L’attore conosciuto universalmente per la serie Hazzard, degli anni ’70 e ’80, avrebbe compiuto il prossimo 26 luglio 100 anni
La leggenda delle leggende a cui ieri facevamo riferimento era Clint Eastwood. L’apparizione, però, di Best in quella serie, da noi intitolata ‘Gli Uomini della prateria’, risale non proprio agli anni delle prima stagioni, ma due anni prima in cui lo stesso Clint venisse poi scoperto da Sergio Leone per il primo film relativo alla cosiddetta trilogia del dollaro: Per un pugno di dollari. Non solo, l’anno successivo divise il set con l’altrettanto iconico Raymond Burr per uno dei tanti episodi dello show televisivo Perry Mason. Un’esperienza che venne ripetuta persino una seconda volta.
Certo, in questo caso si potrebbe dire che James Best riuscì a fare una sortita in altri generi rispetto alle precedenti partecipazioni in tipiche opere di genere western. Ma la carrellata di titoli non termina di certo qui. Bisogna ancora ricordare: Carovane verso il west, Bonanza, Alfred Hitcock presenta, Ai confini della realtà, Ricercato vivo o morto, Bat Masterson, The Barbara Stanwyck show, Trackdown con Robert Culp, Le spie sempre con Robert Culp e Bill Cosby, Il calabrone verde e il fuggiasco. Tutti titoli famosi di quell’epoca televisiva americana.
per quasi trent’anni, dunque, James Best era ormai, sì, un volto noto per il pubblico americano, ma non si era consolidato agli occhi dello stesso con un personaggio tutto suo o comunque un ruolo che lo potesse far uscire dalla dimensione di coloro che venivano ritenuti come i classici attori caratteristi. D’altronde potremmo ancora citare qualche altro titolo come: I predoni del Kansas, Una calda notte d’estate, Tempesta sulla Cina, Il corridoio della paura, Vecchia America, Rolling Thunder, Squadra speciale anticrimine, il Virginiano, La legge di Burke, Gunsmoke, Simone l’indiano, fino ad arrivare alla svolta finale.
Svolta, come abbiamo ricordato in precedenza, è rappresentata proprio da quel ruolo di quel personaggio tanto buffo, quanto simpatico, di un uomo di legge che cerca di fare il duro ma che alla fine si fa mettere i piedi in testa da chiunque; uno sceriffo che rappresenta la legge solo in via formale ma che nella sostanza è parte di un sistema corrotto, seppur bonario come persona. È tutto qui il leggendario sceriffo di Hazzard Roscoe P. Coltrane.
Un ruolo che gli garantirà non solo di palleggiare da un progetto all’altro, ma lo consacrerà non solo agli occhi del pubblico americano ma anche del pubblico mondiale, diventando, quasi nell’immediato un vero e proprio mito. In quei lunghi sette anni in cui la serie di Hazzard venne prodotta, tra il 1979 ed il 1985, riuscì a creare non solo un notevole sodalizio artistico con il collega di set, Sorrel Booke, ma anche con l’altra co-protagonista della serie.
Si tratta dell’attrice Katherine Bach, la quale anche quest’ultima rimase molto legata ed affezionata all’attore fino alla fine della sua scomparsa avvenuta il 6 aprile del 2015. Già, cari lettori: James Best ci ha lasciati ben undici anni fa, ma per quanto ci riguarda non è ancora il momento di raccontare questa parte.
Ci soffermiamo ancora sul suo personaggio ed, in modo particolare, su alcuni dettagli che lo hanno reso immortale nell’immaginario collettivo, anche per le nuove generazioni. Infatti, Roscoe P. Coltrane era affiancato, diciamo così, da un collega a quattro zampe che, a dispetto del nome che avevano attribuito al suo personaggio, non era poi così veloce. Infatti, Flash, questo il nome dell’amico a quattro zampe dello sceriffo, non è che era il cane più lento della sola contea di Hazzard o di tutta l’America, ma era il cane più immobile di tutti a prescindere. In sette lunghi anni non si è mai visto il cane, un basset hound, muoversi non solo per tenere fede al proprio nome ma anche per qualche altro motivo.
Un escamotage comico ripetuto più volte, seppur in diverse modalità, che resero il personaggio dello sceriffo ancor più comico di ciò che già era. Non solo, nel creare Roscoe Pervis Coltrane, questo il nome per esteso dello sceriffo, James Best impostò la voce nello stesso identico modo con il quale scherzava con suo figlio nei vari momenti privati; ossia di gioco, quando il suo primogenito era solo un bambino. Una trovata assolutamente originale che aiutò ad acquisire maggior comicità da parte dello stesso attore verso i telespettatori. E dopo Hazzard?
Stranamente alcuni siti internet interamente dedicati sia al mondo del cinema che al mondo delle serie tv sembrano non riportare, per entrambi, nessun’altra partecipazione da parte dello stesso James Best. In verità non scomparve del tutto dopo il 1985, dopo la settima ed ultima stagione di Hazzard. Ci sino altri due titoli da ricordare e che risalgono, non solo, agli anni del nuovo millennio. Titoli come: Moondance Alexander, del 2007, una storia vera interpretata insieme ad attori del calibro di Sasha Cohen e Don Johnson, il Sonny Crockett di Miami Vice. E Il Lato dolce della vita, del 2013.
Eppure, abbiamo detto ‘non solo’. Abbiamo volutamente effettuato un bel balzo dagli anni ’80 agli anni della nostra epoca, per poi concentrarci, paradossalmente, su un’ulteriore parte interessante non solo della sua vita al di fuori del set, sia televisivo che cinematografico, ma che riguarda anche il suo percorso esistenziale. Ma com’è che diciamo spesso: fermiamoci e andiamo con ordine.
Dieci anni più tardi alla fine di Hazzard, James Best ritornò nei panni del mitico sceriffo Coltrane nel film per la televisione, che fungeva anche da reunion, e dal titolo inequivocabile Hazzard 20 anni dopo. In quegli stessi anni, Best, si ritirò parzialmente dall’attività, limitando di molto le sue apparizioni sul piccolo schermo. Tra quelle poche che vanno la pena di essere ricordate, ve ne segnaliamo una risalente al 1991; proprio trentacinque anni fa.
Apparve in un episodio di una serie televisiva che abbiamo già incrociato e celebrata indirettamente ricordando uno dei suoi interpreti principali e, per di più, anche il suo produttore principale, grazie ad uno speciale pubblicato giusto un mese fa. Uno giorno in più o un giorno in meno non fa alcuna differenza. L’attore in questione si chiamava Carrol O’Connor e il telefilm era la trasposizione cinematografica de L’ispettore Tibbs, in originale: In the Heat of The Night…