Il 9 Giugno del 2006 veniva inaugurato il secondo mondiale in terra tedesca, in cui potemmo ammirare l’ultima grande Italia
Celebrare la vittoria del Mondiale di Calcio del 2006 senza partecipare a quello che prendere il via fra qualche giorno non lo avremmo mai e poi mai pensato, 20 lunghi anni fa. Si, perché il calcio italiano è sempre stato protagonista, nella sua lunga storia ultracentenaria, di rovinose cadute per poi ottenere non solo ed improbabili vittorie ma anche del tutto spettacolari e con uomini sul campo di alta qualità. Dunque, in quell’estate di 20 anni fa nessuno immaginava che due decenni più tardi ci saremmo ritrovati a questo punto; ma, allo stesso tempo, nessuno avrebbe immaginato che la nostra nazionale di calcio sarebbe stata in grado di portare a casa la quarta coppa del mondo della sua storia.
Non solo nel tentativo di cercare di migliorare alcuni risultati ottenuti tra il biennio 2002 e 2004, rispettivamente tra la Coppa del mondo di Calcio Giappone e Korea e i Campionati Europei di Calcio in Portogallo; soprattutto per cancellare l’onta di uno scandalo che aveva già causato un gravissimo danno d’immagine. Dunque, venti anni fa il nostro calcio era considerato non il migliore, ma tra i migliori del mondo.
La nostra serie A faceva gola a tutti i fuoriclasse del globo ed era considerato il campionato più bello del mondo; oggi, invece, non è più così. Oggi guardiamo al passato, con la speranza, non solo per il calcio, di tornare ai fasti di un tempo nonostante qualche variazione visto che il calcio stesso di anno in anno si rinnova sempre, senza mai rimanere fermo a sé stesso.
D’altronde, per ovvie ragioni, parlando della nostra nazionale italiana di calcio ci dovremmo soffermare su quell’esordio contro il Ghana. Non è ancora il momento, rispettando la cronaca dell’epoca, appare giusto e logico concentrare la nostra attenzione, al momento, sulla partita inaugurale della Coppa del Mondo di Calcio di Germania 2006 e non solo.
Oltre a Germania – Costarica, prima di tutto, soprattutto per dovere di cronaca, è bene ricordare tutte e 32 le nazionali che presero parte a quella coppa del mondo di calcio inserite negli appositi gironi, per poi virare dritti, sempre in fase di presentazione delle migliori sedici nazionali che si qualificarono alla seconda fare; quella ad eliminazione diretta.
Per quanto riguarda il primo girone oltre alla Germania e al Costa Rica, erano state inserite nel gruppo A anche le nazionali dell’Ecuador e della Polonia. Il Gruppo B venne composto da Inghilterra, Svezia, Paraguay e Trinidad & Tobago; il gruppo C, invece, fu annoverato da tutti gli addetti ai lavori come quello di ferro: Argentina, con un giovanissimo Lionel Messi, Olanda, Costa d’Avorio e Serbia & Montenegro.
Nel girone D vedeva la presenza del Portogallo, con l’altrettanto giovane Cristiano Ronaldo, il Messico, l’Angola e l’Iran; nel girone E, invece, c’eravamo noi dell’Italia insieme a Ghana, Repubblica Ceca e Stati Uniti; nel gruppo F il Brasile, campione del mondo in carica e con il cosiddetto ‘Quadrato Magico’ composto da Ronaldinho, Adriano, Kakà e Ronaldo ‘Il Fenomeno’ con Australia, Croazia e Giappone. Il gruppo era composta da Francia, Svizzera, Corea del Sud e Togo. Mentre l’ultimo raggruppamento, in quello con la lettera H erano state inserite la Spagna, l’Ucraina, Tunisia e Arabia Saudita.
In verità, in quel 9 giugno del 2006, le partite inaugurali furono due. La prima, già ampiamente menzionata, e la seconda in cui si vedevano fronteggiare le nazionali dell’Ecuador con la Polonia; quest’ultima ritornava a disputare un mondiale direttamente da Messico 1986.
I padroni di casa, insieme a noi dell’Italia, del Brasile, della Francia, della stessa Argentina, dell’Olanda e anche della Spagna, la quale trionferà quattro anni più tardi per la prima volta nella sua storia, erano i favoriti naturali alla vittoria finale. Una nazionale tedesca, da diverso tempo ormai, in totale ricostruzione.
Dopo i fallimenti del 1998, nella coppa del mondo disputata in Francia, e il tonfo clamoroso negli Europei per metà belgi ed olandesi, nel 2002, i panzer tedeschi si ripresentarono ad una finale mondiale, perdendola contro uno stratosferico Brasile. Quell’exploit, anche abbastanza sorprendente, riportò alla memoria non solo quelle nazionali che vinsero nel 1954 e nel 1974; ma, più precisamente, portarono alla memoria quelle qualificazioni, consecutive, all’atto finale della stessa Coppa del Mondo di Calcio: 1982, persa contro di noi; nel 1986, persa contro Diego Armando Maradona.
Per poi riprendersi la rivincita quattro anni più tardi, proprio contro El Pibe De Oro in quello che avrebbe dovuto essere il nostro mondiale. Appunto, quel mondiale di Italia ’90, che il destino volle fissare il fischio d’inizio l’8 giugno del 1990, con la finale datata 8 luglio 1990. Giorni e mesi, diciamo così, i quali, proprio per uno strano scherzo del destino, si sono quasi ripresentati nello stesso spazio temporale. Rispettivamente il 9 giugno ed il 9 di luglio.
Dunque, qualcuno ipotizzò che gli stessi padroni di casa avrebbero potuto tagliare il traguardo delle quattro vittorie mondiali, raggiungendo quasi il Brasile. Ma al di là delle medesime speranze tedesche, chi, ad un certo punto, si era fermato ad osservare meglio il calendario stabilito dalla Fifa siamo stati anche noi. Eravamo giunti a quella spedizione con la vergogna di Calciopoli e l’unico modo di uscire dal quell’inferno era solo un unico modo.
Eppure, dicevamo del calendario: quasi lo stesso di Italia ’90 con un girone, sempre il nostro, quasi identico a quello di sedici anni prima. Nel mondiale italiano la nostra nazionale dovette scontrarsi contro l’Austria, l’allora Cecoslovacchia e gli Stati Uniti d’America. Dunque, visto che lo abbiamo già riportato, risulterebbe alquanto inutile riportare, di nuovo per filo e per segno, il girone relativo alla spedizione tedesca.
Possiamo dire, quindi, che per entrambe le rappresentative nazionali sussistevano, se non proprio a grandi linee, delle significative coincidenze. Coincidenze alle quali si appellavano, seppur flebilmente, anche l’Argentina che, dopo il leggendario torneo di venti anni prima non era più riuscita a riportare la coppa in patria. Motivo di tali speranze? Proprio perché erano trascorsi due decenni dall’ultima vittoria. Speranze alte anche per il Brasile, i campioni del mondo in carica, come già ricordato e per i francesi…