Il 2 giugno del 1981 moriva prematuramente il popolare talento musicale di Crotone, mai e poi dimenticato nel corso di questi anni

Iniziamo con questa canzone lo ammettiamo, fin da subito, che non poteva essere altrimenti. Potremmo persino soffermarci, in apertura di reportage, su un altro dettaglio di questa storia che ha il sapor della musica di altri tempi. Ma è praticamente impossibile; d’altronde ci stiamo avvicinando verso una data che non ammette errori per quanto riguarda la celebrazione, attinente nel mondo musicale.

Si, perché il 2 giugno è fondamentale ricordarlo anche per un altro evento storico che risale ancor più indietro nel tempo, con valenza ancor più profonda per la stessa società italiana: la nascita della Nostra Cara e Bistrattata Repubblica Italiana.

Eppure, da quarantacinque anni a questa parte, per chi fosse un po’ più grandicello, il la data del 2 giugno del 1981 possiede un solo nome ed un solo cognome. Certo, semmai si andasse a spulciare nell’ufficio anagrafe si scoprirebbe che il suo vero nome non è composto solo ed esclusivamente da due nominativi semplici e diretti, ma esattamente da più di qualcuno. Semmai sarebbe più giusto definirlo quasi come una sfilza di nomi? Neanche: basta solo riportare il nome per esteso; ovvero Salvatore Antonio Gaetano, per tutti più semplicemente Rino.

Ed era inutile, anche da parte nostra, farvi rimanere nel mistero quando, nel condividere in fase inaugurale questa prima parte di reportage, abbiamo usufruito di una delle sue canzoni la quale, oltre ad essere celebre, appartiene, senza retorica e senza strumentarla, alla dimensione del mistero, svelando, tra l’altro, nell’immediato, di chi stavamo facendo riferimento. Non solo: anche il titolo ha fatto la sua parte. Ma torniamo a quel brano, anzi: sarebbe meglio dire a ‘La Ballata di Renzo’, pubblicata da Rino Gaetano nel 1971.

Se vi siete prima soffermati sulle note e il testo del singolo di sicuro avrete notato più di un dettaglio abbastanza inquietante. Nei versi di questo brano, lo stesso cantautore, racconta la tragica morte di un ragazzo, Renzo per l’appunto, il quale viene investito da un’auto e nella corsa disperata in ospedale viene rifiutato da diverse strutture sanitarie.

Secondo la convinzione dei molti fans, si sostiene, proprio per l’esistenza del brano, che il cantante, venuto al mondo il 29 ottobre del 1950 a Crotone, abbia, non si sa come, predetto la sua stessa morte. E in merito proprio alla sua scomparsa esisterebbero ulteriori dubbi che, in questo lungo reportage, cercheremo non tanto di fugarli o quantomeno di chiarire e di dare risposta alle tante domande; semmai di cercare di riordinare, si spera nel modo giusto, le singole ipotesi che, in questi lunghissimi quarantacinque anni, si sono rincorse senza mai nulla di concreto o quantomeno di abbastanza veritiero.

La ridda di voci, dunque, partono, chiaramente quasi da quelle maledette prime ore della Festa della Repubblica Italiana. Ecco a cosa stavamo facendo riferimento prima, il 2 giugno è anche un nostro giorno di celebrazione delle nostre istituzioni. Sta di fatto che per tutta la sera del 1° giugno del 1981, l’ormai celebre cantautore Rino Gaetano è in giro per i locali.

Dalle tre e mezza di notte decide di rientrare a casa a bordo della sua nuovo Volvo; la vettura precedente, sempre una Volvo, si era distrutta a causa di un altro incidente, avvenuto l’8 gennaio del 1979. Ma tornando a quella notte, alla notte del 2 giugno del 1981, la Volvo sulla quale era a bordo era una 343 coloro grigio metallizzato. Dopo una decina di minuti dalla partenza, aveva imboccato via Nomentana e, una volta giunto all’altezza dell’incrocio di Via Carlo Fea, improvvisamente perse il controllo della vettura invadendo, inevitabilmente, la corsia opposta.

Dal momento che l’auto sbandò a ciò che accadde successivamente il mistero diventa ancora più fitto e per un semplice motivo. Ma come sempre andiamo con ordine. Dunque, purtroppo la corsa della vettura terminò contro un camion. Il camionista, non avrebbe avuto neanche il tempo di suonare il clacson per avvertire allo stesso conducente che gli stava andando contro. Dunque, il camionista non riuscì ad evitare il tragico impatto.

Rino Gaetano, una frazione di secondo dopo l’urto, batté in modo violento la testa contro il parabrezza, sfondandolo; non finì qui. L’impatto stesso tra vettura e camion, portò il petto del cantautore a schiantarsi contro sul volante e sul cruscotto. È inutile ricordare che anche questo impatto fu tremendo al pari del primo.

Da questo momento in poi accade ciò che Rino, chissà quanto volontariamente, aveva previsto nella canzone di dieci anni prima. Diversi ospedali non lo poterono accogliere per dargli le giuste cure. La sensazione è che comunque si poteva salvare se i soccorsi non si fossero ritrovati a girare, quasi a vuoto, a passare da una struttura ospedaliera e l’altra.

Anzi, togliamo quel quasi. Perché il tentativo di salvargli la vita non sortì l’effetto sperato. È anche vero che lo stesso Rino Gaetano, quando gli stessi soccorsi giunsero sul posto, era già in coma; quando, però, giunse con l’autoambulanza al Policlinico Umberto I, i medici gli riscontrarono una frattura alla base cranica, diverse ferite all’altezza della fronte, una frattura dello zigomo destra ed una sospetta allo sterno. Il punto, però, fu tragicamente un altro.

La medesima struttura giornaliera non era attrezzata per quel tipo di emergenze e, secondo le cronache dell’epoca, il medico di turno si adoperò per contattare tutte gli altri ospedali che erano in grado di fornire al cantautore le cure necessarie. Si dice che vennero contattati: il San Giovanni, il San Camillo, il Cto della Garbatella, il Policlinico Gemelli e il San Filippo Neri non riuscendo a trovare un posto disponibile.

Alla fine venne trasportato d’urgenza al Gemelli, ma non ci fu più nulla da fare: Riino Gaetano morì alle sei del mattino di quel 2 giugno del 1981, scioccando i suoi fans e non solo, soprattutto per le modalità con la quale avvenne la sua precoce scomparsa. Aveva solo trenta anni.

È inutile ricordare le innumerevoli polemiche che scoppiarono fin dalle prime ore successive alla sua morte. Tant’è che oltre alla doverosa, seppur logica, inchiesta giudiziaria conseguente, si tenne alla camera, addirittura, un’interrogazione parlamentare. Sintomo non solo di quanto fosse popolare Rino Gaetano, ma quanto era forte l’onda emotiva conseguenziale a quel tragico evento…

RINO GAETANO TORNERA’ CON IL SUO REPORTAGE SEMPRE DOMANI MATTINA E SEMPRE ALLE 10.30;

ALLE ORE 11.15 RITORNA DI NUOVO LA RUBRICA ‘STORIE SPORTIVE’ CON LA PRIMA PARTE DI UN ALTRO REPORTAGE…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *