Quest’anno sono 50 lunghi anni senza la Regina del genere ‘Giallo’, senza la Madre di Hercule Poirot e Miss Marple

Prima di soffermarci su quei dettagli che portarono Agatha Christie all’ideazione di uno dei suoi personaggi più iconici e, allo stesso tempo, con il quale ha scritto la storia non solo del genere giallo ma anche della letteratura in generale, dobbiamo fin da subito precisare che in questo speciale ci siamo volontariamente soffermati non tanto sugli aspetti della sua scomparsa, che comunque avvenne per cause naturali, e neanche tanto su alcune sue vicende personali, le quali esulano da quelle meramente professionali e personali.

Abbiamo preferito puntare tutto nel raccontare i primi anni della sua vita e di come arrivò a cambiare cognome: in poche parole in che modo divenne mito senza che lei se ne rendesse conto, nonostante, come già ricordato sul finire della prima parte di ieri, riuscì anche ad avere una vita normale, ad essere madre, ad avere soddisfazioni personali nonostante qualche turbolenza in qualche sua relazione. No, niente pettegolezzo, tranquilli cari lettori.

Il punto, però, è un altro: nel 1926, dopo un periodo particolare della sua relazione la stessa scrittrice si rese protagonista di quello che si potrebbe considerare uno dei suoi romanzi gialli. Non è mai stato chiarito se fosse lei la vittima o la colpevole e chissà cosa ne penserebbe le sue creature letterarie, Poirot e Miss Marple?

Infatti, all’improvviso e anche dopo aver chiesto il divorzio la stessa scrittrice scomparve per un bel po’ di tempo. Si volatilizzò senza dire niente a nessuno e, quindi, senza lasciare alcuna traccia. Davvero niente male per una scrittrice di romanzi gialli. La vicenda fece talmente scalpore che, addirittura, oltre cinquanta anni dopo i fatti e tre anni più dalla scomparsa della stessa Agatha Christie venne persino realizzato un film, con Dustin Hoffman tra i protagonisti. Senza entrare troppo nel merito, quando poi tornò a farsi vede, Agatha, nel 1928 trovò un’altra persona e si risposò.

In quello stesso il nome di Agatha Christie era già sulla bocca di tutto e precisamente a partire già da otto anni prima. Grazie al racconto dal titolo Poirot a Styles Court, pubblicato nel 1920, in cui apparve per la prima volta l’iconico investigatore privato, famoso anche e soprattutto non solo per il suo intuito ma anche per i suoi baffi.

Ma come nacque il personaggio? Quale fu il dettaglio che permise alla scrittrice di creare, quasi dal nulla, questo eroe letterario così iconico? Diciamo che sono due gli elementi principali che servirono ad Agatha su un piatto d’argento la ‘soluzione’ del suo piccolo rompicapo creativo.

Partendo dal presupposto che nella località costiera in cui viveva erano presenti diversi cittadini di origine o con la cittadinanza belga. In più, durante il primo conflitto mondiale, la stessa Agatha Christie aveva aiutato molti soldati di quella stessa nazionalità.

Anche in questo caso la pubblicazione di questo racconto non fu per nulla facile; a quanto pare le cronache dell’epoca ci riportano problemi in merito al finale che la stessa scrittrice scelse di adottare. Un finale che non piacque agli stessi editori. Le venne chiesto di mutarlo e lei, acconsentendo, permise che il pubblico mondiale iniziò a fare conoscenza del suo eroe, senza mai e poi mai immaginare che l’avrebbe portata a realizzare una prolifica e proficua serie di racconti ancora oggi celebrati e non solo dal punto di vista prettamente letterario.

Poirot, di questi lunghi ottantasei anni, è apparso in innumerevoli trasposizioni cinematografiche e televisive. In ultimo si deve ricordare proprio la serie televisiva di produzione britannica, con il volto popolare dell’attore ugualmente britannico David Suchet, realizzata a partire dall’8 gennaio del 1989 fino al 13 novembre del 2013.

Due anni più tardi la Christie si ripresenta ai lettori non con uno ma bensì due personaggi totalmente differente ed un genere totalmente differente rispetto a quello con il quale era riuscita a conquistare fin da subito il pubblico di tutto il mondo. Il titolo del romanzo era: Avversario segreto. In quell’occasione, l’autrice presenta al mondo una coppia di investigatori dilettanti alle prese, però, con una spy story: Tommy e Tuppence Berensford.

L’anno seguente ritorna Poirot nella seconda avventura, dunque nella seconda indagine tanto attesa dal titolo ‘Aiuto, Poirot’. Sette anni più tardi con il romanzo intitolato ‘La morte nel villaggio’ lancia il suo secondo personaggio iconico: Miss Marple. Eppure, rispetto all’investigatore di origine fiamminga, l’arzilla vecchietta tornerà nelle librerie addirittura ben dodici anni più tardi.

Infatti, nel 1942, Miss Marple, tornò nell’indagine intitolata C’è un cadavere in biblioteca. Ma come nacque quest’altro storico ed iconico personaggio della letteratura gialla e non solo? In questo caso, si potrebbe dire, che Agatha Christie lavorò in casa; precisamente mediante la propria famiglia.

Fu una delle tante sue zie ad ispirarle donandole, a Miss Marple intendiamo, persino la passione per il birdwatching, ovvero l’acuta osservazione degli uccelli. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare e forse anche una sorta di premonizione.

Infatti, l’ultimo suo romanzo, non solo dedicato al personaggio di Miss Marple, ma anche l’ultima pubblicazione della sua carriera presenta un titolo inequivocabile: Addio, Miss Marple; romanzo che risale proprio l’anno della scomparsa della leggendaria scrittrice. Tra le tante attrici che prestarono il volto all’arzilla anziana con il vizietto delle indagini si annovera anche Angela Lansbury, colei che interpreterà ‘La Signora in giallo’, serie televisiva il cui personaggio è un incrocio tra la stessa Agatha Christie e forse, in maniera anche indiretta, Miss Marple.

Nonostante tutto non abbiamo detto tutto; non siamo riusciti a dire e a raccontare tutto su di lei. D’altronde non è possibile racchiudere in soli tre parti una vita lunga ottantacinque anni e con una carriera, letteraria dal punto di vista ufficiale, lunga cinquantasei anni. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, seppur siamo affezionati alle recenti trasposizioni cinematografiche e televisive, considerando che la nostra memoria ha, come punto di riferimento, alcune opere visive relativi anni ’70, il cinema si è sempre interessato al suo talento e alle sue opere. Tralasciando gli ultimi esempi appare più intrigante, non solo dal punto di vista storico ma anche come semplice curiosità, che la prima trasposizione visiva di una delle sue tante opere letterarie risale nel lontano 1928 con The Passing of Mr. Quin.

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