Nei giorni inaugurali del terzo mondiale messicano, ma con Stati Uniti d’America, prosegue il nostro viaggio tra le due edizioni del 1970 e 1986
Il pareggio tra i Campioni del Mondo in carica, rappresentati dalla nostra nazionale, e i bulgari non sortì pressione ulteriore nella ricerca della prima vittoria da parte degli argentini, inseriti come già ricordato nel precedente speciale, proprio nel girono dell’Italia, insieme alla Bulgaria e la Corea del Sud. Quest’ultima, dunque, si ritrovò ad esser sparring partner contro la squadra albiceleste e, soprattutto, contro un Diego Armando Maradona completamente irresistibile. Quella sua prima prestazione sarà un primo vero antipasto di ciò che realizzare nel corso di quel mondiale.
Il consequenziale 3 a 1 in favore dei sudamericani portò pressione, questa volta, alla nostra nazionale per il secondo impegno previsto per quel torneo. Questa volta non ci sarà Claudio Gentile ha fermare Maradona, ma l’1 a 1 ci salva da una sconfitta meritata solo a metà. Mentre anche l’altro scontro diretto, tra i coreani ed i bulgari, terminano con lo stesso risultato: 1 a 1.
Una sorta di sorprendente equilibrio, determinato tra la paura di non perdere punti e tra una sorpresa in negativo, comporta che i vari verdetti fuoriescono direttamente nelle due ultime sfide del girone: Corea del Sud – Italia 2 a 3 ed Argentina – Bulgaria 2 a 0.
Nel girone seguente, quello dei padroni di casa del Messico, la nazionale di casa parte a razzo battendo, dapprima, il Belgio per 2 a 1, a seguire pareggia contro il Paraguay, 1 a 1, dopo che quest’ultima aveva esordito vittoriosamente contro la nazionale irachena per 1 a 0. Il Belgio, comunque, ritorna in corsa per l’approdo agli ottavi di finale, condannando la nazionale mediorentale, per pareggiare con un altrettanto pirotecnico 2 a 2 proprio contro i paraguayani. A quel punto il Messico chiude vittoriosamente il girone contro l’Iraq per 1 a 0.
Nel terzo girone vide, inizialmente, il faticoso esordio della Francia di Michel Platini contro un Canada abbastanza ostico; risolve la sfida Jean Pierre Papin a soli undici minuti dalla fine. Se la Francia soffre, l’Unione Sovietica, invece, passeggia con un risultato tipicamente tennistico contro l’Ungheria: 6 a 0. Ungheria che, a quel punto, si riscatta con il Canada per 2 a 0.
Giunti a questo punto era chiaro a tutti che la sfida diretta, per chi si fosse piazzato al primo posto nel girone, era tra la Francia e l’Unione Sovietica. Entrambe le rappresentative nazionali si divisero la posta in palio con il classico 1 a 1. Di tutt’altro tenore, invece, fu la sfida tra i francesi e gli ungheresi: il 3 a 0 per i transalpini non ammise nessuna replica. Come non ammise nessuna replica neanche il secco 2 a 0 dei sovietici contro i canadesi.
Rispetto agli altri gironi, quello con la lettera D, si presentò subito con una partenza sprint, almeno sulla carta. La prima sfida di quel raggruppamento era anche quella considerata come il ‘Big Match’ dello stesso girone: Spagna – Brasile. Ma a differenza di quello che si potrebbe pensare, i novanta minuti terminarono solo con un normale 0 a 1 per i verdeoro. Le altre due nazionali che componevano il girone, Algeria ed Irlanda del Nord, chiusero il loro esordio mondiale con l’altrettanto ed anonimo 1 a 1, per poi venir sconfitte, rispettivamente dal Brasile e dalla Spagna per 1 a 0 e per 2 a 1 e 0 a 3 per entrambe le sfide finali del girone.
Anche nel gruppo E si parte a razzo con l’interessante pareggio tra Uruguay e Germania Ovest, per poi proseguire con la vittoria della rivelazione Danimarca contro la Scozia per 1 a 0. Se da un lato i tedeschi si confermano squadra da battere contro gli stessi scozzesi, con il classico 2 a 1, di tutt’altro discorso, invece, si rivela essere il match tra gli uruguagi ed i danesi.
Sorprendentemente, i sudamericani, vengono totalmente travolti dal tecnicismo della nazionale europea, con un perentorio ed altrettanto tennistico 6 a 1. Talmente gasati Laudrup & Company che riuscirono nell’ultimo match del girone ad aver ragione persino della corazzata tedesca con un secco 2 a 0. Mentre l’ultimo match del gruppo vide il risultato di 0 a 0 tra Scozia ed Uruguay.
Mentre nell’ultimo girone i verdetti del campo recitarono così: Marocco – Polonia 0 a 0; Portogallo – Inghilterra 1 a 0; Inghilterra – Marocco 0 a 0; Polonia – Portogallo 1 a 0; Inghilterra – Polonia 3 a 0 e Portogallo – Marocco 1 a 3. Le terze qualificate di ogni girone furono queste: Irlanda del Nord, Ungheria, Uruguay, Bulgaria, Polonia e Belgio, con le ultime quattro a passare il turno, qualificandosi per la seconda fase ad eliminazione diretta.
È vero una cosa, giunti a questo punto: iniziare a sviluppare una sorta di comparazione tra la prima fase del torneo del 1970 e quella del 1986. In verità non ci sarebbe neanche tanto da dire o quantomeno da riportare, a parte il racconto di ogni singolo match, che risulterebbe impossibile per ovvi motivi; dovremmo persino soffermarci su quante reti, tra le due fasi, vennero realizzate in quei primi giorni dei rispettivi tornei.
Vi anticipiamo subito che i numeri, sempre per ovvie ragioni, saranno a favore dell’edizione del 1986 rispetto a quella giocata sedici anni prima. Certo, si tratta di un’informazione meramente statistica, interessante senza alcuna ombra di dubbio, ma nulla di più. Con, in più, una differenza sostanziale in ambito organizzativo. Ma su questo dettaglio ci arriveremo presto.
Rimaniamo, comunque, nella totalità di reti realizzate facendo emerge, al di là di tutto, un dato veramente curioso: infatti, nella prima fase del 1970 e quelle realizzate nel 1986. Nell’edizione vinta Pelè nella prima fase si totalizzarono ben 60 reti, mentre nell’edizione conquistata da Maradona nella prima fase di registrarono ben 84 reti.
Con ciò significa che bastava un girone in più affinchè l’edizione del 1970, sempre per quanto riguarda la prima fase, avrebbe totalizzato quasi le stesse reti di quella del decennio successivo. Bisogna comunque considerare anche un altro aspetto: ossia che l’epoca di Pelé, anche soprattutto in quella in cui stava per cedere il passo ad altri campioni, sia a Maradona, e sia nell’epoca in cui giocava il Pibe De Oro le difese erano impostate in maniera diversa…