Il 2 giugno del 1981 moriva prematuramente il popolare talento musicale di Crotone, mai e poi dimenticato nel corso di questi anni

Tutti questi step gli permisero di migliorare quelle che saranno le sue future performances canore, tipiche del giullare. Eppure, il suo scopo non era quello di prendere in giro o mancare di rispetto a chicchessia. Era solo un modo di proporsi al pubblico raccontando non solo ciò che aveva vissuto, semmai soprattutto ciò che gli stava intorno.

L’anno successivo la sua esistenza giunge, di già, ad una sorta di bivio. Una volta diplomatosi, nel 1972, Rino vedeva un futuro diverso da come suo padre se lo immaginava o quantomeno un futuro più sicuro dal punto di vista economico.

In fondo, con questo aneddoto riguardante la sua vita, d’altronde, si è riportato una classica situazioni in cui non è relativa solo ed esclusivamente per chi ha grandi ambizioni; ma per chiunque. Sbarcare il lunario, all’inizio di una qualsiasi carriera proficua o meno è sempre la spada di Damocle che condiziona chi più e chi meno chiunque, ma vale per tutti. E ciò valeva anche per lo stesso Rino Gaetano, il quale, a causa delle non facili condizioni economiche della sua famiglia, suo padre, al di là di tutto a rigor di logica, premeva affinché il figlio, una volta conseguito il diploma da ragioniere accettasse un posto in banca.

Alla fine, i due, optarono per un patto in cui si decise che lo stessero futuro cantautore italiano avrebbe ottenuto, come tempo massimo, un anno per cercare di sfondare nel mondo della musica, altrimenti la banca non gli avrebbe assicurato sogni di gloria, ma un futuro economico sicuro. Senza perdere ulteriore tempo, il cantautore di Crotone non si perse d’animo, mettendosi subito all’opera.

Nel 1972 si iscrisse immediatamente alla Siae e mai come in quell’occasione quella registrazione fu utile. Infatti, incontrò quello che un tempo era conosciuto come un talent scout e, non solo, anche un produttore discografico di nome Vincenzo Micocci, il quale permise al giovane e più che interessante talento, di fargli incidere un provino. A questo punto volete sapere il titolo delle due canzoni? ‘Jacquiline’ e ‘La Ballata di Renzo’, si proprio quella con il quale abbiamo aperto il reportage interamente dedicato alla sua figura e storia.

Quel provino, alla fine, non portò, mai direttamente alla pubblicazione; semmai l’appuntamento era solamente rimandato di un altro anno: dal 1973 passiamo al 1974, annata che sancisce in via del tutto definitiva l’esordio ufficiale di Rino Gaetano nel mondo delle sette note.

Con ‘Ingresso Libero’ iniziò a farsi notare dal pubblico e se, comunque, il primo long play gli servì di evitare il posto in banca, due anni più tardi con ‘Mio Fratello è figlio unico’ cercava una sorta di consacrazione che, stranamente, tardava un po’ ad arrivare.

Fin dai primi diciassette singoli, di cui nove il primo disco e otto in quello successivo, Rino Gaetano volle fin da subito mettere in chiaro le cose. Infatti, qualcuno, al giorno d’oggi, lo bollerebbe, sia positivamente e sia negativamente, come il classico cantante impegnato. Magari, forse, con il senno di poi, con una nuova prospettiva, più che identificarlo in un modo che sicuramente non apprezzerebbe, lo potremmo solamente considerare, non per sminuirlo, anzi al contrario: per valorizzarlo ancora di più, in un modo del tutto diverso. Ovvero di riconoscerlo solo ed esclusivamente come l’ultimo vero grande cantastorie apparso sulla e nella scena musicale, almeno per quella nostra; quella italiana.

Il motivo di questa nostra posizione, si spera equilibrata ai vostri occhi, cari lettori, risiede soprattutto in alcune parole, rilasciate molti anni fa, da parte di uno dei testimoni di quel periodo e che aveva incontrato e conosciuto in prima persona lo stesso Rino Gaetano: proprio Vincenzo Micocci.

Micocci, durante una ben precisa occasione, disse: Si considerava un autore, non un cantante. Era convinto di non avere una bella voce, tanto che dopo l’uscita di I Love You Maryanna, quando fu l’ora di incidere il primo album, venne a dirmi che sarebbe stato meglio far cantare le sue canzoni a un amico. Io, naturalmente, mi misi a ridere e lo mandai in studio.

Con queste parole vogliamo sottolineare anche le particolari abilità canore dello stesso cantante, il quale nonostante si sentisse autore era l’unico in grado non di intonarle e di sentirle a modo suo visto che i testi, anche se risulterebbe essere pleonastico sottolinearlo, erano farina del suo sacco.

Per quanto riguarda i titoli delle due canzoni al quale lo stesso Micocci ha fatto riferimento riguardava un 45 giri che incise e pubblico non utilizzando il suo vero nome, ma una sorta di pseudonimo: Kammamuri’s, omaggio al ben più leggendario personaggio ideato dallo scrittore Emilio Salgari.

In quell’occasione, entrambe le canzoni, presentarono testi goliardici e divertenti. La cosa ancora più buffa e che all’inizio, come già specificato in precedenza, non voleva neanche cantarle lui. Ma era proprio lui, con la sua voce graffiante a renderle uniche, soprattutto quelle inserite e che avrebbero formato i suoi album successivi.

Dischi come ‘Aida’, ‘Nuntereggae più’, ‘Resta vile maschio, dove vai?’ e ‘Io ci sto’. Vinile incisi e pubblicati a partire dal 1977 al 1980. In poche parole negli ultimi quattro anni non solo della sua carriera, ma soprattutto della sua vita. Se in ‘Aida’ piazzò il colpo ‘Spendi spandi effendi’; nel disco successivo conquistò il pubblico proprio con la canzone omonima del 33 giri.

Ovvero con quel particolare e vincente gioco di parole ‘Nuntereggae più’ e senza dimenticare l’altrettanto leggendaria ‘Gianna’. Su questo titolo ci dovremmo fermare ulteriormente. Per molti anni si è fantastico in continuazione su chi potesse essere questa misteriosa ragazza, il cui nome aveva dato il titolo a la canzone di Rino. Canzone con la quale prese parte al Festival di Sanremo del 1978, brano con il quale dovette sostituire un altro in corsa, ovvero la canzone indicata in precedenza. Durante la fase di incisione, inizialmente il futuro singolo, avrebbe dovuto intitolarsi ‘Anna’, ma Gianna apparve quello che suonava meglio.

Ma il suo più grande successo, per uno strano gioco del destino, non è stato mai e poi mai inserito in nessuno di questi dischi ufficiali…

RINO GAETANO TORNERA’ DOMANI MATTINA, ALLE 07.52, PER L’ULTIMO APPUNTAMENTO CON IL SUO REPORTAGE.

CONTEMPORANEAMENTE, SEMPRE ALLE 07.52, E’ STATO PUBBLICATO ANCHE L’ULTIMA PARTE DEL REPORTAGE DEDICATO A MARILYN MONROE…

ALLE 12.00: LA SECONDA PARTE DELLO SPECIALE INTERAMENTE DEDICATO AD ANTHONY QUINN

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