Il 31 maggio sia del 1970 che del 1986 iniziarono le due edizioni leggendarie in Messico
Quel giorno all’Azteca i bulgari, invece, si schierarono con: Mikhailov in porta; Arabov, Dimitrov, Zdrakov e Markov in difesa; a centrocampo Sirakov, Sadkov, Gospodinov e Getov; le punte erano: Iskrenov e Mladenov. Lo ammettiamo, entrambe le ultime formazioni, quelle con le quali ieri abbiamo chiuso la seconda parte e questa con la quale abbiamo inaugurato la terza ed ultima parte di questa prima serie di speciali, le abbiamo riportate seguendo il modo di parlare del mai dimenticato giornalista e telecronista Rai Bruno Pizzul. Il nostro è un ricordo più che doveroso è veramente affettuoso. Detto ciò, ritorniamo alle cronache dell’epoca.
Si, proprio così: a quelle due partite sulle quali ci stiamo girando già da un bel po’ di tempo e, naturalmente, come spesso e tradizione in qualsiasi quotidiano online, per non dire anche in qualsiasi trasmissione sportiva, è sempre bene, prima di ogni commento mostrare le immagini collegate. Il primo video da Youtube condiviso riguarda Messico – Urss del 1970, per poi passare a quelle del 1986.
Dopo aver lanciato una rapida occhiata, le immagini dell’epoca non tradiscono nulla; certo un breve filmato di pochi minuti non può rappresentare un’intera partita di ben novanta minuti. Dovremmo aggiungere l’espressione: più recupero, ma nel 1970 non era così ben delineata la situazione. Come d’altronde non le era nemmeno nel 1986, ma di queste situazioni saranno analizzate nel momento opportuno.
Dunque, parallelamente, entrambe le sfide inaugurali finirono in parità. Un pallido 0 a 0 tra i messicani ed i sovietici e un ben più vivace 1 a 1 tra gli italiani ed i bulgari. Ma le cronache dell’epoca, soprattutto, per il 31 maggio del 1970 ci riportano e ci ricordano che la gara tra Messico e Urss non fu per nulla interessante, semmai solo fallosa. Forse perché entrambe si temevano e vuoi, come avevamo già sottolineato, per essersi presentate, ai rispettivi tifosi e, mai come in questo caso, connazionali, troppo coperte e poco propense a sfondare, reciprocamente, il muro difensivo.
D’altronde le varie azioni di gioco interrotte, continuamente, dai troppi falli non lasciò, non solo a chi stava allo stadio ma anche chi si ritrovava davanti al televisore, la sensazione che quel mondiale, quella coppa del mondo del 1970 iniziasse con i buoni auspici.
A dimostrarlo non fu solamente il risultato, quello 0 a 0 che rattristava già all’epoca O’Rey, ma anche i cartellini gialli rilasciati dal direttore di gara, ben 5; di cui quattro riguardarono solo l’Unione Sovietica. L’arbitro, sul taccuino degli ammoniti, per i messicani, segnò solamente il centrale difensivo Pena; mentre per quanto riguarda i russi i quattro erano: Logofet, Asatiani, Lovchev e Nodia.
Se quel match rappresentò, senza troppi giri di parola, nessuno si sarebbe mai e poi mai immaginato che quell’inerzia inaugurale sarebbe stata ribaltata quasi subito nelle partite successive. Il secondo impegno sia di Messico che dell’Unione Sovietica furono rispettivamente con il El Salvador e il Belgio. Per essere ancora più precisi: il 6 giugno del 1970 Unione Sovietica – Belgio ed il 7 giugno Messico – El Salvador; sfide che entrambe le nazionali non potevano più sbagliare.
Lo stesso discorso che sedici anni più tardi si ritroveranno a fare anche Italia e Bulgaria. Certo, tutto sembrava esser iniziato nel migliore dei modi, per noi, dopo il rigore trasformato da ‘Spillo’ Altobelli a due minuti dalla fine del primo tempo, per poi venir beffati, a cinque minuti dalla fine del secondo tempo, da Nasko Sirakov. Un 1 a 1 tutto sommato non rubato dalla nazionale bulgara che, in quell’occasione, dimostrò di essere ostica al punto giusto.
Quasi sicuramente la delusione, d’altronde era anche un po’ inevitabile, era tutta nostra, visto che davanti ai nostri occhi avevamo ancora le gesta dei nostri ragazzi di quattro anni prima. Quel gruppo, ormai, non esisteva più; i fedelissimi di Bearzot entrarono in campo con quattro anni più e meno velocità nelle gambe. Ciò valeva per lo sfortunato Scirea, ciò valeva per lo stesso Altobelli e ciò valeva anche per Bruno Conti.
Nonostante tutto, qualcosa di buono in quella nazionale c’era: dalla leggendaria prestazione di Nando De Napoli, detto Rambo, e l’esordio mondiale, anche per lui, dell’allora centravanti sampdoriano Gianluca Vialli il quale, in quel match, prese il posto del numero 7 della Roma, Bruno Conti.
Con quel pareggio le due nazionali si ritrovarono con il prossimo impegno a non dover più sbagliare. Nonostante tutto, anche grazie al contributo delle immagini condivise da Youtube, le prove delle due nazionali non fu negativa. L’unico rammarico, come già detto, fu proprio la beffa del pareggio subito anche se anche la nazionale bulgara, in sostanza, non demeritò.
Per una strana coincidenza, sia a Messico ’70 e sia Messico ’86, accadde un qualcosa di curioso che lo sveleremo in questa parte finale di speciale, ma sarà approfondito più avanti con l’occasione giusta. Innanzitutto, senza perdere ulteriore tempo, andiamo a scoprire prima le avversarie di Italia e Bulgaria.
Entrambe, partendo però dalla nazionale dell’Europa dell’est, proseguirà il suo cammino contro la Corea del Sud. Mentre la nostra nazionale incontrerà l’agguerrita Argentina di Diego Armando Maradona e le due partite si disputarono tutte il giorno 5 giugno del 1986.
La curiosità? Riguarda proprio il match tra Italia ed Argentina. Secondo match valido per il primo raggruppamento, in quel di Puebla s’incontreranno, per uno strano scherzo del destino, la nazionale campione del mondo in carica ed uscente contro quella che diventerà vincitrice alla fine del torneo.
Direte voi, cari lettori, cosa ci sarebbe tanto strano? Torniamo indietro di ben sedici anni, sempre in Messico, sempre un mondiale ma del 1970, sempre la seconda giornata di un girone, in questo caso il numero 3, a Guadaljara s’incontrarono, il 7 giugno Inghilterra di Bobby Charlton e lo stratosferico Brasile di Pelè. Anche in quel caso si scontrarono, seppur nel girone, la nazionale campione del mondo in carica ed uscente contro quella che l’avrebbe succeduta. Sempre in Messico. Accadrà anche nel prossimo torneo?