più altisonanti e che non avrebbero bisogno di alcuna presentazione, ovvero Quentin Tarantino, si proprio il leggendario regista e Lindsay Wagner, la leggendaria Donna Bionica dell’omonima serie televisiva.
Ancora, James Best, come per un altro attore celebrato durante i primi giorni del nostro Special Summer 2026, aveva come hobby quello della pittura, la stessa passione che riscontrammo, quasi due mesi fa nell’apposito reportage, interamente dedicato ad Anthony Quinn.
Dunque, cos’altro dire su di lui? Cos’altro aggiungere in merito a quello che abbiamo già espressamente ricordato? Nei fatti, James Best, non ha mai avuto una carriera di altissimo spessore. Lo diciamo rispetto a tutti gli altri che abbiamo celebrato in questi anni mediante i nostri speciali. Eppure, è riuscito nell’impresa di rimanere familiare nel corso di questi quasi lunghi cinquanta anni dalla prima stagione di Hazzard con il suo personaggio più iconico.
Avrebbe meritato miglior sorte? Una miglior carriera? Con il senno di poi è anche facile pronunciarsi. Dire di sì o addirittura affermare che ha raccolto ciò che meritava nel complesso. Ma questa è una cosa che spetta direttamente a lui, anzi, che spettava direttamente a lui. Cento anni, in fondo, non sarebbero stati uno scherzo; neanche andarsene all’età di 88 anni. Diciamo che mancavano poche settimane agli 89. Un altro anno e avrebbe raggiunto quanto novanta.
Era nato nello stesso anno di Jerry Lewis, di cui recupereremo il reportage anche per lui; nello stesso anche del nostro e mai dimenticato Claudio Villa. Del leggendario Miles Davis, della stessa Marilyn Monroe con la quale abbiamo inaugurato lo Special Summer. Ma anche nell’anno di un altro vecchio volpone del cinema e che sta per tornare con il sequel di un suo film del 1987, Mel Brooks.
Dunque, si potrebbe sostenere, che James Best appartiene ad una generazione altrettanto importante, come lo fu quella del 1930, celebrata, mediante le quattro grandi figure del cinema, per tutto il 2025. Una figura, la sua, che non è riuscita ad ottenere maggior visibilità. Nonostante tutto, dobbiamo sempre tenere presente che, seppur la sua lunghissima carriera, durata ben sessanta decenni, non è arrivata nella sua completezza fino a noi, il personaggio di Roscoe P. Coltrane non è che lo ha reso invisibile, ma immortale, con la conseguenza, secondo alcuni, di non essersi mai e poi mai riuscito a liberarsi dello stesso personaggio.
Vero, ci stiamo leggermente ripetendo, ma vale la pena farlo, visto possiamo anche sottolineare anche un altro aspetto di questa storia, della sua storia: lo stesso attore non si è mai sentito prigioniero dello sceriffo che gli aveva donato quella consacrazione che attendeva da anni.
Tornando alla sua attività da scrittore, giunti anche a questo punto dello speciale interamente dedicato a lui, nel 2009, dopo che si era trasferito, come ricordato in precedenza, nello Stato della Florida pubblicò la sua autobiografia intitolata con un gioco di parole, almeno per noi, ovvero: Best In Hollywood: The Good, the bad and beautiful.
Il sottotitolo era un chiaro riferimento al leggendario film di Sergio Leone: Il buono, il brutto ed il cattivo. James Best ci lasciò, come ricordato in precedenza, il 6 aprile di ben undici anni fa a causa di alcune complicazione dovute ad una polmonite ad Hickory, nello Stato della Carolina del Nord. Di lui John Schneider, il mitico biondo di Hazzard, un anno dopo della morte di James, rilasciò queste parole:
“Era straordinario in tutto ciò che faceva; non era solo un tipo divertente. Anzi, credo che il suo senso dell’umorismo gli sia venuto più tardi nella vita, perché prima era un attore molto serio. Sono stato molto fortunato ad essere cresciuto lavorando con persone come Jimmie Best, Denver Pyle e Sorrell Booke. Uomini incredibilmente talentuosi, attori incredibilmente talentuosi”.
Questa dichiarazione evince un po’ tutto quello che abbiamo cercato di riportare su questa figura del mondo della televisione, ricordata per un solo personaggio in particolare, ma abbastanza celebrata per quello che è stato al di fuori del set televisivo e cinematografico; diventando un mero punto di riferimento per le nuove generazioni di attori.