Il 2 maggio del 1956 usciva in tutti i cinema italiani un piccolo e grande capolavoro del Principe della Risata

Alla fine lo abbiamo promesso e non poteva essere altrimenti per non mancare di rispetto alla figura, sia istituzionale e sia principesca, di Antonio De Curtis, in arte Totò. Siamo ritornati di nuovo nel suo mondo e, specialmente, nel suo universo da scandagliare a fondo, molto a fondo. Questa volta, rispetto all’appuntamento precedente, rimaniamo meglio concentrati su un’unica sua opera risalente a ben 70 lunghi anni fa. Era il 2 maggio del 1956 e di sicuro, per noi di FreeTopix Magazine, non è la prima volta che torniamo così indietro nel tempo che, soprattutto oggi, ha il sapor della rarità, soprattutto per quanto concerne il cinema italiano e per un certo cinema italiano.

Dunque, dicevamo: era il 2 maggio del 1956 e nelle sale cinematografiche nostrane approdò un film, sì di genere commedia o comunque comico, ma che aveva, soprattutto, la capacità, nella sua mera essenza, di essere e di rappresentare un vero e proprio spaccato di vita tutto italiano.

L’ambientazione e il periodo storico, sempre lo stesso, è quello che rimpiangiamo anche adesso in questo 2026. Solo che, ora come ora, sono trascorsi ben settanta lunghi anni e tornare ai mitici e leggendari anni ’50, tutti nostrani, al significato più amaro che dolce, rispetto ai giorni nostri, vuol dire ritrovarsi in un decennio in cui c’era fiducia nel futuro, nonostante tutto.

Soprattutto in momento storico in cui l’italiano medio, a ben undici anni di distanza dalla fine del secondo conflitto mondiale, aveva trovato la serenità ed il benessere economico, sognando una pioggia di soldi grazie al quiz per antonomasia dell’epoca: ‘Lascia o Raddoppia?’ Un Must di quella televisione italiana che, in quel periodo, teneva incollati milioni e milioni di telespettatori davanti al tubo catodico.

Il leggendario programma, condotto da Mike Bongiorno, aprì i battenti l’anno prima nel 1955, per poi concludere la sua inarrestabile cavalcata gloriosa di share e telespettatori solamente nel 1959. Un quiz game, come direbbero oggi, che, nonostante i decenni passati, conserva ancora un notevole prestigio non solo per gli appassionati del genere, ma anche tra gli storici ed i critici televisivi.

Un successo, ancora oggi, inarrivabile che venne intercettato il cinema italiano, quando era capace di intuire gli umori della gente, mediante un film tutto da vedere, da riscoprire e, soprattutto, tutto da ridere. In fondo, quando si tratta del Principe della risata, non può essere altrimenti.

Ma, come logico che sia, prima di addentrarci nel film in cui, la trasmissione televisiva venne immortalata sul grande schermo con l’inequivocabile titolo ‘Totò Lascia o Raddoppia?’ sarebbe bene soffermarsi non solo sulla nascita del programma e sul regolamento al quale ogni concorrente doveva sottostare per cercare di portare a casa la tanto sognata posta in palio. Quindi, come sempre andiamo con ordine.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare il format del programma non era tutto nostro, semmai francese che, a sua volta, proveniva dalla matrice americana. Esattamente le due versioni storiche erano intitolate, rispettivamente, ‘Quitte ou double?’ e ‘$64.000 question’. La prima edizione andò in onda dal 26 novembre del 1955 fino all’11 febbraio del 1956, l’anno in cui uscì il film con Totò.

Prima della data 26 novembre del 1955, la puntata pilota venne lanciata la settimana precedente: il 19 novembre del 1955. Originariamente ‘Lascia o Raddoppia?’ era stato collocato, come programmazione regolare, nella serata del sabato sera, alle ore 21.00. Il sabato, come appuntamento fisso, venne mantenuto solo ed esclusivamente per la prima e storica edizione.

Tutte le altre puntate delle successive tre edizioni si tennero nelle serate del giovedì. Soprattutto, neanche tutte e quattro le edizioni si svolsero in un’unica città e, quindi, in un unico studio televisivo. La prima edizione si svolgeva presso il Teatro dell’Arte di Milano; mentre le edizioni successive sempre a Milano, ma negli studi Rai ubicati presso la Fiera di Milano.

Ma per quanto riguarda il regolamento? Com’era strutturata, nel complesso, una puntata di Lascia o raddoppia? I concorrenti che partecipavano dovevano essere tutti esperti di un argomento in particolare, senza essere, a loro volta, professionisti. Il che voleva dire che la loro competenza in una determinata materia non era dovuta perché svolgevano anche un lavoro collegato. In poche parole: esperti per mero hobby.

Inizialmente l’argomento medesimo veniva selezionato veniva proposto mediante i numerosi monitor presenti all’interno dello studio televisivo; successivamente gli stessi monitor vennero eliminati, in modo da rendere ancor più liberi gli stessi concorrenti in gara nella scelta. Ulteriore dettaglio, non proprio di poco conto, i concorrenti si presentavano al gioco uno alla volta; nessun accavallamento.

Il quiz si svolgeva con questo meccanismo: in totale il concorrente doveva rispondere a ben otto domande per vincere, ma attenzioni ‘cari amici ascoltatori’ come diceva il buon vecchio Mike Bongiorno, se sbagliava una sola domanda veniva eliminato. Eppure, se rispondeva correttamente fino alla quinta domanda e sbagliava quella successiva veniva ugualmente eliminato ma, con ben cinque risposte date tutte corrette, il concorrente se ne tornava a casa con un premio di consolazione.

Chiaramente, soprattutto per i più giovani che magari staranno leggendo questa prima parte di speciale, le cifre che venivano attribuite come premi, per ovvie ragioni, non sono come quelle di oggi. Soprattutto per il costo della vita dell’epoca. Precisazione doverosa la nostra. Dunque, chi otteneva il premio di consolazione lasciava il programma conquistando, comunque, ben 40.000 delle vecchie lire; questo perché alla prima domanda il concorrente otteneva ben 2.500 mila lire, come montepremi iniziale e cifra che poi raddoppiava ad ogni domanda superata.

E se si giungeva all’ultimo step, con tanto di risposta esatta finale? Allora, a quel punto, la cifra raggiunta dallo stesso concorrente era di ben 320.000 mila lire. Entrambe le cifre indicate fino adesso erano pari 600 euro e quasi cinquemila euro, tenendo presenti i valori di cambio del 2019. E una volta diventato campione cosa poteva permettersi il concorrente vincitore?

Una volta tornato per l’appuntamento successivo, al campione in carica si vedeva rivolgere, da Mike, la fatidica frase che divenne un vero e proprio tormentone e che dava, quindi, anche il titolo al programma: Lascia o Raddoppia?

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