Nei giorni inaugurali del terzo mondiale messicano, ma con Stati Uniti d’America, prosegue il nostro viaggio tra le due edizioni del 1970 e 1986
Impostate, preparate ed organizzate in maniera differente. Ci siamo fermati su questo punto ieri, in conclusione, della seconda parte del secondo speciale dei mondiali messicani. Ci sarebbe, ancora, un’ulteriore espressione che rafforzerebbe, ancor di più, il concetto che stiamo cercando di esprimere. Una parola tecnica e che, al di là del semplice fatto, che si possa conoscere o meno ed in maniera precisa il significato di questo vocabolo, al solo pronunciarlo rende ancor più chiaro il tutto: la tattica.
Nel senso che nei mondiali del 1970 c’era meno tattica rispetto al 1986, per non dire che nello stesso 1986 c’era meno tattica rispetto ad oggi. Nel calcio dell’epoca di Edson Arantes Do Nascimento, Pelè, alle volte lo stesso reparto difensivo non era neanche schierato come nel calcio di oggi. Ed è anche normale da cinquantasei anni fino ad oggi, il gioco del calcio, ha subito un’inevitabile evoluzione. Figuriamoci in oltre cento anni e, persino, in quasi cento anni di mondiali.
È sì in costante evoluzione, ma alla fine è sempre lo stesso: portare il pallone nell’area avversaria e cercare di realizzare più gol possibili. Nonostante, sempre in tema di realizzazione effettuate nelle prime due fasi, nonostante si tratti di due edizioni separate da quasi due decenni l’una dall’altra, nonostante tutto, ancora oggi, vengono considerate le migliori due edizioni in assoluto.
Due edizioni diventate storiche anche per un altro motivo, già menzionato proprio nel primo speciale. Non solo perché sono state conquistate da due nazionali del continente sudamericano, ma perché hanno visto il trionfo dei due numeri dieci più leggendari di sempre. Ad ogni modo qualcuno starà già cercando di trovare un parallelismo con il nuovo mondiale inaugurato l’altro ieri.
Al momento la comparazione non ci riguarda, attendiamo cosa succede e semmai se, successivamente, è possibile approfondire qualche tipo di coincidenza di sicuro non ci perderemo in chiacchiere nell’effettuare l’analisi. A questo punto su cosa ci dovremmo soffermare? Semplice: ricordando, non solo velocemente, le qualificate, di entrambe le edizioni, alla fase successive e ciò che fino a quel momento avrebbero dimostrato, con una sorta di comparazione tra le aspettative sia del 1970 e sia del 1986, senza contemplare la composizione delle gare ad eliminazione diretta e non solo.
Ma per il momento andiamo a scoprire le qualificate alla seconda fase dell’edizione del 1970: Unione Sovietica, Messico, Italia, Uruguay, Brasile, Inghilterra, Germania Ovest e Perù. Nel 1986, per ovvie ragioni, le nazionali qualificate erano di più: Argentina, Italia, Bulgaria, Messico, Paraguay, Belgio, Unione Sovietica, Francia, Brasile, Spagna, Danimarca, Germania Ovest, Uruguay, Marocco, Inghilterra e Polonia. Inoltre, in ulteriore analisi, proprio nel riportare le qualificate di entrambe le due successive fasi dei rispettivi mondiali, si può ben notare una particolarità non proprio di poco conto.
Effettuando un rapido confronto si può benissimo notare come le prime sette del 1970 erano presenti anche nelle sedici del 1986, eccetto la nazionale peruviana; dimostrando di come alcune nazionali, tra il 1970 ed il 1986, non avevano abbassato il loro standard qualitativo. Chiaramente la nostra analisi contempla il duplice approdo al passaggio successivo e non come giunsero, sempre rispettivamente, nelle singole edizioni. Si, perché se vogliamo, tra il 1970 ed il 1986, la Germania non perse il vizio di raggiungere il penultimo atto in entrambe le edizioni. Non fu così per il Brasile e per l’Italia e con una significativa differenza.
Dunque, nel 1970 l’Italia veniva dalla figuraccia di Inghilterra 1966, eliminata al primo turno ma ormai sappiamo che c’è di peggio, e neanche il successo casalingo nell’Europeo del 1968 mise al sicuro la nostra nazionale che si rese protagonista di quel torneo fino alla sfortunata finale contro il Brasile di Pelè.
Sedici anni più tardi, gli azzurri erano i campioni del mondo in carica e nonostante il mancato ingresso nell’europeo di Fracia, due anni prima, quella vota, forse, ci sentiamo un troppo forti, per poi venir eliminati direttamente agli ottavi di finale dai francesi, appunto, i francesi che nel 1970 non si qualificarono nemmeno, per poi raggiungere la seconda semifinale di fila dopo quella del 1982, nel 1986; mentre i padroni di casa, in entrambe le edizioni, raggiunsero il nobile traguardo dei quarti di finale.
E il Brasile? Diciamo che nel 1970 non avrebbe neanche bisogno di alcuna presentazione. Già nominare Pelè e come dire tutto; insieme al leggendario fuoriclasse brasiliano, però, c’erano gente come Tostao, Rivelino, Jairzinho, Carlos Alberto, tanto per citarne qualcuno. Mentre sedici anni dopo?
Paradossalmente, dopo la fallimentare parentesi del 1974, i brasiliani tornarano a far ballare la samba agli avversari a partire dal mondiale degli acerrimi nemici dell’Argentina, quello del 1978; per poi presentarsi in maniera ancor più stratosferico quasi come al 1970 nel 1982. La loro sfortuna che incontrarono proprio noi e il sogno mondiale sfumò. Eppure gente come Zico, Careca non riusciranno nell’impresa di andare avanti sedici anni più tardi.
È vero ci eravamo ripromessi di non anticipare gli esiti delle partite, ma in fondo, per quanto possiamo girarci intorno, la storia dei mondiali, soprattutto questi due messicani, è conosciuta da tempo immemore. Di certo, però, dobbiamo soffemrarci anche su un altro dettaglio sul quale non siamo riusciti a mantenere la parola in questo secondo speciale. Ovvero quello di riportare tutte, ma proprio tutte le formazioni delle nazionali che presero parte a queste due edizioni.
Diciamo che in parte ci riusciremo, contemplando, almeno, quelle che giunsero se non proprio fino in fondo, ma quasi: no, non solo le semifinali, ma partiremo dai quarti di finale. Peccato, almeno per Messico 1986, non potremo ricordare la formazione della nostra nazionale. Poco male, ci rifaremo in qualche modo. E adesso?
Per non essere troppo pignoli, siamo al triplice fischio finale anche di questo secondo speciale interamente dedicato ai due mondiali messicani. Non ci rimane altro che annunciarvi i prossimi appuntamenti con la differenza sostanziale di cui avevamo accennato in precedenza.
Per Messico ’70 si giocarono direttamente i quarti di finale, mentre in Messico ’86 gli ottavi di finale. I quarti di finale, nell’edizione del 1970, si giocarono tutti il 14 giugno, mentre nell’edizione del 1986, gli ottavi di finale, dal 15 al 18 giugno, quindi a domani con il terzo speciale sui mondiali messicani.