Il 3 Luglio del 1991 usciva in tutte le sale del mondo l’attesissimo sequel di Terminator


Mille problemi, dicevamo. Mille problemi sorti già prima di vedere i frutti del primo capitolo, nella sua totalità. Ci eravamo fermati su questa espressione, ieri, in chiusura della prima parte dello speciale dedicato a quello che viene considerato il sequel dei sequel, ovvero Terminator 2. Contrariamente a quanto accade, spesso per essere sinceri, siamo entrati, fin da subito, nel vivo del racconto, senza prepararvi, mentalmente, fruendo di una delle nostre comuni frasi, ovvero: adesso fermiamoci e andiamo con calma. In effetti, la prima parte l’abbiamo scritta con una notevole adrenalina; proprio come quella che alcune scene di questo film, che l’alimentano durante la visione.

Scene, d’azione quindi, entrate nell’immaginario collettivo e che permisero, alla stessa quercia austriaca, di vincere, almeno in quell’anno, l’annosa sfida con colui che era riuscito a piazzare, nel giro di sei anni, precisamente tra il 1976 ed il 1982, le due icone di celluloide per antonomasia, come si diceva un tempo, capaci di conquistare qualsiasi generazione: Sylvester Stallone, con il pugile di Philadelphia, Rocky, e il reduce del Vietnam più famoso della storia del cinema, Rambo.

Eppure, con il cyborg proveniente dal futuro, era chiaro a tutti che ad ‘Arnoldo’ le porte della leggenda gli erano state spalancate per non chiudersi mai più. Certo, direte voi cari lettori, scriviamo così perché alla fine ‘T2’ rappresentò un vero e proprio successo finanziario e planetario il quale, ai fini della trama medesima, doveva essere il punto finale di un discorso iniziato qualche anno prima.

Finale, appunto, quello che voleva lo stesso James Cameron ben 35 anni prima e che, purtroppo, è stata portata troppo avanti anche in modi e con scelte del tutto inverosimili e discutibili. D’altronde il terzo film ci poteva stare, nonostante non sia all’altezza né del primo e né del secondo. Forse anche il quarto. Successivamente, però, qualcuno avrebbe dovuto mettere il freno a mano ed ammettere che non era più possibile.

Forse è per questo che Cameron sia ritornato in sella, non sulla moto del T-800, ma quella di regista, che a dire il vero è una sedia, per cercare di ravvivare un franchise su cui anche lui aveva contribuito a chiudere molto tempo prima. Si, perché quando realizzi un primo film e va bene è normale realizzare un sequel. Ma che succede se poi il sequel fa esplodere i botteghini di tutto il mondo, superando di fatto il capitolo originale. A quel punto è proprio lì che sorgono i problemi.

Semmai sarebbe giusto proseguire anche con una domanda diretta e logica: di quale natura erano gli ostacoli che bloccavano sia James Cameron e sia lo stesso Arnold Scwharzenegger? Semplice, di mero copyright. Difatti, chi si ricorda lo speciale riproposto fino all’altro ieri, a tenere in mano i diritti d’autore del film non era la Carolco, come si evince dai titoli di testa del sequel, ma Hemdale Film Corporation, la quale, in quel periodo, non stava versando in buone acque economiche.

La situazione si sbloccò solamente nel 1988, quando Arnold, convinse al primo dirigente della casa della già menzionata casa di produzione, Mario Kassar, di comprare i diritti dalla Hemdale Corporation. Kassar, secondo le cronache dell’epoca, non se lo fece dire due volte, permettendo allo stesso Cameron di iniziare a lavorare al film.

L’incaricato della sceneggiatura fu anche William Wisher, che non la scrisse tutta da solo. Infatti, divise il compito proprio con Cameron. I due terminarono lo script, di ben 140 pagine, il 10 maggio del 1990. Non solo, James Cameron, rispetto a sei anni prima, stava realizzando un qualcosa di ancor più grandioso, soprattutto con l’ausilio dell’evoluzione degli stessi effetti speciali. In effetti, uno dei motivi per cui ci fu il blocco della produzione non era solamente legato a meri diritti d’autore.

L’altro tassello comprendeva la problematica visiva di come mostrare un certo tipo di cyborg, con caratteristiche particolari. Stesse caratteristiche che dovevano essere già mostrate, addirittura, già nel 1984; quindi l’anno del primo film. Per ovvie ragioni, Cameron, dovette optare per l’essere umano che combatteva contro un uomo, diciamo così, con scheletro metallico. Per poter ottenere l’effetto desiderato dovette attendere alcuni anni prima di buttarsi a capofitto nel progetto.

Ciò che lo convinse del fatto che fosse giunto il momento propizio, fu quando realizzò, sempre per il 1990, il film di fantascienza The Abyss, con Mary Elizabeth Mastrantonio. Film in cui alcuni essere soprannaturali venivano realizzati, mostrati e fatti agire con il primo tentativo di computer grafica, tecnica perfezionata dopo qualche tempo e fruita in questo secondo Terminator.

Dicevamo della trama. Non ci sarebbe tanto da dire, soffermandoci nella sua essenza. Infatti, lo schema è sempre lo stesso, solo che nel primo film chi era in pericolo era la madre, Sarah Connor, interpretata da Linda Hamilton; nel secondo capitolo, invece, ad essere in pericolo era direttamente il figlio della donna, non più ignara nell’aver messo al mondo il salvatore dell’umanità.

Ma torniamo alle fasa di preproduzione, rimanendo sempre nel 1990. Dopo lo sviluppo della prima bozza di sceneggiatura, un paio di mesi più tardi, esattamente il 15 luglio venne distribuito alla troupe, da poco formata, il primo progetto di riprese; mentre i particolari della sceneggiatura dettagliata furono avvolti nella segretezza più totale.

Nonostante il tempo remava contro, per quanto concerne le scadenze in relazione entro quanto doveva essere pronto il film, la stessa accelerata per lo sviluppo della sceneggiatura ed il rispetto della tabella di marcia per la registrazione delle singole scene permisero di lanciare il film entro la data ricordata: 3 luglio del 1991, la vigilia del giorno dell’indipendenza. Da noi il film arrivò solamente nel dicembre dello stesso anno, il giorno 19 per essere precisi.

Rispetto al cast del primo film era naturale che sussistevano delle defezioni, anche a rigor di logica, e sia dei volti nuovi. I già citati attori, Schwarzenegger ed Hamilton, furono i primi a tornare, compreso il volto del dottor Silberman, Earl Boen, scomparso nel gennaio del 2023. Ad interpretare la versione giovane di John Connor, capo della resistenza umana nel futuro, contro i cyborg, era un giovane attore…

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