Il 12 Giugno del 1981 usciva nelle sale di tutto il mondo il primo e leggendario capitolo dell’archeologo più famoso della storia del cinema
Quello stesso produttore, non contento di aver terrorizzato tutto il pubblico mondiale estivo con ‘Lo Squalo’, l’anno successivo si sarebbe persino tolto la soddisfazione di far commuovere, a partire dal 1982, intere generazioni sia di bambini che di adulti, con ‘E.T. – L’extraterrestre’. Si, lo sappiamo che avete già intuito di chi stiamo parlando: ovvero dello stesso regista che tra qualche giorno approderà nuovamente nei cinema con ‘Disclosure’. Stiamo parlando di Steven Spielberg. Ma come sempre, anche in questa occasione, andiamo con ordine.
La storia dello sviluppo di quello che divenne il primo Indiana Jones della storia del cinema, non deve essere solo ed esclusivamente inteso, come qualcuno potrebbe pensare, nel semplice sliding door tra Tom Selleck ed Harrison Ford, anche se le cronache dell’epoca ci riportano persino altri nomi di papabili attori che vennero accostati al personaggio. Nomi talmente improbabili che nessuno di noi ci potrebbe persino credere. Nomi come Nick Nolte, Jack Nicholson, Kurt Russel e persino Bill Murray, sì il Peter Venkman degli acchiappa fantasmi. No, c’è qualcos’altro di meramente più profondo. Delle origini o se volete delle radici ancor più lontane di quello che si potrebbe pensare.
Secondo le cronache dell’epoca, il celebre personaggio con cappello e frusta, sarebbe nato per rinverdire le storie del genere avventura che imperversavano sul grande schermo tra i due decenni del 1930 e del 1940. Dunque, l’ipotesi più probabile che sia questo, nella sostanza il punto di riferimento, non di Steven Spielber, si intende, ma di quel ‘genietto’ di George Lucas. Eppure, ancora oggi non si sa, con esattezza, quale sia stata la vera molla che fece scattare qualcosa nel creatore di ‘Guerre Stellari nell’ideazione del personaggio che gli portò ulteriore fortuna.
Nonostante tutto, nel tentativo di ricostruire anche per sommi capi le origini della creazione del leggendario archeologo, nel corso di questi lunghi decenni, qualcosa di rilevante è emerso. Un’informazione su cui dobbiamo prestare molta attenzione e che non possiamo, in alcun modo, sottovalutare. Un dettaglio che risalirebbe non un anno o due anni prima all’uscita del primo capitolo, ma bensì, se non commettiamo, quasi nello stesso periodo in cui George Lucas iniziava a sviluppare la prima storia versione della sceneggiatura di quello che poi, successivamente, sarebbe apparso sul grande schermo come il primo ‘Guerre Stellari’.
Ad essere pignoli il padre del mondo di ‘Star Wars’ inventò questo bizzarro protagonista intorno al 1973, senza realizzare una vera e propria sceneggiatura. Ma su questo dettaglio ci ritorneremo più avanti. Ciò che, invece, le cronache riportano è che, a quanto pare, lo stesso Lucas, iniziò a sviluppare e, quindi, a scrivere delle storie con quella che deve essere intesa la prima versione del protagonista e, a sua volta, con il nome leggermente diverso: Indiana Smith.
Non siamo a conoscenza di quante storie, in quei primi anni del 1970, il padre putativo della ‘Galassia lontana lontana’, scrisse di suo pugno e né, almeno fino a questo momento, se una di quelle che sono rimaste nel cassetto sono state, poi, utilizzate per realizzare sia il primo capitolo datato 12 giugno del 1981 e sia gli altri quattro sequel realizzati fino al 2023.
Di certo ci sembra addirittura strano che, a distanza di ben quarantacinque, anni non ci siano, a disposizione, informazioni utili per comprendere in che modo, in maniera precisa, lo stesso personaggio sia stato realizzato; a differenza della saga di ‘Guerre Stellari’ di cui sussiste una mera e vasta letteratura sul tema.
Le poche informazioni che ci sono, ma fortunatamente anche molto utili, ci vengono in soccorso riportandoci, un po’, quanto abbiamo accennato ed affermato fino adesso. L’epoca tra gli anni 1930 e 1940 rimane sempre come punto di riferimento, ma se, in un primo momento avevamo focalizzato tutto apparentemente sul cinema di quegli anni, soffermandoci in via del tutto generale in quei dieci anni.
Altre informazioni, invece, soffermano l’orologio del tempo a partire solo dagli anni ’40, decennio in cui, negli Stati Uniti d’America, trovavano notevole linfa i fumetti. No, non stiamo facendo riferimento a quelli dei supereroi, ma a quelli del genere avventura. Le cronache dell’epoca, dunque, confermano in parte la nostra prima ipotesi, cristallizzando come arco temporale quel periodo come possibile origine, seppur indiretta, delle vere origini di Indiana Jones.
Non solo, a quanto pare lo stesso George Lucas, oltre a venir folgorato dai fumetti che divorava, abbia voluto creare il suo personaggio su due figure realmente esistite, di cui uno era persino italiano: Giovanni Battista Belzoni. L’altra figura storica si chiamava Percy Fawcett. Due avventurieri, molto probabilmente, che nella loro esistenza si distinsero, rispettivamente, come esploratore e come colonnello dell’esercito britannico.
Fra i due sussisterebbe, persino, una sostanziale differenza, non proprio positiva. Infatti, si narra che fra le tante missioni e, appunto, avventure a cui hanno preso parte solo uno si riuscito ad arrivare ad un’età più anziana per poi lasciare questo mondo per causa naturali. Chi morì anziano, dei due, fu proprio il colonnello britannico, a differenza dell’esploratore nostrano che scomparve durante una spedizione e non fu mai più ritrovato. Leggenda o verità? E, soprattutto, lo stesso Lucas era al corrente di tutto questo iniziò a scrivere le sue storie? Forse sì o forse no.
Sta di fatto che da ‘I predatori dell’arca perduta’, l’Indiana Jones che conosciamo è riuscito a sopravvivere ai nazisti, alla setta satanica dei Thug, a bere dal vero Santo Graal, a combattere contro l’esercito comunista e a viaggiare nel tempo. Chissà se l’esploratore italiano è finito in una dimensione temporale dalla quale non può più ritornare?
Di certo, l’espressione ‘racconti leggendari’ tornano di nuovo di moda in queste righe virtuali. D’altronde quando si parla di archeologia o luoghi ed oggetti sacri e storici da ritrovare il termine leggenda non è mai e poi mai fine a sé stesso, anzi. Eppure, sappiamo che adesso dovremmo entrare molto di più nel vivo di questo reportage. Fare il nostro ingresso nei meandri non solo della trama ma anche del periodo di produzione di questa opera cinematografica.
E siamo anche consapevoli che a distanza di quarantacinque anni sviluppare una recensione equivarrebbe ad un vero e proprio suicidio…