Una particolare analisi sulla fruizione della serie tv nel tempo
Questo è quanto avveniva in passato, senza creare allo spettatore la problematica insita nel fatto che se si perdeva un appuntamento, in verità, si perdeva solamente un’avventura e non l’intero del filo del discorso o quantomeno non rimaneva a digiuno di un passaggio, magari fondamentale, della trama medesima.
Da quasi trenta anni il discorso è completamente mutato. La maggior parte delle serie televisive prodotte sono, come detto più volte, nel corso di qualche recensione come una sorta di romanzo visivo. Ciò significa che semmai state leggendo un libro non lo farete mai saltellando da un capitolo all’altro non seguendo l’ordine crescente del numero dei capitoli e nemmeno lo inizierete a metà dello stesso volume, giusto?
Ciò vale anche per le serie televisive di oggi, quelle realizzate come un lungo film spezzettato, a piacimento degli stessi produttori, e semmai non si segue una parte si perde, appunto, il filo del discorso; si perde un collegamento tra un evento all’altro, rischiando di riprendere dal principio la visione della serie televisiva preferita.
Fortuna che con la tecnologia di oggi ciò non succede più. Il cosiddetto palinsesto televisivo viene realizzato privatamente dal fruitore delle varie piattaforme streaming dietro abbonamento e che permettono qualsiasi tipo di funzione: anche quella di mettere in pausa i contenuti per poi riprenderli successivamente.
Ma attenzione, seppur la realtà di oggi appare evidente nella produzione e realizzazione di serie tv, ci sono ancora delle eccezioni alla nuova regola. Semmai due. La prima è che in alcuni show per la televisione gli episodi sono realizzati in vecchio stile, in altri si preferisce il cosiddetto sistema ibrido: in cui la trama principale e quella secondaria si sviluppano quasi contemporaneamente. Chiaramente la prima prosegue il suo sviluppo fino alla fine, mentre la seconda termina alla fine dell’episodio stesso.
A questo punto arriviamo, finalmente, al dunque. Giungiamo all’argomento principale, a quello indicato nel titolo dello speciale in questione. Certo, sembra che ci siamo dilungati di proposito, tanto per allungare il brodo, tanto per pubblicare qualcosa, tranquilli, cari lettori: è solo un’impressione. È anche se alle volte le prime impressioni, per certi versi, fungono da regola basilare per le ulteriori occasioni successive, riconducibili sempre al punto di partenza, rimane, nella sua essenza, solo una prima impressione e ciò vale anche per questo speciale.
Non rimanendo ancorati alle prime impressioni o apparenze, il duplice sistema di sviluppo di ogni singola serie tv fino adesso ricordata, sia con la trama verticale e sia con quella orizzontale, ha determinato, in sostanza, un ulteriore doppio modo di fruire delle stesse da parte di ogni singolo spettatore, un tempo si diceva anche telespettatore.
Il paradosso, però e come suggerito in precedenza, ha portato, quasi, la sopraffazione di un elemento, una modalità di visione, rispetto all’altro, dunque rispetta all’altra modalità di visione. Stiamo parlando del cosiddetto binge wacthing e quello relativo all’attesa. Quale sia meglio? No, non abbiamo sviluppato un speciale per decidere cosa sia buona e giusta.
Senza troppi giri di parole possiamo dire che entrambi i metodi vanno più che bene, il punto è un altro ed è rappresentato dall’eccesso di una modalità rispetto all’altra. Ma come sempre andiamo con ordine per raccogliere meglio le idee.
Dunque, semmai si effettuasse anche una piccola e semplice ricerca sul vocabolario per cercare di scoprire, nell’essenza, il vero significato di binge watching, specialmente anche mediante l’istituzionale volume della Treccani, si scoprirebbe che con queste due parole inglesi, la cui traduzione sta anche per “abbuffata televisiva”, è l’abitudine di guardare consecutivamente più episodi di una serie TV o contenuti in streaming in un breve lasso di tempo, spesso senza pause. È un fenomeno facilitato da piattaforme come Netflix e Amazon Prime, che porta a sessioni di visione prolungate e talvolta compulsive.
Ecco, tralasciando l’ultima parola, in questo caso dobbiamo specificare che comunque entrambi i modi vanno bene e che comunque, da un punto di vista dell’intrattenimento, le maratone avrebbero sopraffatto l’altro elemento, la visione compulsiva di una serie tv, comunque, non è propriamente positiva, almeno nel senso letterario del termine. Eppure tale schema di visione non riguarda solo le piattaforme streaming citate, ma anche Now Tv, Paramount Plus, Disney Plus e in ultimo: Hbo Max.
Tutti prodotti di intrattenimento, un tempo destinati solo ai cosiddetti network televisivi e tale stratagemma venne visto come un’ottima soluzione per strappare dai canali tradizionali una buona fetta di share o di audience, per poi trasformarlo, con il mero e nuovo gergo dei social: visualizzazioni. Tutto questo fa mercato, tutto questo ha aumentato ancor di più la competitività e, allo stesso tempo, ha persino aumentato la vasta gamma di serie da scegliere e vedere innescando ulteriori due problemi.
Il primo, l’abbassamento della qualità di ciò che si vede, non tanto ciò che si sceglie visto che i gusti non si devono mai e poi mai discutere o quantomeno criticare; secondo, la mancanza di attesa nel visionare una serie televisiva. Ecco, qual è il vero problema su quale stiamo cercando di essere diretti.
D’altronde, è un dato di fatto: se si realizzano più serie con una trama tipicamente orizzontale e, da parte delle stesse case di produzione, una singola stagione viene pubblicata in una sola giornata, è naturale che la maratona, scusateci la ripetizione della parola, parte in automatico. Perché?
Semplice, perché con la trama orizzontale c’è più voglia di consumare un prodotto quasi nell’immediato, senza subire, nel vero senso del termine, seppur in positivo, l’attesa della pubblicazione di un singolo episodio, nonostante sia la continuazione di quello precedente, eliminando, del tutto, il gusto stesso dell’attesa.
Oggi, invece, le stesse piattaforme streaming, nella loro essenza, forse perché si è intuito che l’intera pubblicazione di un’unica stagione di una serie era deleteria, ha iniziato a riprendere la vecchia spalmatura, con singoli appuntamenti settimanali, di episodi, permettendo una miglior assimilazione del contenuto, tra narrazione e messaggio, che lo stesso fruitore usufruisce una volta che lo visiona.
Recuperando, nella sostanza, anche il vecchio concetto dell’attesa nonostante non si tratti di trama verticale, dove semmai si aspettava una nuova avventura, ma gustandosi ancora meglio l’intera trama orizzontale.