Il 25 luglio del 1986, nelle sale americane, uscì il cult movie, diretto da Stephen King ‘Maximum Overdrive’, meglio conosciuto come ‘Brivido’
Con la scena indicata ieri, ma condivisa oggi, in merito al personaggio del teenager, ci siamo soffermati sulle immagini dei suoi amici ed allenatore della squadra di baseball. Scene, queste, che a tratti ricorda anche un’altra opera, più moderna, che ha tenuto per anni incollati milioni di telespettatori nell’attesa di un finale che giunse quando la stessa serie televisiva aveva perso tutto il suo fascino. Stiamo parlando di ‘The Walking Dead’. Ovviamente non ci permettiamo di effettuare nessun tipo di paragone, ma la struttura narrativa ricorda molto la serie tv che aveva per protagonisti alcuni sopravvissuti all’apocalisse zombie.
Nel caso di ‘Maximum Overdrive’ si parla di apocalisse delle macchine. Diciamo, però, che non solo in quel decennio, ma anche in quello precedente, che temi del genere non erano del tutto nuovi. Camion apparentemente spiritati o comunque con a bordo piloti misteriosi, autoveicoli d’epoca con natura propria ed altri mezzi a quattro ruote indiavolati rappresentavano non solo una sorta di un certo tipo di intrattenimento per il pubblico.
No, c’era dell’altro: la volontà di lanciare e di lasciare un messaggio ben più profondo; un messaggio, diretto e indiretto, che andava di sicuro oltre alle semplici intenzioni di divertire, comunque, ed intrattenere il pubblico mondiale. Si pensi ad opere come ‘Duel’ di Steven Spielberg, nel novembre del 1971, o ancora di qualche anno dopo: La macchina infernale, del 1977. Per poi menzionare nuovamente Christine – La Macchina infernale, del 1983, con il romanzo uscito nel 1978.
In base ad una prima impressione sembra che il cinema, in quegli anni, stesse creando un nuovo filone che scomparve, se ricordiamo bene, proprio nel 1986. Ciò significa che successivamente non venne più realizzata nessuna opera con tematiche del genere. Di certo, senza troppi giri di parola, ‘Brivido’, rispetto ai titoli ricordati fino a questo momento è quello più debole.
Il film, di questa sorta di indiretta quadrilogia, meno riuscito. Ha assunto, nel corso di questi lunghi decenni, lo status, per così dire, di cult movie anni ’80 per un semplice motivo. Anche questo motivo apparirà strano ai molti: per quanto lo sia, da quella calda estate del 1986, non venne considerato, per nessuna ragione al mondo, come un film apocalittico. Dunque, qualcuno, ora come ora avrebbe persino il coraggio di annoverarlo di fronte a capolavori come Deep Impact? Come Indipendence Day? Come Dante’s Peak la furia della montagna? O come quello di Tommy Lee Jones ‘Vulcano – Los Angeles 1997’?
Partendo dal presupposto che di Indipendence Day ce né occuperemo più avanti, seppur in forte ritardo rispetto alla data del quattro luglio, che abbiamo celebrato per altri motivi, più storici, tutti questi titoli appartengono alla cinematografia degli anni ’90. Mentre lo stesso Brivido è un film della seconda metà degli anni ’80. Dunque, sono stilisticamente diversi per forma e contenuto ma, nella loro essenza, trattano della stessa situazione: lo sterminio del genere umano.
Se nei film del decennio successivo è di gran lunga superficiale, rispetto alle altre opere prodotte e realizzate negli anni precedenti, la debolezza e la superficialità dello sviluppo della storia emergono nella non solidità della stessa. Ciò significa è lo sviluppo medesimo del film che non ha avuto, a quanto sembra, una direzione ben precisa.
Di certo, tornando ai momenti che poteva incutere terrore, seppur questa potrebbe essere una parola troppo grossa, ci sarebbe la scena del camion dei gelati, il quale nessuno moriva al suo passaggio, ma al solo vederlo lasciava presagire qualcosa di veramente inquietante. Soprattutto per la musichetta così rassicurante che l’accompagnava ad ogni apparizione.
Tra i vari autoarticolati che entrano in azione man mano nel film, quello che spicca più degli altri possiede una caratteristica in particolare. Alcuni siti hanno individuato in quel viso, posto sul muso anteriore, come la faccia di un folletto indiavolata. Noi siamo più diretti: affermando che si tratta, più direttamente, del volto inequivocabile del signore del male. Dunque, potremmo anche lanciare anche un’altra ipotesi: siamo sicuri che quella cometa non sia un segno divino ma non proveniente dal cielo?
Si è vero ci siamo spinti molto oltre rispetto alle nostre competenze, d’altronde ci sta avanzare delle ipotesi nonostante si tratti di una mera analisi. Di sicuro, come questa considerazione, ci siamo addentrati non solo in un territorio che non è completamente nostro, ma che ci porta direttamente fuori strada. Eppure, tornando alla mera analisi, le nostre motivazioni nel cercare, forse anche in maniera forzata, una sorta di significato, una sorta di messaggio, sia diretto che indiretto, in ogni opera che ci ritroviamo a celebrare e quindi ad analizzare, cozzerebbero anche con un altro concetto sul quale non ci siamo mai e poi mai soffermati.
Potrebbe apparire come una mera ovvietà. Pleonastica, se vogliamo, alla fine. Ma molto probabilmente, nella sua essenza, Brivido, non è mai stato realizzato per lasciare un segno tangibile nell’animo umano. È solo un film di puro intrattenimento. Dunque, tutto quello che abbiamo detto, mostrato, dimostrato, avanzato, confermato, sottinteso e sottolineato non è servito completamente a nulla?
Dipende dalla prospettiva di ognuno di noi. Dipende, anche, se, in merito anche ai titoli che abbiamo ricordato durante la seconda parte, se effettivamente, appare giusto, sacrosanto o quantomeno logico cercare, in tutto e per tutto, il cosiddetto pelo nell’uovo.
Nel senso che se non si trova un significato, un messaggio il film stesso è da buttare? Allora, vi starete chiedendo, cari lettori, se non fosse così per quale motivo questa opera cinematografica è riuscita a conquistare il rango di cult movie? Forse perché, in via del tutto indiretto, mostrava uno stile di vita, di sopravvivenza, notato già nel 1982? Se fosse così, potremmo ammettere che lo stile di vita, legato alla sopravvivenza, è molto alla buona; per non dire anche improvvisato.
No, sostanzialmente, quaranta anni dopo, Brivido deve essere visto e rivisto senza aspettarci nulla, soprattutto semmai si volessero fare i paragoni con la prospettiva cinematografica di oggi, perché perderebbe su tutta la linea. L’unico modo è guardarlo e contestualizzarlo per l’epoca di ieri e non tanto quella di oggi. Ma in fondo, per quello che è stato realizzato, gli anni ’80 sono moderni e avanti ancora tutt’oggi.