L’asso francese trova il jolly che piega la difesa marocchina, permettendo il passaggio alle semifinali

Che ieri sera passava la Francia era anche abbastanza scontato. Ma che, forse, non avrebbe neanche poi così tanto sudato, forse, non ce lo saremmo neanche tanto aspettato. D’altronde il 2 a 0 è secco, diretto, che non ammette alcuna replica, nonostante un primo tempo soporifero e con tanto di errore dagli undici metri, prima dell’hydration break, da parte di Kiliane Mbappè. Ed è sempre, dopo la non proprio amata pausa che spezzetta i due tempi di gioco, a pescare il jolly che mette una pietra tombale al primo quarto di finale.

Si, ci sarebbe anche il secondo gol di Dembelè. Ma volete mettere il gol di quest’ultimo con la magia di colui che ha raccolto il testimone, in contemporanea, di Platini, prima, e di Zidane, poi. Con quel tiro ad effetto con cui a scagliato il pallone nell’angolo più lontano verso cui l’estremo difensore marocchino non ha potuto nulla?

Qualcuno, tra i vari commenti post-partita, avrebbe avanzato l’ipotesi, apparentemente non tanto remota, che Mbappè sia l’erede o quantomeno il nuovo Pelè. Bestemmie a parte, l’asso transalpino nel 2018, quando la Francia vinceva il suo secondo mondiale con lui in campo aveva solo diciotto anni. O’Rey, in quella lontana estate del 1958, era ancora diciassettenne. Diciotto li avrebbe compiuti ad ottobre di quello stesso anno.

Per quanto concerne il Marocco? Ha fatto quello che ha potuto contro una squadra di un altro pianeta. A questo punto la domanda ve la poniamo anche a voi: Chi fermerà la Francia? Al momento si candidano sia la Spagna e il Belgio e vediamo, stasera, chi delle due proverà a stoppare le velleità di successo transalpine.

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