Da oggi 12 aprile il primo di una serie infinità di appuntamenti speciali interamente dedicati al ‘Principe della Risata’
Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis Bisanzio. No, non siamo usciti fuori di sennò e neanche volevamo complicarvi la vita di prima mattina, soprattutto di domenica mattina, con questo inizio apparentemente criptico. Si, usiamo il termine non tanto improprio, criptico, per un semplice motivo: chiunque mastica un po’ di cinema, del mondo del cinema e della storia di cinema, indipendentemente se si tratta di grande schermo internazionale o nostrano è impossibile che non riconosca tutti quei titoli riportati in fase di apertura di questo reportage.
Soprattutto, in mezzo a quella sfilza di nomi, che dia quasi l’impressione di una strana lista di chissà che cosa, spicca un ‘De Curtis’ abbastanza chiaro; anzi, molto chiaro. E sì, stiamo parlando proprio di lui e lo ammettiamo: in questi quasi sei lunghi anni non siamo mai e poi mai riusciti a parlare di lui. Neanche un articolo su uno dei suoi numerosi film.
97 per l’esattezza e pertanto, le cronache dell’epoca ci riportano, questa super leggenda tutta nostra, che realizzava 4 film all’anno. Certo, altri tempi, altro cinema, altra comicità e altro modo di osservare la società che ci circondava e soprattutto altra società. Un altro mondo, potremmo anche dire.
Sta di fatto che, sempre di lui, avremmo dovuto iniziare a parlare già all’inizio di questo 2026 per evidenti motivi legati a celebrazioni e, quindi, di anniversari legati ai suoi film. Ne abbiamo contati ben 11, di cui alcuni saranno celebrati quando sarà il momento giusto e altri, come al solito, saranno da recuperare nel prossimo periodo estivo. Eppure, la vera morale della favola, da parte nostra, sta nel rimediare in quello che riteniamo essere un vero errore macroscopico nel non aver mai e poi mai parlato, in qualsiasi modo, del leggendario attore, comico, commediografo, poeta, paroliere, sceneggiatore e persino filantropo italiano.
Nella sua essenza era tutto questo il mitico, iconico, leggendario e mai dimenticato, da ogni generazione che lo ha vissuto e che lo ha scoperto successivamente, Antonio De Curtis. Così era conosciuto all’anagrafe, ma per tutti quanti noi era più semplicemente Totò. Anzi, sarà per sempre ricordato e celebrato con questo piccolo ed immenso nome d’arte ma con il quale, lo stesso attore partenopeo, ha saputo conquistare proprio tutti nella sua carriera, riuscendo ad andare anche oltre al suo passaggio terreno avvenuto tra il 15 febbraio del 1898 fino ad arrivare alla triste data del 15 aprile del 1967.
Giustamente, vi starete chiedendo, cari lettori, il reportage che iniziamo a pubblicare da oggi, domenica 12 aprile, che valenza effettiva possa avere visto che, per ovvie ragioni temporali, sia per quando riguarda la celebrazione della nascita e sia, purtroppo, la celebrazione della sua scomparsa, ci stiamo muovendo con largo anticipo?
La risposta, in verità, l’abbiamo già svelata, proprio grazie a quegli undici film che, in questo 2026, festeggiano, rispettivamente, 75 e 70 anni dall’uscita e di cui, uno in particolare, proprio in questi giorni, anzi esattamente proprio oggi festeggia i 70 anni dall’approdo nelle sale cinematografiche italiane. Infatti era il 12 aprile del 1956 quando il pubblico italiano poté strapparsi più di una risata grazie a ‘La Banda degli Onesti’. Film intramontabile, film diventato un classico non solo del genere commedia all’italiana, ma un classico dell’intera storia del cinema nostrano.
In questo reportage, quindi non solo in questa prima parte, non ci soffermeremo solo ed essenzialmente su unico titolo o su un’unica data, semmai su tanti momenti della sua carriera e storia, che in questi primi mesi di nuovo anno avremmo potuto ricordare. Operazione non proprio facile ma al tempo stesso utile ed indispensabile, visto che ci permette di inaugurare, in via del tutto indiretta, una lunghissima serie di appuntamenti interamente dedicati al Principe della Risata.
La scelta di inaugurare una serie di speciali e reportage proprio in questi giorni, lo ammettiamo, non è solo frutto del caso; semmai da una ponderata visione e prospettiva nel mantenere alta la nostra attenzione su di lui per i prossimi due anni. Si, avete letto bene cari lettori.
Purtroppo, in questa settimana, cadrà il cinquantanovesimo anniversario della sua scomparsa. Noi, però, andremo oltre, fino ad arrivare a quel 15 febbraio del 1898 in cui gli anni dalla sua nascita saranno ben 130. Da quando esistiamo ci sembra che un’operazione del genere non l’abbiamo mai organizzata e dedicata per nessun’altra leggenda che abbiamo avuto il piacere di ricordare.
Una sfida, la nostra, che ci permette, anche, di riavvicinarci a quello che fu, un tempo, il cinema italiano e il genere della commedia all’italiana. Un’operazione, oltretutto, che ci permette di ricordare, in questo lungo biennio, ciclicamente l’iconico Principe della Risata, partendo non solo dalle origini, come giusto che sia, ma avendo come base, almeno per questo 2026, proprio questi undici titoli che rappresenteranno, per ovvie ragioni, il vero fulcro di questi primi appuntamenti con Totò.
E allora, senza perdere ulteriore tempo, andiamo svelare, gli undici titoli dei suoi film che quest’anno verranno celebrati da noi, senza dimenticare il particolare, non tanto irrilevante, che alcune pellicole, dall’inizio dell’anno, non siamo ancora riusciti a parlarne.
Da ‘Totò Terzo Uomo’ a ‘Sette Ore di Guai’; ancora: Guardia e Ladri, La banda degli Onesti, Totò lascia o raddoppia, ‘Totò, Peppino e la malafemmina’, ‘Totò, Peppino e i fuorilegge’, ‘Totò, Peppino e la dolce vita’, ‘Sua Eccellenza si fermò a mangiare’ intitolato nuovamente ‘Il Dott. Tanzarella, medico personale del fondatore dell’Impero’, il leggendario ‘Totòtruffa62’ e ‘I Due Marescialli’.
È inutile sottolineare che si tratta solo ed esclusivamente di alcuni speciali o reportage, valevoli solo il 2026. Di certo, arrivati a questo punto dovremmo iniziare da un momento ben preciso questo lungo viaggio, dal quale, molto probabilmente, non ci permetterà di essere a tutti gli effetti rispettosi dell’ordine temporale nel ricordare, nel ripercorrere e raccontare gli eventi, tra set e vita privata di Totò; ma sarà una sorta di continuo rimbalzo di varie epoche della sua esistenza.
Quindi, dalla seconda parte in poi di questo reportage, affronteremo, sì, il momento della scomparsa ma solo per dovere di cronaca per poi iniziare, appunto, a rimbalzare tra un anno e l’altro per entrare nel suo universo; nell’universo del Principe della Risata e questo è solamente l’inizio…