Nel giorno dell’inaugurazione del terzo mondiale messicano, ma con Stati Uniti d’America, prosegue il nostro viaggio tra le due edizioni del 1970 e 1986
Nel giorno del fischio di inizio di United 2026 la nostra voglia di calcio rimane sempre intatta, soprattutto se si parla di Mondiali di calcio. Come antipasto, vi offriamo un piatto ricco di gol e di informazioni storiche provenienti proprio dai due precedenti mondiali messicani, quelli del 1970 e quelli del 1986. Entrambi inaugurati, come abbiamo appurato nello scorso primo speciale, nello stesso giorno, a distanza però di sedici anni l’uno dell’altro, ovvero il 31 maggio, osservando i due calendari, stilati per l’occasione dalla Fifa, è possibile notare una notevole differenza.
Un’eterogeneità rimarcata dalle due epoche calcistiche e, soprattutto, dal numero delle partecipanti: sedici, nel 1970, ventiquattro, nel 1986; con un unico denominatore comune: l’appartenenza geografica delle due nazionali trionfanti. Ma ci arriveremo nel corso di queste lunghe settimane. Tanto per riscaldarci è inutile riportare la composizione dei singoli gironi di entrambe le edizioni e senza neanche riassumere le rispettive partite inaugurali, a parte ricordare il risultato finale.
Sia Messico – Unione Sovietica e Italia Bulgaria terminarono in pareggio. 0 a 0, la prima sfida inaugurale, e 1 a 1 per la seconda. Ma i loro gironi e il loro percorso in che tipo di evoluzione si concretizzò? Come sempre andiamo con ordine e, mai come questa volta, in ordine cronologico.
Tenendo presente come punto di riferimento la data del 31 maggio, nell’edizione del 1970, e sempre in quel giorno, non si tenne nessun’altra sfida. I tempi si presentavano anche più lenti, visto che il primo di giugno nessuna nazionale scese in campo e gli amanti del calcio dovettero attendere direttamente il giorno successivo, il 2 di giugno. Per non essere troppo pignoli e senza seguire alla lettera il calendario, vi possiamo solamente anticipare che la prima fase di quel torneo terminò, com’è strano il destino vero, proprio l’11 giugno di cinquantasei anni fa, con tutti gli ultimi matches di ogni girone e allora iniziamo questa lunga carrellata composta sia da risultati che, come diceva l’indimenticato Bruno Pizzul, con il supporto delle immagini condivise da Youtube.
Rimaniamo nel gruppo 1, quello composto non solo dai padroni di casa ma anche dall’allora Unione Sovietica, dal Belgio e dall’El Salvador. Oltre alle due nazionali che si erano già affrontate nel match di apertura, l’altra rappresentativa nazionale che sembrava dover andare molto avanti nella competizione era proprio quella dei fiamminghi. Partì talmente forte che nel suo match d’esordio travolse, letteralmente, i centroamericani con un perentorio 3 a 0.
Apparentemente equilibrato il gruppo 1 che, a quel punto, quando sia la stessa Unione Sovietica e i padroni di casa, rispettivamente, vinsero in maniera secca e larga contro i centroamericani, 2 a 1 per i sovietici e 4 a 0 per i messicani, era chiaro a tutti che il passaggio del turno, per approdare agli ambiti quarti di finale, era una questione a tre. Ripetiamo, solo in apparenza.
Si, accadde che i fiamminghi prima si sgonfiarono contro i sovietici, un 4 a 1 che non ammetteva repliche, e a seguire uscendo sconfitti dal match, per 1 a 0 contro i messicani ormai evidente che le prime due nazionali, impegnate nella gara del 31 maggio, avevano meritato di più nel passaggio del turno.
Una situazione diversa si ebbe in quello che era il nostro girone, il numero 2. Ad inaugurarlo furono prima gli uruguagi contro gli israeliani. Questi ultimi furono sconfitti con un secco 2 a 0, mentre noi, contro la Svezia, riuscimmo a piegare la difesa nordica grazie a Domenghini. A seguire? Quasi una serie impressionante di pareggi, a dimostrazione del totale equilibrio che sussisteva nel girone.
Da Uruguay – Italia 0 a 0 a Israele – Svezia 1 a 1, fino ad arrivare al terzo pareggio, un altro a reti inviolate, tra gli azzurri e la nazionale israeliana. L’univa a conquistare, dopo i primi due matches, altri due punti in palio fu la Svezia contro la nazionale uruguagia.
Piccola precisazione totalmente dimenticata nel primo speciale: nel girone, ad ogni vittoria, le rispettive squadre conquistavano i due punti e non i tre come oggi.
Per quanto concerne, invece, il raggruppamento numero tre, si potrebbe tranquillamente sostenere, che le pretendenti a passare il turno erano solamente due: Brasile ed Inghilterra e così fu, con buona pace di Romania e dell’allora Cecoslovacchia.
La sfida più attesa, non solo di quella prima fase, ma di tutto l’intero torneo era proprio quello tra i Campioni del Mondo in carica e coloro che avrebbero alzato il trofeo successivamente.
Ma andiamo con ordine: Inghilterra – Romania 1 a 0; Brasile – Cecoslovacchia 4 a 1; Romania – Cecoslovacchia 2 a 1; Brasile – Romania 3 a 2 ed Inghilterra – Cecoslovacchia 1 a 0. Lo sappiamo che ci avete fatto caso, manca un match, proprio quel match tra gli inglesi ed i brasiliani. Una partita che meriterebbe non poche righe ma uno speciale vero e proprio. È inutile dire che basta soffermarsi o comunque ricordare la leggendaria parata del portiere inglese Banks sull’altrettanto leggendario colpo di testa di Pelè, nel primo tempo. Alla fine, i verdeoro, dopo una gara tirata e ben combattuta da ambo i lati, trionfarono per 1 a 0 con un’azione da manuale del calcio.
E giugniamo all’ultimo gruppo, quello in cui vide la Germania Ovest primeggiare ed un Perù sorpresa del torneo. Si, perché i risultati parlano chiaro: Perù – Bulgaria 3 a 2; Germania Ovest – Marocco 2 a 1; Perù – Marocco 3 a 0; Germania Ovest – Bulgaria 5 a 2; Germania Ovest – Perù 3 a 1 e solo un pari tra il Marocco e Bulgaria per 1 a 1. A qualificarsi per i quarti di finale furono: Uruguay, Unione Sovietica, Brasile, Perù, Italia, Messico, Germania Ovest ed Inghilterra.
Per ovvie ragioni si tratta di otto squadre, otto nazionali in cui daranno vita a partite a dir poco storiche, che si tennero tutte per il 14 giugno, ma di questo ovviamente ve ne parleremo quando sarà il momento. Adesso facciamo un bel balzo nel tempo, di ben sedici anni, sempre in Messico per andare ad aprire il cassetto dei ricordi riguardanti la prima fase di Messico 1986…