Il 1° Giugno del 1926 nasceva colei che fece sognare il mondo tranne sé stessa

L’esperienza tra i banchi di scuola per Norma, purtroppo, non venne mai completata. A causa dei continui guai in cui la ragazza si cacciava, del genere in cui abbiamo riportato verso la fine della seconda parte di questo reportage, Grace, ad un certo punto e sempre in quel 1941, decise di andarsene a vivere nello Stato della Virginia con Erwin. Per ovvi motivi, non volle portarla con sé dopo quanto fosse successo, optando così di organizzare non solo un appuntamento per Norma, ma anche un matrimonio.

Difatti, la futura leggenda del cinema, a soli sedici anni, si sposò con James Dougherty, il figlio di un vicino di Grace. Entrambi i ragazzi si erano conosciuti qualche tempo prima e tale soluzione, più che di comodo, per scaricare la giovane donna, fu più che altro dettata dall’evitare che la stessa Norma tornasse, nuovamente, in orfanotrofio. E così fu. Purtroppo, l’unione tra i due, tra Norma e James, non durò a lungo.

Motivo? Partendo dal presupposto che i due si volevano veramente bene e che l’amore era reale, il matrimonio terminò per le continue ambizioni di Norma. Nella sostanza, la ragazza aveva tutta l’intenzione di realizzare sé stessa, di sentirsi qualcuno e, molto probabilmente, quella stessa unione, nonostante, ripetiamo, sussisteva qualcosa alla base, la vedeva come una forzatura.

In verità, ciò venne confermato anni più tardi dallo stesso James. Infatti, la futura leggenda del cinema vedeva quel matrimonio, il suo matrimonio, come un legame di convenienza e nulla più. Soprattutto, non avendo tutti i torti nel pensarla in questo modo, proprio sul come si era poi consolidata.

In tutto il matrimonio durò due anni, dal 19 giugno del 1942 al 1944. I due vissero nell’isola di Santa Catalina e in quello stesso periodo, James decise persino di arruolarsi nell’esercito. D’altronde, siamo ancora negli ultimi anni del secondo conflitto mondiale.

Nonostante tutto, Norma, nel 1944, tornò a Los Angeles, svolgendo i lavori più disparati: operaia presso la Radio Plane, che per paradosso era la stessa fabbrica dove lavorava il marito; l’impacchettatrice di paracadute, verniciatrice di fusoliere di vari modelli di aeroplani. Questa mansione la conservò fino al 26 giugno del 1945. Cosa accadde di preciso quel giorno?

Accadde che nello stabilimento giunse un fotografo con lo scopo di realizzare delle foto di ‘ragazze che tenessero alto il morale delle truppe’. Tale servizio era previsto per la rivista Yank. David Conover, questo il nome del fotografo, non perse tempo: una volta notato Norma la convinse a posare per lui come modella.

Quasi sicuramente, in base alle cronache dell’epoca, la stessa donna si convinse quando, grazie a quelle istantanee scattate, venne eletta ‘Miss Lanciafiamme’. Una volta presa la decisione nel giugno del 1946, presumibilmente proprio il giorno delle nozze avvenute quattro anni prima, Norma divorziò dal marito.

Da quel momento in poi, forse neanche senza volerlo, prese la giusta direzione. Posò per diversi fotografi, impegnandosi in diversi shooting, come si direbbe oggi. E le foto che la ritraevano, ad un certo punto, giunsero sulla scrivania della direttrice della Blu Book School of Charm and Modeling di Hollywood di Emmeline Snively. Anche quest’ultima, non impiegò molto ad intuire le potenzialità dell’avvenente ragazza. Una volta convocata nel suo ufficio, Emmeline mutò radicalmente l’immagine della stessa Norma.

Le fece schiarire i capelli, infatti forse pochi sanno che all’inizio la futura leggenda del cinema non era bionda, ma bensì rossa. Non solo, tutte queste foto apparvero in diverse riviste nazionali, ovviamente di notevole importanza, e persino riviste internazionali. Anche da noi ed esattamente sul settimanale di cinematografia e teatro italiano ‘Film d’oggi’, comparendo in costume da bagno.

A quell’epoca il suo agente si chiamava Earl Moran e sempre in quei caldi giorni dell’estate del 1946 apparve persino nelle pagine del Los Angeles Times ma ancora con il nome di Norma. Quest’ultima non lo poteva sapere, ma ancora poche settimane ed il suo destino sarebbe mutato; andando incontro ad un’ulteriore svolta epocale.

Difatti, lo stesso Moran, sfruttando il successo che la ragazza stava ottenendo con le foto, non perse tempo a prendere contatti con due case di produzione cinematografiche: quella di Howard Hughes e la 20th Century Fox. Alla fine, chi concesse il provino o quantomeno un incontro fu la stessa Fox.

Quando venne vista per la prima volta dal regista Ben Lyon, quest’ultimo non ci mise molto a paragonarla ad un’altra leggenda del cinema di quel tempo: esattamente a Jean Harlow. Il 24 agosto di ormai quasi ottanta anni fa, quindi sempre nell’anno 1946, Norma firmò il suo primo contratto per l’industria cinematografica; un accordo semestrale, con un compenso di ben 125 dollari a settimana.

Lo stesso Lyon, però, le suggerì un particolare che non deve essere dimenticato per nessuna ragione. Perché grazie alle cronache dell’epoca sappiamo, con certezza, quando nacque la leggenda di Norma Jeane. Precisamente quando quest’ultima scomparve dal mondo, per lasciare il posto a colei che nei fatti stiamo celebrando e di cui non ci siamo mai e poi mai dimenticati.

Ma come nacque questo nome così leggendario? Innanzitutto, in un primo momento si pensò al nome d’arte di Carole Lind. Ma si intuì, fin da subito, che queste due nomi non avrebbero mai e poi mai fatto presa sul pubblico, seppur fosse stato ispirato da Carole Lombard e Jenny Lind, rispettivamente un’attrice americana e una soprano svedese.

A quel punto, lo stesso Lyon propose, proprio sulla stessa falsariga di Jean Harlow, di usare il cognome nubile di sua madre ‘Monroe’. E Marilyn, sempre secondo le cronache dell’epoca, venne preso da Marylin Miller, sempre un’attrice e cantante statunitense di quel periodo. Oltretutto, il motivo per cui nacque il nome di Marilyn Monroe, fu dettato dalla convinzione, giusta, esternata dallo stesso Ben Lyon: per giocare sulla doppia ‘M’, iniziale sia del nome che del cognome, che donava un notevole tocco di sensualità al solo pronunciarlo. E così fu per tutti quegli anni e così è sempre stato e così sarà, anche oltre ai giorni nostri. Da quel momento prese il via tutta un’altra storia e non solo per colei che un tempo si chiamava Norma Jean…

MARILYN MONROE TORNERA’ PER LA QUARTA PARTE DEL SUO REPORTAGE DOMANI ALLE ORE 12.00.

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