Per il portoghese il sogno mondiale non si è concretizzato, mentre quello dei Diavoli e delle Furie Rosse continua

In verità questa volta basterebbe solo poche parole. Che scoperta, puntualizzerete voi, cari lettori, da quando è iniziata la kermesse sportiva, i nostri approfondimenti sono sempre stati di poche parole. D’altronde è anche normale, vista il numero di matches disputati fino a questo momento. In sostanza intendevamo dire che è inutile, ora come ora, se ci addentrassimo anche noi nella querelle precedente al match Usa – Belgio. Il campo ha parlato, i diavoli rossi sono i migliori e non poteva essere altrimenti.

Se poi alla base, il giocattolo, è marcio non è il momento per tirare le somme in via del tutto generale. Stiamo attendendo di avvicinarci all’ultimo atto, stiamo attendendo di avvicinarci alla finale del 19 luglio per sviluppare un reportage definitivo su tutto.

Dunque, dicevamo, il campo ha parlato e il Belgio se la vedrà con la Spagna la quale ha definitivamente fatto calare il sipario sulla storia di Cristiano Ronaldo ai mondiali. La fine di un’era alla quale, molto probabilmente, i nuovi nostalgici faranno molta fatica ad abituarsi. Un 1 a 0 ed un 4 a 1 che sono il sintomo di un calcio che fatica a trovare dei nuovi padroni.

Dopo aver visto l’Italia non qualificarsi, la Germania e il Brasile venir fatti fuori tra i sedicesimi e gli ottavi sorge il dubbio che la multipolarità, nel mondo del calcio, sarà ancora più ampia rispetto al passato. Oggi si chiudono gli ottavi di finale con Argentina – Egitto e Svizzera – Colombia.

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