Nella sola giornata di ieri ci sono stati ben quattro pareggi: forse il mondiale a 48 squadre dovrebbe essere rivisto

Sapete cosa hanno in comune le partite Spagna – Capoverde, Belgio – Egitto, Arabia Saudita – Uruguay e Nuova Zelanda – Iran? No, non è perché componevano il calendario di incontri di ieri, sarebbe troppo facile come risposta; semmai, queste quattro sfide hanno la particolarità di essere terminate, tutte e quattro, in parità. Se l’esordio mondiale della Spagna e quello del Belgio lo abbiamo già analizzato, mancano all’appello le ultime due: Arabia Saudita – Uruguay e Nuova Zelanda – Iran. Terminate rispettivamente sull’1 a 1 e sul 2 a 2, più che soffermarci a raccontarvi i momenti più salienti, forse è giunto il momento di fare un prima e rapida riflessione su questo mondiale 2026.

Premettendo che da certo punto di vista non ci stiamo annoiando grazie ai matches che finiscono sempre con due o tre gol in su; e già questo elemento farebbe propendere per la tesi portata avanti del ‘più partecipanti, più spettacolo’. Ma non è sempre così: le 48 nazionali, tante anche da seguire, non aumentano il tasso di spettacolarità o quanto meno di qualità. Semmai lo diminuiscono in maniera anche impressionante.

Ciò lo si evince già in questi giorni: nonostante stiamo ancora nella fase degli esordi mondiali, per non tutte sono ancora scese in campo, la sensazione è che forse, si spera per la prossima edizione, di ritornare direttamente a 32 squadre. Certo, poi qualche nazionale non potrebbe più partecipare. Ma una volta il Campionato del Mondo di calcio non rappresentava l’eccezionalità? Forse sono cambiati i tempi? Su questa riflessione torneremo più avanti, nel corso dei nostri mini-appuntamenti.

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