Il 12 Giugno del 1981 usciva nelle sale di tutto il mondo il primo e leggendario capitolo dell’archeologo più famoso della storia del cinema

Riprendendo l’analisi dall’ultimo punto in cui ci siamo fermati ieri, confermiamo che, a distanza di quarantacinque anni apparirebbe non solo inutile tentare di trovare delle macchie o difetti, con la specifica recensione, in un film che ha fatto la storia del genere ‘avventura’ e del cinema, per non dire anche pleonastico. Ma, ulteriormente appariremmo noi come presuntuosi. E questa operazione non troverà spazio in queste righe virtuali e non solo perché si tratta di una mera celebrazione, me per il semplice motivo che non avrebbe senso logico, ormai, a distanza di così tanti anni.

Di certo, il successo, non solo economico, del primo leggendario capitolo lo si deve anche grazie ad un altro elemento che funge da carattere distintivo; un elemento cinematografico che non corso della stessa storia del grande schermo è diventato imprescindibile, il quale ha permesso di esaltare i progetti cinematografici realizzati nel corso di questi lunghi decenni: stiamo parlando della colonna sonora.

In quello stesso periodo, sia Steven Spielberg e Goerge Lucas su chi potevano fare affidamento? La risposta è nelle cronache dell’epoca e con due titoli che hanno fatto scuola nella loro essenza: Guerre Stellari, dello stesso Lucas, e il primo leggendario cinecomic della storia del cinema: Superman. A rigor di logica, lo stesso Spielberg non solo si fece convincere dal suo collega per ingaggiarlo, ma mediante quelle due colonne sonore gli bastarono per convincersi che il leggendario Maestro e Compositore, John Williams, era l’uomo giusto per rendere immortale, nell’immaginario collettivo, il particolare archeologo ed avventuriero.

Sia Spielberg che lo stesso Lucas erano consapevoli di ciò e non ci pensarono due volte nel contattarlo e lascarli carta bianca nella composizione delle musiche che servivano al film. Appunto, il film: le riprese, in sostanza, quando e dove ebbero inizio? Ancora un po’ di pazienza cari lettori, prima dobbiamo ancora ricordare l’esatta composizione del cast. Non basta essersi soffermati solo sui due attori, oltre agli altri stranamente papabili, che si sono ‘sfidati’ per indossare il costume del personaggio della saga.

No, ci sono ancora altri nomi che non abbiamo menzionato; altre curiosità sulle quali non possiamo, in nessun caso soprassedere. Per esempio, se diciamo che il ruolo dell’amico fidato di Indiana Jones, inizialmente, non prevedeva il volto, ormai classico, di John Rhys-Davis ma quello più popolare di Danny De Vito? Purtroppo il manager dell’attore italo-americano chiese troppi soldi e non se ne fece nulla.

Anche per il personaggio femminile di Marion, in un primo momento, non si pensò subito a Karen Allen, ma ad Amy Irving e Debra Winger. Persino il ruolo dell’antagonista, Belloq, non era previsto, come prima scelta, l’ingaggio di Paul Freeman ma, addirittura, del cantante e attore transalpino, Jacques Dutronc, ed il nostro Giancarlo Giannini. Chissà che impressione ci avrebbe fatto vedere il nostro attore nel tentativo di fermare Harrison Ford?

Lo sappiamo, un pensiero da ‘fantafilm’ e concedetecelo tutto. Dunque, torniamo a quando il set, in via del tutto ufficiale, si aprì: il 23 giugno del 1980 e la lavorazione delle scene non durò molto. Nel settembre dello stesso anno si tenne persino l’ultimo ciak che congedò l’intera troupe. Una troupe che si spostò tra Perù, Hawaii e persino Egitto e Tunisia. Tre mesi di lavorazione che ripagarono e non poco chiunque prese parte a quella particolare spedizione cinematografica. A fronte di un budget di… il primo storico film incassò la bellezza di 242.374.454, negli Stati Uniti d’America, 141.766.000 negli altri paesi. Per un totale di 384.140.454 milioni di dollari incassati; cifre da capogiro, cifre astronomiche, cifre che permisero al tandem dei sogni, Spielberg – Lucas, di mettersi al lavoro per quello che, erroneamente viene considerato un sequel, ma in realtà si tratta di un vero e proprio sequel. Ma questa è stata un’altra storia di cinema che in tempi non sospetti vi avevamo già raccontato.

Su quei lunghi giorni di fine giugno, del mese di luglio, agosto e di settembre si è detto tutto ed il contrario di tutto. Le cronache dell’epoca ci riportano anche aneddoti in cui gli stessi interpreti furono costretti a recitare in condizioni climatiche abbastanza proibitive.

Tra i tanti episodi da ricordare e da riportare ne sussiste uno entrato nella leggenda dei backstage e che riguarda la famosa scena in cui Indiana Jones spara all’uomo con una sciabola. In realtà, soprattutto come l’abbiamo vista, sembrava una totale scelta, da parte degli stessi autori, di renderla volontariamente ironica. Invece non fu per nulla così. Si dice che lo stesso Ford, in quelle ore, non era particolarmente in forma e che, addirittura, la sera precedente non era neanche stato tanto bene.

Il copione prevedeva una delle tante scene di lotta. Harrison Ford, avvertendo molta stanchezza, dopo che lo stuntman fece il suo numero con la sciabola, tirò fuori dalla fondina la pistola e con un colpo si sbarazzò ‘del nemico’. Nonostante non era previsto quel tipo di esito, il regista ammise che la scena andava lo stesso bene, senza rendersi conto che di fatto aveva donato un momento d’ironia allo stesso film.

Un primo film, di questa saga, che inizialmente doveva intitolarsi solamente: I predatori dell’arca perduta. Un titolo dove c’è condensata tutto il senso della trama: trovare l’arca dell’alleanza prima che finisce nelle mani sbagliate, una sorta di lietmotiv non solo per Indiana Jones, ma persino per tutte le precedenti e classiche opere cinematografiche del genere.

Nessuno, però, si rese conto che gli stessi due autori portarono ad un livello tale quel tipo di intrattenimento che era impensabili che potesse addirittura trasformarsi in un mero fenomeno di massa. Infatti, semmai volessimo realmente soffermarci sull’influenza culturale che, solo il primo Indiana Jones, ha instillato nell’immaginario collettivo, non avremmo problemi ad ammettere che la lista è davvero lunga.

Basti, comunque, non dimenticare alcuni rimandi particolari o quantomeno anche delle parodie basate o ispirate dal personaggio interpretato da Harrison Ford. In questo tipo di operazione ci pensò persino al Disney, mediante i personaggi di Paperino, Pippo e persino Zio Paperone con il titolo: Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta. Non solo, ci si misero persino anche quelli dei Simpson a parodiarlo con un episodio dal titolo totalmente emblematico: I predatori del frigo perduto. Ma come detto: la lista è veramente lunga…

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