Il 9 giugno il popolarissimo attore Michael J. Fox spegnerà ben 65 candeline

In questa lunga estate 2026, anche se è abbastanza presto per dirlo, ci stiamo levando molti sfizi. È vero, stiamo cercando anche di recuperare, un po’, quegli speciali, quei reportage che in genere, per un motivo o per un altro, non riusciamo mai a pubblicare. In questi primi dieci giorni di ‘Special Summer’ 2026, nonostante la musica ancora non l’abbiamo fatto entrare nel vivo, abbiamo celebrato e ricordato diverse personalità del secolo passato. E lo sappiamo cosa state pensando, cari lettori, cosa mai possa centrare la musica e le personalità, purtroppo passate a miglior vita?

Per quanto concerne l’ultimo elemento menzionato, fortunatamente, lui non rientra ancora e speriamo che non debba rientrare per molti anni ancora in quella dimensione. Mentre per quanto riguarda l’aspetto musicale, invece, vi sbagliate di grosso e per un semplice motivo. Già a guardarlo non vi sovvengono nella vostra mente le note di un ‘pezzo po’ vecchio’ delle sue parti’? Crediamo che adesso il collegamento sia ancor più chiaro rispetto a prima.

D’altronde, per quanto si possa menzionare o ricordare altri film, telefilm o serie tv alle quali ha preso parte nella sua carriera è praticamente impossibile non solo non ricordarsi di quella scena in particolare ma, allo stesso tempo, anche di non ricordarsi persino di quell’opera cinematografica che celebrammo giusto un anno per i quaranta anni dall’approdo nei cinema. A meno che non sia salito a bordo di una Delorean e sfrecciando per ben 88 miglia orarie non sia riuscito a tornare indietro, di sicuro non eliminando ‘Ritorno al futuro’, ma per migliorare la sua stessa carriera.

Una carriera, la sua, ridimensionata per gravi condizioni di salute e non per errori professionali, che quelli, sono sempre dietro l’angolo, semmai per rimediare a quelli personali. Quegli errori che lo hanno portato ad oggi a non essere più in forma come un tempo.

Nonostante ciò, ancora oggi, è uno degli attori più apprezzati non solo da tutti coloro che erano giovani intorno al decennio 1980, ma lo è persino tra coloro che appartengono alle nuove generazioni. Un ‘evergreen’ tramutatosi, nel corso di questi decenni, in una vera e propria istituzione difficile da scalzare, partendo proprio dall’iconico film del 1985.

Ma se nessuno poteva immaginare un risultato del genere, figuriamoci che neanche lo stesso Michael Andrew Fox se lo sarebbe aspettato tutto questo. Nato ad Edmonton, in Canada, il meglio conosciuto Michael J. Fox al giorno d’oggi è considerato uno dei volti e rappresentanti più iconici del decennio 1980 e forse lo è anche per un altro triste motivo.

Se non proprio la maggior parte, ma molti di coloro che in quel periodo avevano il mondo tra i loro piedi o nelle mani sono passati a miglior vita. Basti pensare ad icone come Michael Jackson, Diego Armando Maradona, Freddie Mercury e tanti altri. Lui, invece, il mondo, per certi versi, lo ha ancora tra le mani a dispetto di quelle sue condizioni di salute che si sta portando dietro da ben 35 anni. Era il 1991, quando l’allora giovanissimo interpretate di altre due cult del decennio precedente, scoprì di avere il morbo di Parkinson e da quel momento la sua vita non sarà mai più la stessa. No, questo reportage non è per celebrare, per quanto si possa celebrare un evento del genere, proprio questo particolare, semmai il festeggiare con lui quello che sarà il suo sessantacinquesimo compleanno.

Infatti, Michael J. Fox, come ricordato, è nato in Canada il giorno 9 giugno del 1961 e precisamente ad Edmonton, capoluogo della provincia di Alberta. Sua madre, di nome Phyllis, era un’impiegata e attrice; mentre suo padre, di nome William, era un membro delle forse armate canadesi e a causa dei continui suoi spostamenti, il piccolo Michael, dovette più volte cambiare casa e quindi città.

Eppure, proprio grazie a questi continui trasferimenti si ritrovò nella città di Vancouver, precisamente nel sobborgo di Burnaby, ovvero nella Columbia Britannica. Fu proprio lì che iniziò il tutto. Fu proprio nel liceo che frequentava, il Burnaby Central Senior Secondary. Un liceo che qualche tempo avrebbe persino attribuito il nome allo stesso teatro che il futuro Marty McCfly frequentava, il Burnaby South Secondary.

All’epoca, Michael J. Fox, era solo un quindicenne eppure dimostrò già di avere la stoffa del vero attore. Infatti lo ingaggiarono, senza perdere troppo tempo, per una serie televisiva intitolata ‘Leo and me’. Per la precisione era il co-protagonista. Dopo questa prima vera esperienza molto positiva, lo stesso J. Fox non perse tempo nel trasferirsi a Los Angeles solamente tre anni più tardi.

Di queste sue prime esperienze, l’attore le ha ricordate in più di un’occasione attraverso i suoi libri autobiografici. In ultima pubblicazione e proprio a questa parte della sua vita, ne parla in ‘Ragazzo del futuro’, uscito l’anno scorso, e in cui ripercorre l’onda del successo che lo travolse dopo il primo e leggendario ‘Ritorno al Futuro’.

Non solo, racconta anche in che modo venne realizzato quel leggendario primo capitolo della trilogia che nessuno, ancora oggi, osa toccare per un eventuale sequel o reboot. Giunto negli Stati Uniti d’America, Michael A. Fox, usiamo ancora il suo vero nome di battesimo, venne scoperto dal produttore Ronald Shedlo il quale, senza indugi, lo fece debuttare nel film ‘Letters for Frank’.

Tra i titoli sia di apertura che quelli di coda il futuro adolescente che viaggerà nel tempo, fece apparire il nome come Michael Fox, eliminando il secondo nome di battesimo. Una scelta ponderata anche perché gli americani, senza alcuna volontà di offendere, lo avrebbero potuto battezzare, con la lettera del secondo nome che sarebbe apparsa solo con il punto, come ‘Michael la volpe’.

Proprio per questo motivo nacque l’esigenza di cecarsi un nuovo secondo nome, intuendo anche che gli bastava solo un’alta lettera che precedeva il punto. Scelse così la ‘J’ omaggiando l’attore Michael J. Pollard. Ma lo fece anche per un ulteriore motivo: al momento di iscriversi alla Screen Actors Guild scoprì che Michael Fox non bastava, perché non si poteva registrare due volte lo stesso nome anche se si trattava di perfetti omonimi…

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