L’attore noto per aver interpretato il sergente Rick Hunter, nell’omonima serie televisiva, nel 1984, compie 80 domani 6 luglio
E’ vero, cari lettori. Questa volta in tale appuntamento sembra che stiamo un po’ confondendo le acque. Le celebrazioni sono tutte di Fred Dryer, soffermandoci molto su quel telefilm che realizzò tra oltre quaranta anni fa. In verità ci sarebbe anche un terzo presupposto rispetto a quando menzionato nella prima parte, che scoprirete nel corso di queste tre parti.
Dunque, qualche anno più, dal suo ritiro, Fred Dryer, questo il nome dell’ex-giocatore di football come già indicato ieri, a partire da quel lontano 18 settembre del 1984, sempre come già ricordato, divenne per tutti ‘Hunter’ o meglio il Sergente Rick Hunter, della squadra omicidi della polizia di Los Angeles. Il titolo del telefilm, quindi, era il cognome del protagonista.
Come detto John Frederick Dryer, questo il suo vero nome di battesimo come già ricordato anche in questa occasione, prima di diventare uno dei volti più popolari della televisione americana, prima, e mondiale, dopo, fu un giocatore professionista. Nato il 6 luglio del 1946, stesso giorno, mese ed anno di Sylvester Stallone, nella contea californiana di Hawthorne. Dryer era quello che, più comunemente dalle nostre parti, si definisce un difensore e per la precisione un ‘defensive end’. Ossia, un giocatore appartenente all’ultima linea che copre la propria area di campo.
La sua carriera da giocatore ebbe inizio, ufficialmente, nel 1969 e terminò nel 1981. In questi oltre dieci anni ha indossato le casacche di sole due squadre: i New York Giants e i Los Angeles Rams. Nel periodo delle giovanili giocò per i San Diego State Aztecs.
Continuando sulla carriera sportiva di Fred Dryer ci sarebbe anche un altro particolare da non dimenticare. Un piccolo record che lo ha collocato tra i grandi di questo sport. È l’unico giocatore professionista in cui ha firmato due safety in una sola partita. La data della consacrazione avvenne il 24 ottobre del 1973. I Los Angeles Rams, quel giorno, giocarono contro i Green Bay Packers dello Stato del Wisconsin.
Ma in che cosa consiste in questo particolare punteggio? Con tale termine si fa riferimento, nel football americano e anche quello canadese, in un’azione in cui una squadra in possesso di palla, in zona defense end, non riesce ad allontanarla dalla propria area, ma allo stesso tempo neanche la perde.
Tornando al telefilm che lo rese celebre e a quella prima stagione prodotta dalla Nbc, la stessa di Miami Vice, come detto, Hunter, aveva già perso diversi partner di lavoro, nel senso che erano finiti all’ospedale per poi ritirarsi o direttamente uccisi durante le azioni di polizia con lo stesso iconico sergente. nell’episodio pilota, omonimo della serie, Hunter, come già ricordato in precedenza, venne affiancato da una poliziotta, anche lei sergente di polizia, Dee Dee McCall, che aveva il volto della cantante soprano Stephanie Kramer. I due dovevano dare la caccia ad un pericoloso serial killer che aveva il volto dell’attore Brian Dennehy, lo sceriffo del primo ‘Rambo’.
La particolarità del personaggio, seguendo bene gli episodi, era quella di essere un buon tiratore scelto; non a caso tutti i conflitti a fuoco in cui gli sceneggiatori lo coinvolgeranno finivano sempre a favore suo. Solitamente gli bastava solamente un colpo di pistola per fermare il malvivente di turno, tutti sparati per legittima difesa.
Gli episodi prodotti dalla stessa Nbc furono in totale ben 153, suddivisi non sempre equamente in sette stagioni. Per esempio, durante la prima stagione furono realizzati solamente 20 episodi; nella seconda invece 23: mentre dalla terza fino alla settima, l’ultima stagione, sempre 22 episodi.
Nei primi due anni di programmazione, Rick Hunter, come già ricordato in precedenza, non era ben visto dai suoi superiori, un dettaglio spesso utilizzato in quell’poca ma che comunque abbiamo già specificato nella prima parte; un dettaglio in comune anche con il più celebre Ispettore Callaghan.
Solo dalla terza stagione in poi, con l’arrivo dell’attore Charles Hallahan, nel ruolo del capitano Charlie Devane, Hunter inizierà ad avere un miglior dialogo con i suoi superiori. Con lo stesso superiore e la stessa partner si forma un sodalizio tale da formare una piccola squadra, all’interno della stessa sezione omicidi. Un sodalizio che sfocia non solo un rapporto di stima e di rispetto, ma anche di una vera sincera amicizia.
Tra gli altri superiori che hanno preceduto di Devane vale la pena ricordare: il Capitano Dolan, che aveva il volto di John Amos e il Capitano Wyler, con il volto di Bruce Davison. Non è tutto. il cast della serie tv Hunter era abbastanza variegato, tant’è che nello show presero parte a diversi attori in cui i loro personaggi erano abbastanza ricorrenti. Ci sono tre esempi da ricordare: il Tenente Ambrose Finn, interpretato da John Sherin; il sergente Bernie Terwilliger, interpretato da James Whitmore, Jr. Per non dimenticare anche la figura dell’informatore che tra il 1986 ed il 1989 apparve in alcuni episodi, in tutto 28.
Era quasi sulla falsariga del ben più famoso Huggy Bear di ‘Starsky and Hutch’ solo che non gestiva un locale in uno dei quartiere più malfamati della città. il personaggio era Arnold ‘Sporty’ James e aveva il volto di Garrett Morris.
Personaggi che usciranno di scena senza alcuna spiegazione o addirittura in maniera tragica, come lo stesso tenente Finn; il quale impazzisce dopo aver perso l’amore della sua vita. Ci saranno anche delle guest star come Dennis Franz, il futuro Andy Sipowicz di Nypd Blue ed Erik Estrada, ‘Ponch’ della serie tv ‘Chips’.
Tornando alla sua partner storica, nell’ultima puntata della penultima stagione, l’attrice Stephanie Kramer lascia il suo ruolo per dedicarsi ad altro. L’episodio, strutturato come un film andò in onda con il titolo ‘La fine di un’epoca’. Dopo questo colpo di scena, infatti, e dopo tantissimi omicidi risolti insieme, Rick Hunter si ritrova nuovamente senza partner e torna ad agire da solo all’inizio di quella che sarà l’ultima stagione.
Dunque, doveva essere una sorta di reset; una sorta, appunto, di nuovo inizio che portò l’iconico personaggio a trasferirsi in un’altra divisione, non più per la tradizionale ‘Squadra Omicidi’ ma in una divisione molto, ma molto particolare…